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Letture per il fine settimana, 26-11-2011

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non ha senso esentare la prima casa

se si esenta la prima casa bisognerebbe dare una cifra equivalente a chi è in affitto.

se si esenta la prima casa bisognerebbe dare una cifra equivalente a chi è in affitto.

Esatto.  Ma è più semplice tassare anche la prima casa e se del caso introdurre un reddito base per tutti, magari integrato con l'IRPEF (cioè una negative income tax): sostituisce egregiamente i provvedimenti assistenziali e in più la combinazione reddito di base + tassazione locale incentiva i redditi più bassi a trasferirsi in zone dove il costo della vita è minore, cosa che introduce di fatto una perequazione della qualità della vita senza oneri per il contribuente.

 

non ha senso esentare la prima casa

se si esenta la prima casa bisognerebbe dare una cifra equivalente a chi è in affitto.

Tutto cio' si potrebbe allora fare con le deduzioni, dal reddito (inclusivo di reddito potenziale degli immobili) si potrebbe dare una deduzione pari al costo minimo dignitoso della vita, inclusivo di alloggio, che secondo me dovrebbe essere calcolato per provincia o regione, e poi le tasse agiscono sulla parte eccedente. Gia' ora l'aliquota fiscale omnicomprensiva di fatto e' piu' o meno cosi', con una flat tax al ~46% a partire da 20-25k di reddito annuo lordo, che il legislatore italiano evidentemente ritiene sufficiente. In aggiunta a questo comunque lo Stato italiano chiede un'aliquota progressivamente minore fino al 23% e fino a 8-10k di reddito annuo lordo, con una condotta alquanto disdicevole che va comunque a braccetto con l'esistenza di evasione fiscale dffusa.  Col sistema delle deduzioni rimarrebbero pero' colpiti i percettori di redditi modesti, che possiedono possibilmente per eredita' immobili di elevato valore, nonche' chi e' temporaneamente disoccupato. Per questo secondo me sarebbe preferibile esentare dalla tassazione progressiva la prima casa completamente, o entro margini ampi.

si potrebbe dare una deduzione pari al costo minimo dignitoso della vita, inclusivo di alloggio, che secondo me dovrebbe essere calcolato per provincia o regione

Perché mai?  Come ho scritto sopra, chi vive in una regione o provincia dal costo elevato può trasferirsi.

Col sistema delle deduzioni rimarrebbero pero' colpiti i percettori di redditi modesti, che possiedono possibilmente per eredita' immobili di elevato valore, nonche' chi e' temporaneamente disoccupato.

I primi potrebbero trasferire l'immobile a familiari che ne facciano un uso più completo, oppure affittarlo o venderlo a chicchessia; i secondi percepire un'indennità per la disoccupazione o accedere ai propri risparmi.  Ritengo comunque che la deduzione dovrebbe essere sostituita con un reddito di base, erogabile a tutti gli effetti e tassato con una combinazione di IVA ed IRPEF sui redditi da lavoro.  Personalmente considero poi il fatto che tanti immobili di pregio restino vacanti o sottoutilizzati un'anomalia, che per quanto possibile dovrebbe essere evitata.

si potrebbe dare una deduzione pari al costo minimo dignitoso della vita, inclusivo di alloggio, che secondo me dovrebbe essere calcolato per provincia o regione

Perché mai?  Come ho scritto sopra, chi vive in una regione o provincia dal costo elevato può trasferirsi.

Trasferirsi per chi ha reddito medio-basso rappresenta un costo ingente, secondo me. Io ho visto trasferimenti per ottimizzare costo della vita piu' che altro da percettori di redditi medio-alti, e nella stesa provincia, o comunque su distanze di max 30km.  Probabilmente abbiamo anche idee diverse sul valore delle relazioni che un individuo sviluppa dove abita, sia con le persone sia coi luoghi.

Poi, uscendo dal tema, secondo me uno dei maggiori problemi dell'Italia e' l'idea non fondata sulla realta' che il territorio italiano sia indifferenziato, o debba essere considerato tale dallo Stato, o comunque debba diventare indifferenziato. Io preferirei molto di piu' uno Stato che si limitasse ad essere una federazione, idealmente come quella Svizzera, che funziona bene, quindi con tutta la tassazione eccetto eventualmente l'IVA di pertinenza locale.

Pongo un caso di scuola. Nel 2011 Paperino vive a Paperopoli in una bella casa di proprietà, prima e unica, e lavora percependo un buono stipendio; paga le tasse del caso. Nel 2012 quell'avaraccio di zio Paperone lo licenzia per taglaire i costi. Per fortuna Paperino trova un nuovo lavoro a Topolinia, del tutto equivalente per salario e condizioni e si trasferisce. Prende in affitto una casa altrettanto bella, per la quale paga € 1000 mensili, e trova da affittare la sua casa di Paperopoli appunto per € 1000 mensili. La condizione reddituale e sociale di Paperino non è cambiata, e cosí la sua "capacità contributiva" che secondo la Costituzione dovrebbe ispirare la tassazione, ma ora Paperino paga € 430 mensili di Irpef sul reddito della casa di Paperopoli.

430  € sono comunque troppi perchè ci sono gli abbattimenti

ora poi con l'aliquota secca farebbero 210 €

ma il ragionamento non cambia a meno che sia tassata anche la prima abitazione o che, se non tassata la prima, chi vive in affitto godesse di una "imposta negativa".