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L'angolo della posta. Si possono criticare le vacche sacre?

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Ciao a tutti. Come al solito in ritardo, faccio una serie di considerazioni, di cui la quattro e' conclusiva.

1) E' ovvio che ci sono beni non commerciabili. L’amore e’ uno di questi, ma anche la reputazione accademica e’ un’altro. Questi sono non commerciabili by definition. 

Il problema e' che non e' possibile negoziare qualcosa di cui non si dispone. Penso che su questo punto siamo tutti d'accordo e limitiamoci a discutere beni che sono nella disponibilita' di qualcuno o che possone essere da qualcuno prodotti.

 

2) Anche rispetto all'insieme dei beni in principio commerciabili, il riferimento di Sandro Brusco a transazioni "volontarie" non e' sufficiente, secondo me, a  comprendere il nocciolo della questione. 

Se per volantaria intendiamo una transazione che e' volontariamente realizzata da due o piu' persone, diventa ovvio che il fatto che alcune transazioni volontarie  siano proibite non dovrebbe sorprendere nessuno. L'esempio del killer assoldato per uccidere un terzo e' lampante.  

Se invece per volontaria intendiamo una transazione che e' voluta da tutte le parti che la transazione puo' potenzialmente influenzare, incorriamo nel paradosso,  osservato da Sandro stesso, che qualcuno potrebbe sempre sentirsi offeso da una transazione volontaria di altri (alcuni si sentono magari anche offesi dal solo pensiero che la transazione possa essere realizzata da qualche parte, anche se da loro non vista).

Quindi, la nostra definizione va necessariamente modificata nel senso che una transazione e' volontaria se e' voluta da tutte le parti i cui interessi *leggittimi* sono influenzati. Dove per legittimi devono intendersi gli interessi *degni* di tutela. Ma proprio qui sta il problema nel ragionamento di Sandro. Non possiamo stabilire quali siano gli interessi degni di tutela a meno di non chiamare in causa quello che Sandro chiama il "bene supremo", e che possiamo semplicemente chiamare l'arbitrio del legislatore. 

 

3) E' chiaro quindi, secondo me, che l'origine della proibizione di transazione deve ricercarsi, non superficialmente nella ripugnanza come sembra essere la tesi di Al  Roth, ma nella esistenza di esternalita' prodotte dalla transazione che ledono interessi degni di tutela.

Tale esternalita' puo' prendere varie forme. Nel caso della proibizione di vendere il voto, l'idea e' che attraverso la vendita del voto confliggerebbe proprio con l'obiettivo che la votazione si pone, cioe' l'idea di "one man one vote" (penso che questo argomento sia dovuto a Buchanan et al.). Nel caso della proibizione della  prostituzione io non mi stupirei che l'idea sia quello che la prostituzione riduce il valore del marriage per le donne (questo va nella direzione del punto sollevato da Luigi che il set di diritti cambia l'equilibrio ed i prezzi di altri beni). 

In altri casi l'esternalita' e' meno compelling. COme nel caso delle transazioni ripugnanti. In questo caso, a mio avviso, la radice della proibizione e' da ricercare  indietro nel tempo. Come ho letto in un libro di Pinker (ma non se questa tesi sia originariamente sua e penso sia conventional wisdom), le ripugnanze potrebbero essere il frutto di risposte instintive a comportamenti che direttamente mettono a rischio un gruppo, o ultimately il pool genetico stesso.

4) Detto questo, e' ovvio che Rodota' fallisce miseramente nel fornire argomentazioni a favore della sua tesi. E' anche ovvio che il punto che fa Sandro e' indiscutibile (magari io non userei lo stesso tono - lo farei in caso di conversazione orale - ma a me ha fatto sorridere e allora perche' no, se accontenta i  lettori). Ma  forse l'anziano giursita, che forse non ha piu' tempo per pensare in modo approfondito alle questioni, sta cercando di ricordarci che il progresso umano corre veloce e  che bisognerebbe riflettere di piu' sui limiti che eventualmente il mercato dovrebbe avere. Perche' dove porta il ragionamento di Sandro portato alle  estreme conseguenze?  Perche' non permettere alle persone di vendere i propri organi (un occhio, per esempio, come in un film con Sordi di cui non ricordo il nome)?  Perche' non permettere contratti di schiavitu? (visto che permettiamo di contrarre debito e ripagare con salario futuro)? 

PS: in tutto questo non ho discusso la questione del partenalismo, che mi sembra sia stata implicitamente sollevata dal Malpassotu. Ma questa e' un'altra storia.