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L'angolo della posta. Si possono criticare le vacche sacre?

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Caro Prof. Brusco,

i toni possono essere anche addolciti ma quello che conta è la sostanza degli argomenti. Il cortese lettore anonimo (immagino che la scelta di non pubblicare il nome sia Sua) usa un tono molto cortese ed educato, ma le sue citazioni di Brecht non sono irrilevanti. A me è capitato, nel corso di un processo per svariate rapine ed un tentato omicidio, di ascoltare il difensore di uno degli imputati citare proprio la frase di Brecht sulla maggiore criminosità dell'atto di fondare una banca rispetto a quello di rapinarla: forse il raffinato intellettuale non intendeva assumere sotto la sua protezione i rapinatori di banche - come Karl Marx forse non prevedeva in quale maniera i bolscevichi avrebbero attuato il suo pensiero - ma le parole hanno un peso (un altro autore caro alla nostra sinistra scriveva che "le parole sono pietre") e si deve rispondere delle proprie affermazioni. Possiamo ben dire che Brecht andò oltre il limite, come altri maestri della stessa tradizione.

Per il resto, condivido pienamente la critica non solo all'articolo di Rodotà, ma alla sua pretesa di porsi come vate di una sinistra ispirata ed indignata, epperò non solo sorda al ragionamento economico, ma anche non disponibile al confronto dialogico. Non so se si tratti solo di arretratezza culturale, dopo tutto si tratta di persone di cultura, hanno letto molto, ma hanno una sorta di precomprensione per cui tutto quello che non rientra in una certa visione ideale - la loro, quella della sinistra che si pretende nuova per sfuggire al confronto con la storia - è criminale, che le istituzioni mondiali sono in mano ad una banda di predatori, che ci si deve vergognare di essere liberali (questo lo ha scritto di recente Ugo Mattei), e così via. 

Abbiamo visto, proprio dallo scambio di battute con Franco Debenedetti, una conferma della chiusura intellettuale del nostro ma anche della sua abilità a districarsi dialetticamente. Non bisogna permetterlo: occorre incalzarli, mostrando la corda delle loro argomentazioni, altrimenti sono bravissimi a sfuggire alle critiche.