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Protezione dell’occupazione: cosa sappiamo e cosa no. Parte 1: teoria

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Ok, vedo che sulla questione del 2% Aldo ha postato i dati cui facevo riferimento, che spiegano perché la prima parte del tuo ragionamento fosse ben lontana dal livello di approfondimento che tu suggerisci agli altri.

Nel merito, io come te ero al Circo Massimo a manifestare contro l'abolizione dell'articolo 18 (avevo 20 anni!) e come te ora penso che alcuni vincoli andrebbero eliminati, nel quadro di una riforma complessiva. E credo che conti la riforma complessiva, e sia sbagliato mettere l'articolo 18 al centro.

Sulla parte più generale del tuo comento: il sistema non va, gli incentivi sono sbagliati, il "sistema paese" è una cacca, eccetera, lo sappiamo, sono d'accordissimo.

Ciò che mi irrita (e che non mi sprona per nulla a "riflettere più approfonditamente sul sistema atuale", per cui il tuo incoraggiamento, ahimé, è poco fondato... al massimo mi sprona a limitare i miei interventi su nfa!) è che tu continui a contrapporre te stesso che hai capito tutto, ad un "voi" che non ha capito nulla ("voi" di cui, a quanto pare, faccio parte).  Io sono qui per capire e per imparare.  Sulla base di una battuta hai interpretato - male - il mio pensiero. E' un approccio alla discussione che trovo detestabile. Ma devo essermi espresso male, se non hai capito nemmeno cosa mi aveva irritato.

Solitamente posto commenti per fare domande e cercare di capirne di più. Questa volta l'ho fatto perchè infastidito dal tuo modo di esprimerti - e ho sbagliato, perchè ora sono più infastidito ancora e, probabilmente, ho infastidito inutilmente anche te. Ti chiedo scusa e la taglio qui.

Ah, no, scusa: mi chiamo Marco Sparro e mi firmo con un nick un po' per abitudine, un po' perchè quando, anni fa, mi registrai su nfa era anche per commentare una questione che riguardava, sia pur indirettamente, l'azienda per cui lavoro. E non reputo opportuno firmarmi con nome e cognome se devo esprimere opinioni personali in merito a problemi su cui sono pagato per portare avanti (almeno in pubblico) le posizioni della mia azienda. (Faccio presente, giacché siamo in tema, che ciò vale nonostante sarei comunque ben tutelato dall'articolo 18! :D)

Ok, vedo che sulla questione del 2% Aldo ha postato i dati cui facevo riferimento, che spiegano perché la prima parte del tuo ragionamento fosse ben lontana dal livello di approfondimento che tu suggerisci agli altri.

Il 2% l'hai suggerito tu, io l'ho preso per buono. Questo senza nemmeno considerare che non era nemmeno lontanamente il punto centrale del mio ragionamento, che è l'immoralità di avere un sistema che concede ad alcuni privilegi facendoli pagare ad altri, senza nessuna correlazione con un eventuale merito. Nella RI ci sono oramai milioni di persone che fanno le stesse identiche cose di qualcun altro, che lavora nello stesso settore, magari nella stessa azienda, alcuni inquadrati con un tipo di contratto ed altri con altri, alcuni protetti, altri no, senza relazione alcuna con la loro produttività o il loro potenziale, o la produttività e il potenziale del loro datore di lavoro. A me non pare un sistema sano o in un qualche modo difendibile.

Ciò che mi irrita ... è che tu continui a contrapporre te stesso che hai capito tutto, ad un "voi" che non ha capito nulla

Onestamente? Perché una volta che si hanno le informazioni necessarie (non ci sono le risorse per offrire quel privilegio a tutti i lavoratori dipendenti in maniera sostenibile), mi sembra che non dovrebbe essere particolarmente difficile raggiungere le necessarie conseguenze.

Non c'è alcuna arroganza o pretesa di superiorità, tant'è vero che non ho alcuna remora ad ammettere che mi ci sono voluti anni per raccogliere e comprendere le informazioni necessarie.

Spero che un giorno l'art. 18 e legislazione similari siano in qualche modo sostenibili in maniera equa, ma purtroppo dubito che avverrà nel corso della mia vita.