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Quanta flessibilità è necessaria?

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La soluzione ventilata per l'articolo 18 riportata dai giornali non cambia nulla: infatti non è che anche oggi si licenzi qualcuno motivando il fatto come discriminatorio. Si licenzia adducendo motivi economici o disciplinari o di comportamento ma spesso il ricorso in giudizio invece di negare il motivo addotto sostiene che questo in effetti maschera la natura discriminatoria del licenziamento.

Si danno diversi casi:

1) se anche in Germania il licenziamento discriminatorio prevede il reintegro anche là esiste l'articolo 18 (naturalmente con tempi della giustizia più accettabili)

2) se i sindacati dei datori di lavoro accetteranno questa "nuova"regolamentazione si avrà la prova che tutto il can can era ideologico e che basta un cambiamento di facciata per gridare "urbi ed orbi" che non abbiamo più l'articolo 18; gli investitori esteri, da troppo tempo smaniosi di fare parte dei loro capitali con mafie, Px, azzeccagarbugli e fisco , ci invaderanno e il nostro pil andrà alle stelle.

3) solo nel caso contrario si avrà l'evidenza che l'articolo 18 è un vero problema.

4) se i sindacati dei lavoratori non accetteranno questa "riforma", che non intacca il loro potere, renderanno evidente il carattere ideologico e simbolico della loro resistenza.