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L'angolo della posta. Si possono criticare le vacche sacre?

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Interessante

tizioc 17/2/2012 - 20:32

Molto interessante.  In effetti tra un contratto che preveda come prestazione il verificarsi di un evento A e una scommessa sullo stesso evento non c'è quasi differenza, dal punto di vista economico:  la differenza (in termini economici ma anche etici) sta semmai nella possibilità che il contraente oggettivamente ha di influenzare l'evento, e secondariamente nell'informazione che ciascuna parte può avere in merito al comportamento dell'altra.  Questo è ad esempio il motivo per cui alle scommesse su una corsa di cavalli non prendono parte i fantini che partecipano alla competizione. Però le corti sarebbero pienamente in grado di valutare questi fattori:  se non lo fanno e valutano "l'oggetto" del contratto sulla base di una fictio iuris questo è un difetto, non qualcosa da estendere ulteriormente.  Un giurista può anche pensare che "gli speculatori" siano brutti e cattivi, ma da qui ad immaginare che nel mondo reale uno speculatore possa realmente influenzare l'esito di un contratto del genere ce ne passa.

precisazione

mj 17/2/2012 - 20:55

il punto è che il contratto non ha come prestazione l'evento morte, ma prevede che le prestazioni cui sono obbligate le parti, ossia in pratica i pagamenti di denaro, dipendano dall'evento morte.

 

p.s. in riferimento all'influenza che può avere un soggetto sull'evento morte il codice dispone che "In caso di suicidio dell'assicurato, avvenuto prima che siano decorsi due anni dalla stipulazione del contratto, l'assicuratore non è tenuto al pagamento delle somme assicurate, salvo patto contrario" (art. 1926 c.c.); il caso di cambiamento del rischio derivante dall'attività dell'assicurato è disciplinato dall'art. 1925 c.c.

forma

tizioc 17/2/2012 - 21:59

Concordo sostanzialmente con il suo commento.  Però una possibile interpretazione della posizione di Rodotà è che l'obbligazione Kompass 3 sarebbe da vietare in quanto comprende come "oggetto" (in senso lato) l'evento morte e non rientra nei tipi contrattuali in cui ciò è espressamente previsto dall'ordinamento, ad esempio potrebbe non rispettare formalmente i requisiti del contratto di assicurazione di un terzo.  Mi sembra di capire che la legge non impedisce di concludere contratti anche atipici, purché siano volti ad interessi meritevoli di tutela:  tuttavia non è chiaro fino a che punto questa generica apertura sia applicabile al caso in questione.

libertà contrattuale

mj 20/2/2012 - 18:02

La libertà contrattuale è la regola non l'eccezione.

Il giudizio di meritevolezza dei contratti atipici (ammesso che quello di cui si tratta sia effettivamente atipico) è un retaggio fascista dai confini indefiniti ed indefinibili che come tutte le cose indefinite si presta ad essere utilizzata per adottare decisioni prive altrimenti di fondamento giuridico.

Ahimè, la libertà contrattuale è recessiva: sussiste dove non è stata limitata o soppressa. A quest'ora non ho lucidità sufficiente per la discussione, ma ci tenevo a esprimere la mia rassegnata posizione.