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Protezione dell’occupazione: cosa sappiamo e cosa no. Parte 1: teoria

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No, scusami, ma uno non si trattiene... In quei 4 milioni riportate dall'ISTAT e ripresi nell'articolo di Ichino (intitolato, guarda un po', "lettura errata dei dati istat ...") ci sono le imprese composte da un solo addetto, molte delle quali non sono imprese, ma gente che lavora a partita iva come dipendenti di imprese più grandi.

Ma anche se così non fosse, come fai a utilizzare, nel tuo conto sulla crescita delle imprese, il 2% riportato da Schivardi (che, chiaramente, si riferisce alle sole imprese sulla soglia dei 15 dipendenti) a TUTTE le micro imprese? Ritieni plausibile che le imprese composte da uno o due o tre addetti non crescano per colpa dell'articolo 18? Anche facendo finta che i tuoi calcoli non partano da presupposti errati, non ti accorgi dell'assurdo?

(E, ripeto, non voglio stare certo qui a difendere l'articolo 18...).

In quei 4 milioni riportate dall'ISTAT e ripresi nell'articolo di Ichino (intitolato, guarda un po', "lettura errata dei dati istat ...")

Il Sig. Ichino ha le sue rispettabilissime opinioni, io avrò le mie, no? Ad ogni modo, quelle imprese composte da 1 solo addetto, con un sistema paese diverso, con un articolo 18 diverso, potrebbero diventare dipendenti, oppure assumersi più rischi, crescere, assumere altro personale più rapidamente, per raggiungere e superare i 15 dipendenti. Io e te, e nemmeno il Sig. Schivardi o il Sig. Ichino, o chi vuoi tu, non possiamo certo decidere che solo tra le aziende di 15 dipendenti e non uno di meno siano quelle che non crescono per via dell'art. 18. BTW, conosci una stima di quante aziende ci siano con 15 dipendenti o meno che in realtà sono state organizzate in quella maniera per non superare il limite? Perché il fatto che io aneddoticamente abbia visto entrambe queste situazioni più volte (imprenditori che non volevano assumere più di 15 dipendenti, ed altri che se li suddividevano), probabilmente influisce non poco nella mia valutazione di quanto da te o Aldo presentato come una, a mio avviso evidente, sottostima del fenomeno.

Ad ogni modo, una maniera a mio avviso più interessante per difendere quel punto (che ripeto, per me non è certo centrale) è quello di andarsi a fare i confronti con altri paesi simili, magari anche indietro nel tempo nel momento dello stesso livello di sviluppo.

 

Per il RU ho trovato questi dati per il 2010, e non mi pare ci sia particolarmente bisogno di commentarli:

 

0 - 4 5 - 9 10 - 19 20 - 49 50 - 99 100 - 249 250 - 499 500 - 999 1,000 + TOTAL
1,740,685 388,990 215,370 141,920 49,505 25,945 7,700 2,795 1,320 2,574,230