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L'angolo della posta. Si possono criticare le vacche sacre?

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Mah

sandro brusco 19/2/2012 - 04:34

In economia è divertente e utile analizzare situazioni paradossali, di solito serve a capire i limiti delle ipotesi standard. Ci sono situazioni in cui la curva di domanda è crescente nel prezzo, situazioni in cui una riduzione delle aliquote fiscali genera un aumento di gettito e così via, fino a situazioni in cui una espansione delle opportunità può peggiorare l'utilità. Fair enough.

Se si scrive un articolo di giornale (o anche un articolo scientifico) e si pensa che il tal caso bizzarro è quello rilevante bisogna dirlo, e dirlo forte. Uno non può raccontare che un aumento del prezzo dei taxi fa sì che c'è più gente che viaggia in taxi perché, hey, in fondo è una possibilità teorica che la domanda sia inclinata positivamente. Se si fa una cosa del genere occorre argomentare con abbondanza di particolari che il mercato dei taxi è in quella situazione speciale. Lo stesso quando si dice che abbassando le aliquote fiscali si aumenta il gettito. E, goes without saying, lo stesso vale quando si afferma che una restrizione del set di opportunità aumenta l'utilità. Ammesso la possibilità che questo succeda, è ovvio che questo non è il caso normale. Se, per soprannumero, si dice che a meno che non si restringano le opportunità viene violata la dignità umana, beh allora bisogna veramente argomentare molto ma molto bene.

Rodotà non aveva assolutamente in mente nulla del genere, andiamo. Tra l'altro il suo argomento non ha nulla a che vedere con l'insieme delle opportunità. Per lui va bene che qualcuno scommetta sulla mia vita se ho un contratto di assicurazione da vendergli, non va bene che qualcuno scommetta sulla mia vita se prima mi vende il contratto e poi me lo ricompra a un premio (che genera lo stesso risultato della ''naked bet'' di DB in cui mi si paga per accettare che si scommetta sulla mia vita).  Dire che l'argomento è demente è troppo offensivo? Possiamo chiamarlo surreale,  dadaista, bislacco, stralunato, whatever. La sostanza non cambia. Rodotà è un cattivo maestro da cui tenersi lontano. Cercare di nobilitare le sue parole è una perdita di tempo.

Le diete (anche quelle dei post) si iniziano sempre di lunedì, quindi ritorno sui miei passi e riscrivo.
Rispondo perché credo sia opportuno sgombrare il tavolo da qualche possibile confusione in cui involontariamente posso essere incorso anche se il rischio è di risultare pedante.

Sandro, di sicuro spiego malissimo, ma no, non è così come tu dici!

Il punto nel mio post a cui rispondi non è una curiosità analitica, un paradosso divertente. E’ un argomento sufficientemente generale, a meno di non considerare risultati come il teorema di possibilità di Arrow o quello dell’impossibilità di un paretiano di essere anche liberale dei curiosum da matematici che perdono tempo con nozioni di economia. (ovviamente questa asserzione non è completamente mia, non vorrei proprio passare da arrogante e saccente e per la terza volta rimando a Barbera, Bossert, Pattanaik).

Non ho menzionato (non è illegittimo, ma non serve usarla, risparmi e fai bella figura) alcuna funzione di utilità. Ordino gli insiemi sulla base della libertà di scelta che essi forniscono ad un agente. In particolare.
Se C: X-->X è una funzione di scelta (che include l’insieme vuoto e con certe proprietà) razionalizzabile da una qualche classe di preferenze (per una rassegna a riguardo vedere l’articolo di H. Moulin, SCWE, 1984), allora per me musulmano C(A)=C(A’)=(a) dove A, A’ sono i due insiemi di opportunità del post precedente.
Se il musulmano fosse un estremista e c che appartiene a A’ fosse l’opzione “tritolo+paradiso con 40 vergini garantito” (per cortesia non usate l’esempio per darmi del razzista, ognuno faccia l’esempio che vuole), allora se adotto il criterio card[C(Z)] (Pattanaik and Xu, TD, 1998), A’ offrirebbe strettamente molta più libertà di scelta di A. (Pattanaik and Xu per la verità partono da un profilo di preferenze dato e contano gli elementi massimali dell’insieme, io preferisco un approccio “al risparmio” (un punto lungo da spiegare, ma è bene precisare le differenze, che non alterano la sostanza)).

Ora, dubito che Rodotà pensasse a situazioni paradossali, mentre sono certo che non abbia in mente il teorema di Aizerman e Malishevski (1980) per razionalizzare le scelte. Ma senza dubbio io non stavo raccontando la storia del pezzo di Rodotà, né facevo dietrologia giustificazionista del suo pensiero, ma mi limitavo a rispondere alla tua domanda (a lui). E cioè:

E' vero che un’opzione/alternativa/diritto/opportunità aumenta SEMPRE la tua libertà di scelta se e solo se conti le opportunità come le noccioline (preordine totale indotto dalla cardinalità dell’insieme). Se le opportunità devono passare il vaglio delle tue preferenze (scelta razionalizzata dalle...), un’opzione in più NON SEMPRE aumenta la tua libertà di scelta. Tutto qua.