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Protezione dell’occupazione: cosa sappiamo e cosa no. Parte 1: teoria

2 commenti (espandi tutti)

ho paura di essermi andato ad infognare  in una discussione più grande di me.

fa niente,1) non ho un'immagine da difendere.:-),2 posso sempre emigrare:-).3) il prof Boldrin l'ho visto molto tranquillo l'ultima volta a Ballarò:-)

penso dovremmo confrontare le utilità nei vari stati del mondo.

per esempio.

nel caso 1 ,se le spese sono pagate per intero dalla parte che soccombe,il lavoratore risparmierà le spese processuali ma l'impresa sosterrà un costo che altrimenti non avrebbe sostenuto.

nel caso 2, se l'azienda soccombe il lavoratore non ha vantaggio ad accordarsi per una rescissione consensuale.infatti per lui sarà maggiore l'utilità se continuerà a lavorare.in questo secondo caso inoltre ci sarebbero  da considerare i costi sociali degli ammortizzatori.

il caso 3,  sono d'accordo. ma ritorniamo al caso Fiat che ho citato nell'ultimo post.l'azienda non ha convenienza a pagare un lavoratore che non rende. il lavoratore dal canto suo potrebbe massimizzare l'utilità andando a lavorare da un 'altra parte invece che stare a casa senza far niente.

...e infatti desisto dal procedere oltre ^_^

 

Solo una ultima annotazione: ricorda che a priori non sai se sei nel caso (1), (2) o (3), quindi devi considerare che la scelta è tra una cifra esattamente misurabile oggi contro una cifra forse minore, forse maggiore (non si sa) domani. E nel primo caso le due parti sono complessivamente più ricche che in caso di litigio.

 

E con questo, come preannunciavo, mi fermo prima degli inevitabili strali! ^_^

 

P.S. per il webmaster: non sarebbe il caso di ripristinare la funzionalità per cui l'Oggetto delle repliche era di default l'oggetto del commento di riferimento, magari precedendolo con "Re:" ?