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Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

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caporalaggi

R. Calzolari 23/2/2012 - 15:14

Non credo si stia parlando della stessa cosa (caporalaggio informatico/caporalaggio nell'agroalimentare) e se la tua quantificazione del problema si allarga al "generale nel settore tecnologico o comunque nei servizi"  ho paura che si allarghi un po' troppo (ai fini della precarietà/sfruttamento occupazionale). Rimangono le due questioni:

1. necessità della riduzione o modifica delle forme contrattuali più fragili e scoperte sapendo che la coperta è stretta e occorrerà "scoprire" qualche piede a TI..;

2. necessità, per realizzare il punto 1. di modificare l'assetto delle competenze di istituzioni, associazioni di rappresentanza e privati in materia e, in buona sostanza dell'attuale modello di welfare.

Sulle motivazioni, un tantinelle sarcastiche, del perchè si sia parlato poco degli italiani, giovani, laureati, ecc. dimentichi: non iscritte/rappresentate da nessuno... ;-)

Non credo si stia parlando della stessa cosa (caporalaggio informatico/caporalaggio nell'agroalimentare

No, il caporalaggio nell'agricoltura ha un impatto infinitesimale per il paese, si tratta perlopiù di immigrati stranieri (al max qualche centinaio di migliaia) a bassissimo capitale umano (e costati comunque 0 EUR al sistema paese) che vengono pagati meno di un eventuale minimo salariale comunque bassissimo. Il caporalaggio nell'informatica coinvolge invece una platea ben maggiore (se ci allarghiamo ai servizi, milioni di persone), spesso ad altissimo capitale umano (e costati al sistema paese l'ira di Dio), che vengono pagati (forse) l'80% in meno di quanto prendono in paesi a pari PIL pro capite dell'Unione Europea, e che conseguentemente o se ne vanno, o se rimangono saranno molto meno produttivi dei loro competitor europei.