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Protezione dell’occupazione: cosa sappiamo e cosa no. Parte 1: teoria

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ma quel passaggio parlava del rapporto tra impresa e lavoratore.non sono in grado di dire se ciò provochi esternalità.le spese processuali non sono ,in linea generale a carico della parte soccombente?

 

comunque,mentre ci pensavo mi è venuto in mente un caso di inefficienza ,forse.

la Fiat sta continuando a pagare i 3 dipendenti che aveva  licenziato,  che sono stati reintegrati,ma senza farli lavorare.

i lavoratori non stanno massimizzando l'utilità perchè  il patrimonio di conoscenze

accumulate pian piano viene meno.

Fiat d'altra parte  paga 3 persone che non producono

Se anche (ma ne dubito) il pagamento delle spese processuali coprisse per intero i costi sociali del servizio, c'è comunque una serie di soldi spesi per il processo che i soggetti avrebbero preferito spendere altrimenti.
Pensa ai vari casi:
1) Il lavoratore soccombe: è licenziato, non riceve niente; anzi, deve pagare almeno le proprie spese: per lui non sarebbe stato "meglio" che, invece di fare un processo, l'azienda gli avesse subito versato quanto poi pagato all'avvocato?
2) l'azienda soccombe, ma si accorda con il lavoratore e l'azienda per il'interruzione consensuale a fronte di un pagamento al lavoratore: anche stavolta, per l'azienda e per il lavoratore, sarebbe stato meglio versare subito la stessa cifra.
3) l'azienda soccombe ed il lavoratore si impunta: qui l'inefficienza è palese per l'azienda (che pagherà un lavoratore che a suo giudizio non rende), ma anche per il lavoratore, visto che l'azienda probabilmente farà tutto quel che può per convincerlo a passare al caso (2): mobbing, mansioni noiose, mancati benefit, rotture di scatole ....

ho paura di essermi andato ad infognare  in una discussione più grande di me.

fa niente,1) non ho un'immagine da difendere.:-),2 posso sempre emigrare:-).3) il prof Boldrin l'ho visto molto tranquillo l'ultima volta a Ballarò:-)

penso dovremmo confrontare le utilità nei vari stati del mondo.

per esempio.

nel caso 1 ,se le spese sono pagate per intero dalla parte che soccombe,il lavoratore risparmierà le spese processuali ma l'impresa sosterrà un costo che altrimenti non avrebbe sostenuto.

nel caso 2, se l'azienda soccombe il lavoratore non ha vantaggio ad accordarsi per una rescissione consensuale.infatti per lui sarà maggiore l'utilità se continuerà a lavorare.in questo secondo caso inoltre ci sarebbero  da considerare i costi sociali degli ammortizzatori.

il caso 3,  sono d'accordo. ma ritorniamo al caso Fiat che ho citato nell'ultimo post.l'azienda non ha convenienza a pagare un lavoratore che non rende. il lavoratore dal canto suo potrebbe massimizzare l'utilità andando a lavorare da un 'altra parte invece che stare a casa senza far niente.

...e infatti desisto dal procedere oltre ^_^

 

Solo una ultima annotazione: ricorda che a priori non sai se sei nel caso (1), (2) o (3), quindi devi considerare che la scelta è tra una cifra esattamente misurabile oggi contro una cifra forse minore, forse maggiore (non si sa) domani. E nel primo caso le due parti sono complessivamente più ricche che in caso di litigio.

 

E con questo, come preannunciavo, mi fermo prima degli inevitabili strali! ^_^

 

P.S. per il webmaster: non sarebbe il caso di ripristinare la funzionalità per cui l'Oggetto delle repliche era di default l'oggetto del commento di riferimento, magari precedendolo con "Re:" ?