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L'angolo della posta. Si possono criticare le vacche sacre?

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(per cui, ad esempio, per un giurista è ben differente che una transazione abbia ad *oggetto* una polizza assicurativa oppure la durata della vita di una persona o un gruppo di persone).


Ossia? Per QUALI ragioni (giuridiche, sia chiaro) ti risulta essere cosi'? Nel caso particolare di Rodota', QUALI sono le ragioni giudiriche che non sono state colte? Le sue erano affermazioni relative ad una presunta degenerazione del sistema, dov'erano le affermazioni "tecniche" di tipo giuridico che non sono state comprese?

Che non siano, spero, "la legge oggi permette X e proibisce Y quindi X e' bene e Y e' male". Quest'ultimo argomento non ha bisogno di un fine giurista per essere svolto, basta un carabiniere. 

La vita, anzi la morte, non può essere oggetto del contratto perchè lo stesso  evidentemente sarebbe illecito e contrario a norme imperative e come tale nullo. Oggetto del contratto è da intendersi che quale oggetto dell'obbligazione sia la morte ossia in pratica un soggetto si obbliga a morire e/o ad uccidere un terzo a fronte di una controprestazione.

 

Diverso se la vita (anzi la morte) non è oggetto del contratto, ma solo un evento esterno allo stesso da cui dipende una (o entrambe) le obbligazioni. Si pensi alla assicurazione sulla vita per il caso di morte. Un soggetto si obbliga a corrispondere una somma di denaro normalmente periodicamente  (il premio) mentre l'altra (l'assicurazione) si obbliga a pagare una data somma nel momento in cui si verifica l'evento dedotto ossia nel caso di specie la morte.  L'oggetto del contratto sono due somme di denaro non certo la morte del soggetto! 

 

Come scritto più sotto  nell'ordinamento italiano un contratto di assicurazione sulla vita riferito non alla vita dello stipulante (che è sempre valido), ma di un terzo è valido purchè il terzo vi consenta (art. 1919 c.c.)

 

A me pare che il bond di cui si discute non sia nulla di particolarmente diverso da una assicurazione sulla vita di un terzo con la conseguenza che Rodotà ha preso una cantonata colossale (in termini giuridici ovviamente).

Interessante

tizioc 17/2/2012 - 20:32

Molto interessante.  In effetti tra un contratto che preveda come prestazione il verificarsi di un evento A e una scommessa sullo stesso evento non c'è quasi differenza, dal punto di vista economico:  la differenza (in termini economici ma anche etici) sta semmai nella possibilità che il contraente oggettivamente ha di influenzare l'evento, e secondariamente nell'informazione che ciascuna parte può avere in merito al comportamento dell'altra.  Questo è ad esempio il motivo per cui alle scommesse su una corsa di cavalli non prendono parte i fantini che partecipano alla competizione. Però le corti sarebbero pienamente in grado di valutare questi fattori:  se non lo fanno e valutano "l'oggetto" del contratto sulla base di una fictio iuris questo è un difetto, non qualcosa da estendere ulteriormente.  Un giurista può anche pensare che "gli speculatori" siano brutti e cattivi, ma da qui ad immaginare che nel mondo reale uno speculatore possa realmente influenzare l'esito di un contratto del genere ce ne passa.

precisazione

mj 17/2/2012 - 20:55

il punto è che il contratto non ha come prestazione l'evento morte, ma prevede che le prestazioni cui sono obbligate le parti, ossia in pratica i pagamenti di denaro, dipendano dall'evento morte.

 

p.s. in riferimento all'influenza che può avere un soggetto sull'evento morte il codice dispone che "In caso di suicidio dell'assicurato, avvenuto prima che siano decorsi due anni dalla stipulazione del contratto, l'assicuratore non è tenuto al pagamento delle somme assicurate, salvo patto contrario" (art. 1926 c.c.); il caso di cambiamento del rischio derivante dall'attività dell'assicurato è disciplinato dall'art. 1925 c.c.

forma

tizioc 17/2/2012 - 21:59

Concordo sostanzialmente con il suo commento.  Però una possibile interpretazione della posizione di Rodotà è che l'obbligazione Kompass 3 sarebbe da vietare in quanto comprende come "oggetto" (in senso lato) l'evento morte e non rientra nei tipi contrattuali in cui ciò è espressamente previsto dall'ordinamento, ad esempio potrebbe non rispettare formalmente i requisiti del contratto di assicurazione di un terzo.  Mi sembra di capire che la legge non impedisce di concludere contratti anche atipici, purché siano volti ad interessi meritevoli di tutela:  tuttavia non è chiaro fino a che punto questa generica apertura sia applicabile al caso in questione.

libertà contrattuale

mj 20/2/2012 - 18:02

La libertà contrattuale è la regola non l'eccezione.

Il giudizio di meritevolezza dei contratti atipici (ammesso che quello di cui si tratta sia effettivamente atipico) è un retaggio fascista dai confini indefiniti ed indefinibili che come tutte le cose indefinite si presta ad essere utilizzata per adottare decisioni prive altrimenti di fondamento giuridico.

Ahimè, la libertà contrattuale è recessiva: sussiste dove non è stata limitata o soppressa. A quest'ora non ho lucidità sufficiente per la discussione, ma ci tenevo a esprimere la mia rassegnata posizione.

In quanto modesto leguleio "mi risulta" che l'*oggetto* è, tecnicamente, un elemento essenziale del contratto, la cui mancanza o illiceità comporta la nullità del contratto, così come la mancanza o la illiceità della *causa* (altro elemento essenziale). Se cambia l'oggetto del contratto può cambiare quindi anche la valutazione in ordine alla sua liceità od illiceità. E l'argomento per "analogia" fin qui portato avanti da Brusco (se è lecito il contratto A, deve esserlo anche il contratto B, perché simile al primo nella struttura e nella funzione) non ha molta consistenza, perché ogni contratto va valutato autonomamente. E' pur vero che l'articolo di Rodotà non ha sviluppato gli aspetti tecnico-giuridici, ma perché avrebbe dovuto farlo, in un articolo per La Repubblica? Tornando in tema, può, sempre tecnicamente, la violazione della "dignità umana" comportare la nullità di un contratto? Be', in linea di principio sì, la tutela della dignità umana si trova nella costituzione italiana, nella costituzione tedesca, ed è considerata uno dei cardini del diritto comunitario. E sul tema della dignita umana come limite all'autonomia privata c'è ampia letteratura (anche Sandro Brusco si dice "non ignaro" del dibattito). Si tratta di idee, evidentemente, ben poco liberiste, ma di certo non isolate.

oggetto

mj 20/2/2012 - 17:53

Il punto è che la morte non è certo oggetto del contratto qualunque cosa si intenda per oggetto del contratto (contenuto, oggetto della prestazione, diritti scaturenti attribuzioni giuridico-patrimoniali ecc.) essendo l'oggetto al massimo l'obbligazioni di corrispondere somme di denaro.

La causa del contratto è, come diceva Allara, il quarto lato del già perfetto triangolo nessuno ha mai ben capito cosa sia nè a cosa serva. Essendo un concetto sostanzialmente vuoto viene utilizzata quando non si sa bene come argomentare una data soluzione (al pari della buona fede oggettiva e di supposte interpretazioni costituzionalmente orientate) che sembra (e forse è) contraria a norme specifiche.