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L'angolo della posta. Si possono criticare le vacche sacre?

11 commenti (espandi tutti)

E' possibile pero' - secondo - che le vite di questi 500 anziani siano la chiave a guadagni di entita' stratosferica per chi si assume il rischio di longevita' (gli investitori). Un giorno, qualcuno potrebbe avere l'incentivo ad avvelenare il pozzo a cui questi anziani attingono acqua, e facilitarne la dipartita.

Questo non si esclude possa essere la strada che uno Stato in difficoltà persegue per alleggerire le uscite previdenziali. Conosce nome e cognome di ogni percettore di prestazioni previdenziali.  Incassa i contributi e paga le pensioni. Per questo possiamo sostenere che nelle pensioni c'è un problema etico?

Haha certo che c'e' un problema etico quando chi paga le pensioni e' lo stesso che decide l'accisa sul tabacco. A proposito, c'era un romanzo bellissimo di Asimov (Paria dei Cieli) in cui, tra le altre cose, i cittadini erano forzati all'eutanasia al raggiungimento dei 60 anni.

Comunque - se proprio vogliamo spaccare il capello - sono due cose diverse. Tutti i contratti intertemporali, non solo le pensioni, creano un incentivo a sbarazzarsi della controparte. Questo e' inevitabile. Ma il problema e' diverso perche' e' una parte del contratto che si sbarazza dell'altra. C'e' una certa cavalleria insomma. Mentre, un contratto che crea l'incentivo a sbarazzarsi di terzi - eh, quello e' un passo piu' in la'.

Haha certo che c'e' un problema etico quando chi paga le pensioni e' lo stesso che decide l'accisa sul tabacco.

però in termini di spesa complessiva, ti costa di più curare i malati di cancro che dare le pensioni

A proposito, c'era un romanzo bellissimo di Asimov (Paria dei Cieli) in cui, tra le altre cose, i cittadini erano forzati all'eutanasia al raggiungimento dei 60 anni.

però in quello o in Logan's Run il problema era la scarsità assoluta di risorse, non c'era nessun" incentivo" a sopprimere le persone in alternativa a un'altra politica, tipo aumentare la produttività o l'età pensionabile. 

però in termini di spesa complessiva, ti costa di più curare i malati di cancro che dare le pensioni

Penso proprio di no:

Over the course of the study, the average cost for treating a lung cancer patient went up $7,139, to an average of $39,891.

però in termini di spesa complessiva, ti costa di più curare i malati di cancro che dare le pensioni.

Un attimo: la spesa per curare un caso di cancro sale ma le possibilità di successo pure.

Quindi alla fine se la cura ha successo (mettiamo al 50%) ti ritrovi sia la spesa per la cura sia la pensione da erogare, grazie al successo sanitario, che come sappiamo comporta inevitabilmente l'appuntamento della stessa persona con un nuovo caso sanitario da gestire.

... si scontra con una tremenda contraddizione. Tanto meglio funziona, tanto più malattie gravissime vengono guarite o almeno curate, tanto più cresce il numero di pazienti che sopravvivono e possono quindi ammalarsi di nuovo. Chi muore di TBC a 25 anni non si ammalerà di tumore alla prostata a 70. E ovviamente più avanzate sono le cure, più salgono i costi, e alla fine in ogni caso tutti muoiono. Tutto questo genera immensa frustrazione fra coloro che cercano di gestire un sistema sanitario.

 

Per quanto ne so l'unica soluzione fu trovata da Santa Madre Teresa si Calcutta che più che il premio Nobel per la pace avrebbe meritato quello per l'economia: 

"Le persone portate all'ospizio venivano assistite e avevano, nel caso, la possibilità di morire con dignità secondo i riti della propria fede: ai musulmani si leggeva il Corano, agli indù si dava acqua del Gange, e i cattolici ricevevano l'estrema unzione[9]. "  come vedete si tratta di interventi semplice e molto a buon mercato, ed alla fine ti fanno pure beata...

Chi muore di TBC a 25 anni non si ammalerà di tumore alla prostata a 70. 

però chi non muore di TBC a 25 anni lavora fino a 65-68 e mette soldi nel sistema sanitario e pensionistico. 

Anche chi sopravvive a una malattia grave con una qualità della vita decente costa meno in termini di assistenza di uno totalmente invalido



abbiamo risolto sia i problemi della sanita' che la spesa per pensioni. Per l'educazione pure. 

Grande commento! Mi aspettavo che questo thread finisse "banalmente" con la riscoperta dell' eugenetica e della Rupe Tarpea ma con questo colpo di classe siamo andati oltre ;-)

Comunque ci aveva gia pensato Stan lee con Thanos fautore del "totale genocidio stellare", un' economista geniale sebbene poco ortodosso :-D

Grazie

Mattia Landoni 17/2/2012 - 16:59

Apprezzo i commenti di tutti su cancro, pensioni ed eutanasia. Era soltanto una battuta off-topic, nel caso qualcuno si fosse sentito offeso.

r.

tizioc 17/2/2012 - 12:56

Ma il problema e' diverso perche' e' una parte del contratto che si sbarazza dell'altra. C'e' una certa cavalleria insomma. Mentre, un contratto che crea l'incentivo a sbarazzarsi di terzi - eh, quello e' un passo piu' in la'.

Non direi proprio, anzi: il terzo ha il non trascurabile vantaggio di poter dimostrare che non ha nulla a che fare con la persona su cui scommette.  Non ha neanche bisogno di sapere chi è (certo può darsi che lo debba sapere se sorge una controversia di qualche tipo, ma in tal caso la scommessa non è più operativa).  E in ogni caso sobbarcandosi il rischio elimina l'incentivo che originariamente gravava sull'assicuratore, il quale in molti casi deve contrattare con la controparte, accertarsi che sia rispettato il principio indennitario etc.  Quindi sembra che una "scommessa" di questo tipo sia eticamente preferibile allo stesso contratto di assicurazione, perché banalmente il rischio che qualcuno venga accoppato per risparmiare sul vitalizio si riduce.