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Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

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..perché la protezione dal lavoro non possa essere oggetto di contrattazione tra lavoratori e imprese, anziché essere fissata ex lege.  Se la contrattazione fosse esclusivamente individuale, si potrebbe pensare a problemi di selezione avversa e/o segnalazione, in quanto i lavoratori che si ritengono meno capaci troveranno più conveniente essere protetti e viceversa.  Ma la presenza di organizzazioni sindacali in grado di riunire gruppi eterogenei di lavoratori e prendere parte ad una contrattazione collettiva risolve questo problema.  Quindi dov'è l'intoppo?

Nessuno (a parte qualche Associazione Datoriale e non ufficialmente...) vuole una contrattazione individuale lavoratori/imprese e (quasi) nessuno accetta di far arretrare, dalla legge verso la contrattazione (sindacale), la disputa sul licenziamento.

I licenziamenti collettivi che oggi si contrattano in realtà sono un passaggio previsto dalla legge per accedere alla CIG e agiscono solo in presenza di motivazioni economiche aziendali (di mercato, ecc.). Una parte della discussione in atto rischia però di smontare il giocattolo sindacale/datoriale che oggi gestisce questi strumenti di welfare.

Tutto si tiene o niente si terrà, se Monti andrà per la sua strada e piuttosto della crisi/elezioni/sboom in Parlamento lo si voterà a sufficienza...

L'intoppo

amadeus 23/2/2012 - 16:15

Mi sembra evidente che l'attuale sistema oltre a fornire una forma di 'protezione'  ai lavoratori,  costosa sia per le imprese che per i beneficiari,  è una innegabile fonte di guadagno per alcuni, ovvero per gli avvocati. Non a caso sono la categoria più rappresentata (in termini assoluti e relativi) in parlamento, ovvero in quel posto dove si (s)fanno le leggi. Per qs ultimi non sembrano esserci costi occulti, solo una fonte di reddito.  Chissà cosa direbbero se lavoratori ed imprese finissero per accordarsi da soli.

 

La soluzione proposta mi sembra interessante:  le imprese potrebbero invero fare un passo avanti è cominciare a dire qual è l'indennità monetaria che sarebbero disposte a pagare per evitare le incertezze e i costi derivanti dalle procedure attuali. In fondo l'onere (o il vantaggio)  della prima mossa spetta a loro poichè hanno già espresso la propria insoddisfazione per lo status quo.