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Protezione dell’occupazione: cosa sappiamo e cosa no. Parte 1: teoria

6 commenti (espandi tutti)

articolo molto stimolante ,grazie(anche per le slides,tengono vivi i concetti in mente).

ci sono alcune cose su cui ho dei dubbi.

per esempio:

 

1)Questo è inefficiente, perché il costo pesa sulle imprese ma senza realmente beneficiare il lavoratore, che anzi è anch’egli sottoposto all’alea dovuta all’arbitrarietà e alla discrezionalità del giudice.

 una volta che il giudice avrà emesso la sentenza una delle 2 parti avrà massimizzato l'utilità(il lavoratore viene reintegrato e si vede corrispondere le mensilità a cui ha diritto,oppure l'impresa ha la certezza di averlo dismesso)

perchè c è inefficienza?

 2)un periodo di prova che possa essere esteso ,mi pare ,fino a 6 mesi genera ugualmente bassa produttività nell'economia?voglio dire,la protezione dell'impiego può generare più bassa produttività ,ma un periodo di prova fino a 6 mesi ,durante il quale è possibile recedere,non è sufficiente affinchè vengano rivelate tutte le caretteristiche del lavoratore?

 3°e ultima cosa.

Tutti sappiamo che in Italia i precari hanno salari più bassi dei protetti.

 Ma sempre la legge non stabilisce che i lavoratori assunti a termine debbano godere degli stessi trattamenti(TFR,13 MENSILITà,RETRIBUZONE ecc) dei lavoratori a tempo indeterminato che svolgono le stesse mansioni?se le condizioni contrattuali sono fissate dalle parti sociali e la legge tutela sotto quest'aspetto i L.T.Determinato in che modo il mercato può fissare un più basso salario verso questi ultimi?

 

grazie per le eventuali risposte

p.s.chiedo scusa qualora le conoscenze(limitate)o la scarsa memoria avessero fatto cilecca

 

...pronto agli strali!!!

1) L'inefficienza nasce dai costi (privati e collettivi) per processo, carte, avvocati che con un modello diverso non servirebbero (o, meglio, potrebbero essere meglio utilizzati per pagare il firing cost al lavoratore) E dal prezzo del rischio di perdere la causa che, con una giurisprudenza alquanto variabile, è anche di difficile valutazione anticipata, per ambo le parti.

2) Non è detto che i casi estremi (licenziato gratis o reintegro + danni) siano le soluzioni efficienti: se pensi all'utilità che cresce dallo 0 della sconfitta al 100 della vittoria per KO sull'avversario, si vede che l'ottimo complessivo  è  potrebbe anche essere da qualche parte nel mezzo.

ma quel passaggio parlava del rapporto tra impresa e lavoratore.non sono in grado di dire se ciò provochi esternalità.le spese processuali non sono ,in linea generale a carico della parte soccombente?

 

comunque,mentre ci pensavo mi è venuto in mente un caso di inefficienza ,forse.

la Fiat sta continuando a pagare i 3 dipendenti che aveva  licenziato,  che sono stati reintegrati,ma senza farli lavorare.

i lavoratori non stanno massimizzando l'utilità perchè  il patrimonio di conoscenze

accumulate pian piano viene meno.

Fiat d'altra parte  paga 3 persone che non producono

Se anche (ma ne dubito) il pagamento delle spese processuali coprisse per intero i costi sociali del servizio, c'è comunque una serie di soldi spesi per il processo che i soggetti avrebbero preferito spendere altrimenti.
Pensa ai vari casi:
1) Il lavoratore soccombe: è licenziato, non riceve niente; anzi, deve pagare almeno le proprie spese: per lui non sarebbe stato "meglio" che, invece di fare un processo, l'azienda gli avesse subito versato quanto poi pagato all'avvocato?
2) l'azienda soccombe, ma si accorda con il lavoratore e l'azienda per il'interruzione consensuale a fronte di un pagamento al lavoratore: anche stavolta, per l'azienda e per il lavoratore, sarebbe stato meglio versare subito la stessa cifra.
3) l'azienda soccombe ed il lavoratore si impunta: qui l'inefficienza è palese per l'azienda (che pagherà un lavoratore che a suo giudizio non rende), ma anche per il lavoratore, visto che l'azienda probabilmente farà tutto quel che può per convincerlo a passare al caso (2): mobbing, mansioni noiose, mancati benefit, rotture di scatole ....

ho paura di essermi andato ad infognare  in una discussione più grande di me.

fa niente,1) non ho un'immagine da difendere.:-),2 posso sempre emigrare:-).3) il prof Boldrin l'ho visto molto tranquillo l'ultima volta a Ballarò:-)

penso dovremmo confrontare le utilità nei vari stati del mondo.

per esempio.

nel caso 1 ,se le spese sono pagate per intero dalla parte che soccombe,il lavoratore risparmierà le spese processuali ma l'impresa sosterrà un costo che altrimenti non avrebbe sostenuto.

nel caso 2, se l'azienda soccombe il lavoratore non ha vantaggio ad accordarsi per una rescissione consensuale.infatti per lui sarà maggiore l'utilità se continuerà a lavorare.in questo secondo caso inoltre ci sarebbero  da considerare i costi sociali degli ammortizzatori.

il caso 3,  sono d'accordo. ma ritorniamo al caso Fiat che ho citato nell'ultimo post.l'azienda non ha convenienza a pagare un lavoratore che non rende. il lavoratore dal canto suo potrebbe massimizzare l'utilità andando a lavorare da un 'altra parte invece che stare a casa senza far niente.

...e infatti desisto dal procedere oltre ^_^

 

Solo una ultima annotazione: ricorda che a priori non sai se sei nel caso (1), (2) o (3), quindi devi considerare che la scelta è tra una cifra esattamente misurabile oggi contro una cifra forse minore, forse maggiore (non si sa) domani. E nel primo caso le due parti sono complessivamente più ricche che in caso di litigio.

 

E con questo, come preannunciavo, mi fermo prima degli inevitabili strali! ^_^

 

P.S. per il webmaster: non sarebbe il caso di ripristinare la funzionalità per cui l'Oggetto delle repliche era di default l'oggetto del commento di riferimento, magari precedendolo con "Re:" ?