Titolo

Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

1 commento (espandi tutti)

Nel costo del lavoro t.i. vs t.d. la differente contribuzione pesa per il 14% ma ad essa si aggiungono:

accantonamenti tfr : 8%

tredicesima: 8,3%

ferie pagate : 8,3%

malattia pagata: 2%

per un totale di circa il 45%

 

Non ho invece ancora capito quanto pesi la "difficoltà di licenziamento" distribuita su tutti gli occupati. Si sa che i ricorsi per articolo 18 sono circa 6000 anno non si sa quanti licenziamenti individuali siano risolti in via amichevole. Poichè  i lavoratori coperti da articolo 18   sono circa 7,8 milioni, ipotizzando una indennità pari a due anni di stipendio (una esagerazione), perchè il costo dei licenziamenti individuali incida del 10'% sul costo totale del lavoro il numero dei licenziamenti indennizzati  dovrebbe essere oltre 660 mila.(8,5%)

( con M costo annuo, M/1,7 , numero licenziati indennizzati ---> n*M*2/1,7 =  7,8*M*0,1)

Mi sembrano tanti (ci sono anche i collettivi) e ciò nonostante incidono meno di un quarto della differenza di costo t.i. / t.d..  Considerando un'impresa di 16 addetti il costo di un licenziamento indennizzato senza causa / anno  inciderebbe sul costo totale del lavoro per il 7,35% e anche con causa,che durasse 5 anni e in cui il d.d.l. soccombesse, l'incidenza  sul costo totale del lavoro sarebbe minore del 23%.

Mi sembra pertanto che il lavoro a t.d. sia preferito a quello a t.i. non tanto per i costi dei licenziamenti quanto per il suo costo per il d.d.l a parità di netto mensile al lavoratore.