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Quanta flessibilità è necessaria?

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Posso capire che l' idea del contratto unico sia politicamente vendibile, visto che sicuramente riduce la dualità percepita (tutti assunti con lo stesso contratto, la differenza si vedrà quando alcuni sono licenziati per non raggiungere la soglia di rigidità) ma credo sia controproducente limitare la libertà contrattuale oltre l' imposizione di certi standard minimi.

Soprattutto, non capisco dove sarebbe il danno per i lavoratori nell' esistenza di 5000 figure contrattuali rispetto a 5.

ma doversi informare su numerose tipologie di contratti non è costoso sia per il lavoratore, in termini di tempo, sia ad esempio per i costi "della giustizia" associati se si intenta una causa?

Ha gia risposto marcello, ma in sostanza, non capisco il problema. Sai quante sono le tipologie contrattuali per scambiarsi delle banane in cambio di soldi? Infinite:  il codice civile ne stabilisce e regola alcune (per esempio, la compravendita) e lascia alle parti la liberta' di inventarsene delle altre che non violino alcune norme di base. Non mi pare crei problemi a fruttivendoli e banana-lovers. 

informarsi

saul 17/3/2012 - 18:43

Avevo in mente principalmente i contributi pensionistici, ma nei hai parlato anche tu sotto. Lavorare con contratto di apprendistato, socio di una cooperativa, con contratto a progetto o a partita IVA per fare lo stesso lavoro (magari anche con lo stesso datore di lavoro) puo ben capitare. Inoltre, mi ripeto, per me questa possibilità fa aumentare la possibilità di contenziosi essendo maggiori le tipologie di violazione dei contratti da analizzare, ne segue il doversi informare per vedere tutelati i propri diritti, ripeto, magari continuando a fare lo stesso lavoro per anni. E tutto questo rende anche piu incerta la aspettativa sugli esiti giudiziari. Concordo con quello che dice francesco forti sotto keep it simple, soprattutto quando stai per fare dei cambiamenti radicali.

se non ci fossero differenze nel trattamento fiscale e contributivo, che non hanno alcuna giustificazione logica ne' morale, allora non credo ci sarebbe questo tipo di incertezza. Chiaramente va prima risolta questa disparita' di trattamento. Fatto quello, non so bene che senso abbia limitare la liberta' contrattuale. 

La complessità si trasforma in oneri elevati per i sistemi di paga e contributi, perché piu' tipologie ci sono e piu' diventa difficile trovare, anche sul piano informatico, applicazioni di basso costo. La complessità poi la paghi dovendo attingere a professionisti il cui prezzo è direttamente proporzionale alla complessità della materia che trattano.

Visto che questi oneri vanno a carico del valore aggiunto e diminuiscono utili e salari, il danno per il sistema, lavoratori compresi, mi sembra evidente.

@Saul:

chi dovrebbe informarsi su tutti 'sti contratti?

Il lavoratore è interessato solo a quello/i che gli viene offerto, mentre i datori ci mettono mezz'ora a fare una shortlist dei potenziali candidati. Che gli frega del lavoro a chiamata ad un'acciaieria?

 

Ok, per costi della giustizia e formazione dei consulenti dover conoscere troppe tipologie è costoso, anche se nel primo caso non mi sembra un gran problema: il giudizio di merito si da sempre sui pochi articoli rilevanti del contratto specifico, che ci sia o meno un riferimento ad un contratto nazionale mi pare cambi poco.

 

Continuo a non capire nemmeno la necessità del concetto di contratto nazionale, e credo sarebbe meglio che ciascuna azienda si scrivesse i suoi o li acquistasse sul mercato.

 

@Francesco Forti

In Svizzera come funziona? C'è una legislazione rigida (federale o cantonale che sia) che specifica n contratti tipo o solo l' obbligo di riconoscere un po' di ferie, maternità,ecc. ?

Scusa Marcello, ho visto solo ora che mi chiedevi ragguagli. A quanto mi è dato sapere esiste una normativa federale, sotto il nome di "codice delle obbligazioni", che è la parte del codice civile (unico in tutta la federazione) che elenca le tipologie di contratto (le obbligazioni tra le parti). Tra i contratti sono indicati naturalmente quelli di lavoro.

Ci possono essere contratti "normali" (ed alcune tipologie sono indicate per il personale medico, in mare, il personale domestico, il lavoro a domicilio)  o "collettivi". Il codice delle obbligazioni stabilisce solo criteri di base per i contratti collettivi.

 

La base comune riguardante tutto il lavoro (gli obblighi di cui parli) è comunque stabilita nel codice civile, titolo decimo, contratti di lavoro. Sono una ventina di articoli che non indicano tipologie ma solo le norme comuni.