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L'angolo della posta. Si possono criticare le vacche sacre?

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L'HTML editor in "risposta" non funziona, devi "iniziare una nuova conversazione"

Ringrazio Sandro Brusco e Luigi perchè mi fanno notare di essere stato oscuro e/o confuso. Provo a fare di meglio, ma non garantisco.

Ricostruiamo il percorso. Sandro Brusco scrive nella prima "Rodotànaria": " Rodotà ha lamentato che ''la loro (dei vecchi nds) dotazione di diritti si impoverisce''. Domanda all'insigne giurista: la mia dotazione di diritti aumenta o diminuisce se mi viene proibito di rivendere la mia polizza vita?"

Questa frase per me significa "se ho un'opzione (il diritto a fare qualcosa) in più, l'insieme delle mie opportunità (per dirla alla Sen l'insieme dei miei diritti/possibilità di fare qualcosa e essere qualcuno) è più ampio o si riduce?".

La mia risposta è "le opportunità non sono noccioline" quindi dipende. Nel dire ciò, ho in mente un modello molto meno sofisticato del vostro con equilibri, prezzi, ma allo stesso tempo abbastanza flessibile da poter essere steso ad un ambiente più ricco di strutture.

Io voglio confrontare due insiemi di opportunità A e B (se può aiutare quello mio e quello di Sandro Brusco) in termini di libertà di scelta che essi forniscono (ai rispettivi soggetti). Ora, se A=(a) e B=(b) cioè entrambi gli insiemi hanno un solo elemento io è Sandro Brusco abbiamo la stessa libertà di scelta, cioè nessuna. Ora mi si dà un'opzione (diritto, achievement, alternative, la cosa varia a secondo del modello interpretativo che ho in mente) adesso ho A'=(a,c). Plausibilmente reputo A' meglio di A in termini di libertà di scelta. Aggiungo un altro assioma (quello di indipendenza per i piu pignoli) e ottengo un risultato (una caratterizzazione dovuta a Pattanaik e Xu (1990) che mi dice che è possibile confrontare gli insiemi di opportunità in termini di libertà di libertà di scelta se e solo se, alloraquando valgono queste condizioni minimali, li confronto per cardinalità, cioè a dire, conto quante opzioni ci sono e decreto qual è meglio.

Ora, in molti e giustamente, si sono stracciati le vesti (Sen l'ha fatto subito rimangiandosi un pezzo dei suoi lavori antecedenti al 1990) dicendo che l'ordinamento per cardinalità, è un ordinamento banale che non tiene conto della diversità delle opzioni (5 penne di colore diverso) sono meglio di (una penna, un libro e una birra) e che le opportunità non sono noccioline, non si contano, ma semmai si pesano nel senso delle preferenze individuali.

Non vorrei fare una cosa troppo lunga, vi rimando al solito Bossert, Barberà, Pattanaik per i dettagli del dibattito e anche per quelli tecnici e cerco di concludere.

Rispondendo a Sandro Brusco e alla sua domanda a Rodotà: se si aggiunge all'insieme delle mie opportunità un'opzione, un diritto che prima non avevo (passo da A a A') non è sempre detto che la mia libertà di scelta aumenti. Se io quell'opzione non la sceglierò mai, (nel mio esempio semplice con un modellino minimalistico il musulmano non mangia carne di maiale e lasciamo stare preferenze intertemporali, tentazioni ecc), il mio nuovo insieme di opportunità per me è indifferente (in termini di libertà di scelta che mi fornisce) al precedente.

Tutto qua, e ciò vale anche se l'insieme di tutte le possibili opzioni alternative (insieme universale) è definito in ambienti economici standard: la finitezza del dominio non è che un vincolo analitico e il tutto si trasporta liberamente, ma con una certa fatica analitica, in un ambiente del tipo teoria del consumatore, giochistico ecc.

Ora direi che che ho raggiunto un livello di presenzialismo per me ai limiti della cattiva educazione. Per me è possibile continuare la discussione, ma in privato così almeno io non ammorbo più nessun malcapitato che legge le mie lungaggini.

Mah

sandro brusco 19/2/2012 - 04:34

In economia è divertente e utile analizzare situazioni paradossali, di solito serve a capire i limiti delle ipotesi standard. Ci sono situazioni in cui la curva di domanda è crescente nel prezzo, situazioni in cui una riduzione delle aliquote fiscali genera un aumento di gettito e così via, fino a situazioni in cui una espansione delle opportunità può peggiorare l'utilità. Fair enough.

Se si scrive un articolo di giornale (o anche un articolo scientifico) e si pensa che il tal caso bizzarro è quello rilevante bisogna dirlo, e dirlo forte. Uno non può raccontare che un aumento del prezzo dei taxi fa sì che c'è più gente che viaggia in taxi perché, hey, in fondo è una possibilità teorica che la domanda sia inclinata positivamente. Se si fa una cosa del genere occorre argomentare con abbondanza di particolari che il mercato dei taxi è in quella situazione speciale. Lo stesso quando si dice che abbassando le aliquote fiscali si aumenta il gettito. E, goes without saying, lo stesso vale quando si afferma che una restrizione del set di opportunità aumenta l'utilità. Ammesso la possibilità che questo succeda, è ovvio che questo non è il caso normale. Se, per soprannumero, si dice che a meno che non si restringano le opportunità viene violata la dignità umana, beh allora bisogna veramente argomentare molto ma molto bene.

Rodotà non aveva assolutamente in mente nulla del genere, andiamo. Tra l'altro il suo argomento non ha nulla a che vedere con l'insieme delle opportunità. Per lui va bene che qualcuno scommetta sulla mia vita se ho un contratto di assicurazione da vendergli, non va bene che qualcuno scommetta sulla mia vita se prima mi vende il contratto e poi me lo ricompra a un premio (che genera lo stesso risultato della ''naked bet'' di DB in cui mi si paga per accettare che si scommetta sulla mia vita).  Dire che l'argomento è demente è troppo offensivo? Possiamo chiamarlo surreale,  dadaista, bislacco, stralunato, whatever. La sostanza non cambia. Rodotà è un cattivo maestro da cui tenersi lontano. Cercare di nobilitare le sue parole è una perdita di tempo.

Le diete (anche quelle dei post) si iniziano sempre di lunedì, quindi ritorno sui miei passi e riscrivo.
Rispondo perché credo sia opportuno sgombrare il tavolo da qualche possibile confusione in cui involontariamente posso essere incorso anche se il rischio è di risultare pedante.

Sandro, di sicuro spiego malissimo, ma no, non è così come tu dici!

Il punto nel mio post a cui rispondi non è una curiosità analitica, un paradosso divertente. E’ un argomento sufficientemente generale, a meno di non considerare risultati come il teorema di possibilità di Arrow o quello dell’impossibilità di un paretiano di essere anche liberale dei curiosum da matematici che perdono tempo con nozioni di economia. (ovviamente questa asserzione non è completamente mia, non vorrei proprio passare da arrogante e saccente e per la terza volta rimando a Barbera, Bossert, Pattanaik).

Non ho menzionato (non è illegittimo, ma non serve usarla, risparmi e fai bella figura) alcuna funzione di utilità. Ordino gli insiemi sulla base della libertà di scelta che essi forniscono ad un agente. In particolare.
Se C: X-->X è una funzione di scelta (che include l’insieme vuoto e con certe proprietà) razionalizzabile da una qualche classe di preferenze (per una rassegna a riguardo vedere l’articolo di H. Moulin, SCWE, 1984), allora per me musulmano C(A)=C(A’)=(a) dove A, A’ sono i due insiemi di opportunità del post precedente.
Se il musulmano fosse un estremista e c che appartiene a A’ fosse l’opzione “tritolo+paradiso con 40 vergini garantito” (per cortesia non usate l’esempio per darmi del razzista, ognuno faccia l’esempio che vuole), allora se adotto il criterio card[C(Z)] (Pattanaik and Xu, TD, 1998), A’ offrirebbe strettamente molta più libertà di scelta di A. (Pattanaik and Xu per la verità partono da un profilo di preferenze dato e contano gli elementi massimali dell’insieme, io preferisco un approccio “al risparmio” (un punto lungo da spiegare, ma è bene precisare le differenze, che non alterano la sostanza)).

Ora, dubito che Rodotà pensasse a situazioni paradossali, mentre sono certo che non abbia in mente il teorema di Aizerman e Malishevski (1980) per razionalizzare le scelte. Ma senza dubbio io non stavo raccontando la storia del pezzo di Rodotà, né facevo dietrologia giustificazionista del suo pensiero, ma mi limitavo a rispondere alla tua domanda (a lui). E cioè:

E' vero che un’opzione/alternativa/diritto/opportunità aumenta SEMPRE la tua libertà di scelta se e solo se conti le opportunità come le noccioline (preordine totale indotto dalla cardinalità dell’insieme). Se le opportunità devono passare il vaglio delle tue preferenze (scelta razionalizzata dalle...), un’opzione in più NON SEMPRE aumenta la tua libertà di scelta. Tutto qua.

L'HTML editor in "risposta" non funziona, devi "iniziare una nuova conversazione"

A me funziona benone. Hai provato a pulire la cache? Che browser usi? Succede su tutti i commenti?

Non sei il primo a segnalarlo ma non sono mai riuscito a riprodurlo :(

ma non so se è perché sono redattore. A naso direi di no.

Tablet Android, sia con Dolphin che con Firefox.

Col primo sembra che il testo sia inserito nella text box ma non appare (ma disattivando l'editor HTML sembra essere tutto li); il secondo, viceversa, sembra non ricevere proprio il focus in modialità HTML.

Edit: anche con Opera Mobile la modalità HTML non funziona; inoltre, quando editi un commento, si cancella il testo preesistente e bisogna reinserirlo manualmente (ma non so se questo è un problema solo di O.M.)

Poui essere fortunato, ma di regola i tablet e telefonini con touch screen non attribuiscono il focus al componente che contiene il testo. Ricordo di esserci riuscito una volta col vecchio sito, ma è stata piu una botta di culo che altro.

questo stesso messaggio l'ho scritto da un tablet (browser: Dolphin HD). L' unica cosa, prima di poter scrivere devo disattivare e poi riattivare l'HTML editor, però devo farlo comunque anche da PC .

succede quando usi "espandi tutti" in cima all'elenco commmenti, il bug fix arriva presto