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Quanta flessibilità è necessaria?

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Buongiorno, articolo interessante. Mi permetto di farle due domande:

 

1. Per meglio chiarire gli eventuali rapporti di causa ed effetto tra la situazione del mercato del lavoro Italiano e la vigente normativa del lavoro sarebbe utile analizzare anche la situazione di Francia e Germania. Naturalmente non sono un esperto, ma per frequentazione diretta (ho vissuto in entrambi i paesi) mi sembra che i mercati del lavoro francese e tedesco godano di un livello di protezione del lavoro simile a quello Italiano a fronte, ad esempio, di ammortizzatori sociali e retribuzioni molto più' elevate (sia a livello netto che per costo del lavoro complessivo) di quelle italiane. I dati OECD relativi all'Employment protection, ad esempio sembrano confermare quest'impressione. Qui e qui, anche se per un profano e' difficile capire esattamente cosa si celi dietro un indicatore sintetico. 

 

2. Lei, come molti altri commentatori, nota come una certa parte dei costi di licenziamento non siano dovuti direttamente alla legislatura, ma piuttosto all'esasperante lentezza del proccesso civile in Italia. Alla luce di questo fatto, non sarebbe meglio considerare piuttosto una riforma del processo civile e della magistratura mirato ad avvicinare i tempi alla media europea? Anche perché' e' noto come lo stato della giustizia italiana rappresenti uno dei primi deterrenti per gli investitori stranieri.