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L'angolo della posta. Si possono criticare le vacche sacre?

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In quanto modesto leguleio "mi risulta" che l'*oggetto* è, tecnicamente, un elemento essenziale del contratto, la cui mancanza o illiceità comporta la nullità del contratto, così come la mancanza o la illiceità della *causa* (altro elemento essenziale). Se cambia l'oggetto del contratto può cambiare quindi anche la valutazione in ordine alla sua liceità od illiceità. E l'argomento per "analogia" fin qui portato avanti da Brusco (se è lecito il contratto A, deve esserlo anche il contratto B, perché simile al primo nella struttura e nella funzione) non ha molta consistenza, perché ogni contratto va valutato autonomamente. E' pur vero che l'articolo di Rodotà non ha sviluppato gli aspetti tecnico-giuridici, ma perché avrebbe dovuto farlo, in un articolo per La Repubblica? Tornando in tema, può, sempre tecnicamente, la violazione della "dignità umana" comportare la nullità di un contratto? Be', in linea di principio sì, la tutela della dignità umana si trova nella costituzione italiana, nella costituzione tedesca, ed è considerata uno dei cardini del diritto comunitario. E sul tema della dignita umana come limite all'autonomia privata c'è ampia letteratura (anche Sandro Brusco si dice "non ignaro" del dibattito). Si tratta di idee, evidentemente, ben poco liberiste, ma di certo non isolate.

oggetto

mj 20/2/2012 - 17:53

Il punto è che la morte non è certo oggetto del contratto qualunque cosa si intenda per oggetto del contratto (contenuto, oggetto della prestazione, diritti scaturenti attribuzioni giuridico-patrimoniali ecc.) essendo l'oggetto al massimo l'obbligazioni di corrispondere somme di denaro.

La causa del contratto è, come diceva Allara, il quarto lato del già perfetto triangolo nessuno ha mai ben capito cosa sia nè a cosa serva. Essendo un concetto sostanzialmente vuoto viene utilizzata quando non si sa bene come argomentare una data soluzione (al pari della buona fede oggettiva e di supposte interpretazioni costituzionalmente orientate) che sembra (e forse è) contraria a norme specifiche.