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Uno spettro si aggira per l'Europa (e per l'Italia): l'abuso del diritto

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E' il caso Tanoarch, da me linkato nell'articolo.

Secondo la tua personale opinione era evasione o elusione?

Secondo la mia opinione (è gratis, se vuoi buttala) è truffa. Organizzi un giro di società, tutte a te riconducibili, fra di loro si detraggono l'IVA, tranne la prima che chiude senza versare le tasse è una truffa bella e buona.

D'altronde in Italia siamo un pelino avanti e questo tipo di truffe, perchè, ripeto, è innanzitutto una truffa, e dopo evasione, e mai elusione, sono organizzate che la prima emettitrice è una società intestata a un extracomunitario senza né arte né parte, in modo che non sia riconducibile all'ultimo soggetto beneficiario del giro.

 

 

La sentenza della CGUE non prende posizione. Sarà il giudice del rinvio a decidere se c'è stato o no abuso del diritto.

La sentenza è citata perchè al § 51 riconferma il principio espresso nelle precedenti sentenze.

Queste le conclusioni della sentenza:

1)      Un soggetto passivo può, in linea di principio, avvalersi del diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto versata o dovuta a monte per una prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso, laddove il diritto nazionale applicabile consenta la cessione di una quota di comproprietà di un’invenzione che conferisce un diritto su quest’ultima.

2)      Compete al giudice del rinvio accertare, tenuto conto di tutte le circostanze di fatto che caratterizzano la prestazione di servizi di cui trattasi nella causa principale, l’esistenza o l’insussistenza di un abuso di diritto per quanto riguarda il diritto a detrazione dell’imposta sul valore aggiunto versata a monte.

 

Il buon senso richiederebbe che, a parità di aliquota, l'IVA a credito debba essere sistematicamente inferiore dell'IVA a debito, altrimenti non c'è valore aggiunto.

Vi sono alcune situazione in cui i beni venduti sono soggetti ad aliquote agevolate mentre quelli acquistati sono soggetti prevalentemente ad aliquota ordinaria. In tali casi, ben noti all'Agenzia delle entrate si creano dei crediti d'imposta fisiologici. Ad esempio il costruttore che vende 'prime case' soggette ad IVA al 4% avrà sicuramente un credito IVA (mentre l'agenzia delle entrate andrà a controllare che l'acquirente abbia effettivamente diritto all'agevolazione). Più difficile che si formi un credito d'imposta quando vende con IVA al 10%.

La sostanza è che quando una azienda che produce beni  non soggetti ad IVA agevolata chiede il rimborso di un sostanzioso credito d'imposta c'è puzza di bruciato.