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Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

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Trilussa

Francesco Forti 22/2/2012 - 21:12

Ok, ho capito.  Il solito indice che rappresenta una media ma tace sulla deviazione standard. Dovevo pensarci.

se guardi la tabella linkata e ordini per valori decrescenti la colonna del 1996, ovvero prima della Treu e dell'introduzione delle prime forme di flessibilità, siamo terzi dopo Turchia e Portogallo.
Se venisse calcolato l'indice di flessibilità solo per i TempInd. (o equivalenti esteri) al giorno d'oggi è probabile una ulteriore scalata alla classifica (gli altri probabilmente hanno riformato mentre noi con le varie sentenze della cassazione a favore die lavoratori abbiamo consolidato la posizion a favore dei reintegri).

Vedo ora che la tabella linkata prevede 4 voci.

Per l'Italia 2008:

1) regular employment  1.77

2) temporary employment 2.00

3) collective dismissals 4.88 (il valore massimo della categoria, stabile da anni)

4) overall 1.89

Sembrebbe quindi che per OECD il lavoro temporaneo sia piu' difficilmente licenziabile di quello regolare, contrariamente all'esperienza comune.

I temporanei non vengono MAI licenziati...a meno che non considerino un contratto spirato e non rinnovato un licenziamento (ma stricto sensu non lo è).