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Uno spettro si aggira per l'Europa (e per l'Italia): l'abuso del diritto

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Ad una semplice mente come la mia la situazione appare piuttosto semplice:

Si danno due ipotesi:

1. E' lecito sfruttare le pieghe e i buchi della legislazione per ottenere un vantaggio fiscale (volendo possiamo anche allargare il discorso però); dunque non si può perseguire chi mette in pratica manovre elusive di qualunque tipo e grado

2. Prevale ed è prioritario la linea di principio per cui sfruttare tali buchi non è ammissibile se strumentale solo al risparmio fiscale.

Nel primo caso è chiaro che l'unica maniera per evitare i comportamenti elusivi è quello di colmare le lacune legislative, con una moltiplicazione di commi e regolamenti esagerato (però guai poi a lamentarsi della complessità e del numero di regolamenti, della burocrazia e via discorrendo).

Nel secondo caso si potrebbero evitare un sacco di codicilli, ma allora è inutile e controproducente produrre leggi che vanno nella direzione contraria (esempio la cedolare secca per gli affitti discussa nei primi commenti).

Terzium non datur (in ogni caso si ricadrebbe nella prima situazione). 

Si danno due ipotesi:

1. E' lecito sfruttare le pieghe e i buchi della legislazione per ottenere un vantaggio fiscale (volendo possiamo anche allargare il discorso però); dunque non si può perseguire chi mette in pratica manovre elusive di qualunque tipo e grado

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Nel primo caso è chiaro che l'unica maniera per evitare i comportamenti elusivi è quello di colmare le lacune legislative, con una moltiplicazione di commi e regolamenti esagerato (però guai poi a lamentarsi della complessità e del numero di regolamenti, della burocrazia e via discorrendo).

Secondo me solo adottando le stupide, scadenti e poco oneste tradizioni legislative italiane c'e' necessita di ingolfare le norme moltiplicando commi e regolamenti. Con un'impostazione legislativa piu' intelligente e piu' onesta il legislatore potrebbe fare leggi semplici, comprensibili, logiche, concise e pero' efficaci e sostanzialmente prive di punti deboli.  F.P.Forti ha gia' informato sulla base di diretta esperienza personale quanto sia piu' conciso il totale delle norme fiscali svizzere rispetto a quelle italiane. In Svizzera ci sono poche norme, scritte bene, e evasione fiscale tra le piu' basse al mondo. Il problema italiano delle troppe leggi, contraddittorie, scritte in incomprensibile burocratese non e' un flagello divino ma il risultato della stupidita' e della disonesta' della tradizione legislativa italiana, che non ha come obiettivo quello di produrre leggi utili al benessere comune, ma piuttosto quello di produrre norme complesse e interpretabili contro il cittadino comune e a favore di chi ha potere e influenza. Si tratta di una tradizione storica ben radicata dove stupidita' e disonesta' si intrecciano in maniera inestricabile.

ok, diciamo che avevo sintetizzato troppo la seconda opzioni...comunque il senso è quello; le leggi bisogna farle più semplici, più chiare, meno soggette a interpretazioni.

Ma, rebus sic stantibus, come se ne esce? Stiamo parlando di rivedere i 3/4 della legislazione italiana!

Ma, rebus sic stantibus, come se ne esce? Stiamo parlando di rivedere i 3/4 della legislazione italiana!

Prima ancora bisogna porsi la domanda: ne vogliamo uscire?

La risposta non è scontata, come non è casuale che i 3/4 della legislazione sarebbero da rivedere.

Non si può credere che sia solo dovuto a genetica incapacità dei legislatori italiani.

I "buchi" sono lì anche perchè gli amici possano sfruttarli ed i non amici possano essere colpiti, perchè l'imprenditore italiano abbia bisogno del politico, oltre ovviamente al perverso meccanismo ben spiegato da Boldrin nella sua ultima apparizione a oilproject