Titolo

Uno spettro si aggira per l'Europa (e per l'Italia): l'abuso del diritto

4 commenti (espandi tutti)

Michele, concordo sulla bellezza dell'articolo, ma una delle cose che mi sono sorpreso a imparare è che questo "concetto" di abuso del diritto è europeo. La cosa mi ha turbato non poco.

Finora vedevo le pressioni della Merkel sull'Irlanda, ma a questo punto mi chiedo quanto manchi per fare una bella causa a tutte le multinazionali con sede a Dublino: visto il ridicolo mercato interno irlandese e la posizione isolata che aumenta i costi di trasporto, dovrebbero stare tutte in Germania!

Il principio, però, nasce in Europa con riferimento ai soli tributi armonizzati (Iva, accise, diritti doganali).

E' l'Italia lo ha esteso a TUTTI i tributi, con le conseguenze indicate nell'articolo.

Se tale principio esista, a livello comunitario, con riferimento tutti i tributi, non si sa. La CGUE è stata investita della questione dalla Corte di Cassazione. Vedremo cosa deciderà.

In ogni caso è un problema che va risolto, e alla svelta, perchè gli operatori non possono vivere nell'incertezza.

Probabilmente è un limite mio, ma che la UE dica "su questi tributi che, guardacaso, sono quelli che mi riguardano, non potete cercare la miglior soluzione per voi, ma dovete sempre applicare la modalità più costosa" non mi pare granché meglio del governo italiano che dice "su tutti i tributi che MI riguardano applico lo stesso criterio".

Ho sempre pensato che la persecuzione dell'elusione fosse una perversione tipicamente cattocomunista e quindi quasi esclusivamente italiana e interpretavo le escandescenze tedesche per la tassazione delle imprese in Irlanda come la dimostrazione che in Europa fosse necessaria una copertura esplicita della legge per derubare legalmente i produttori di reddito.

Se non ho capito tutto rovescio, mi pare che ci sia ampio spazio per allineare il resto d'Europa sulle posizioni italiane...

Vorrei capire meglio perché si chiamano "armonizzati"

Il principio potrebbe essere giustificato dal fatto che vi sono regimi legali diversi nei diversi paesi, pur con tributi comuni e che questa situazione (che ha ovvie ragioni storiche) possa generare appunto dei vuoti normativi non neccessariamente dovuti a cattiva legiferazione (che invece è l'unica causa all'interno dei singoli stati), che si potranno superare solo con una maggiore integrazione tra i sistemi legali dei paesi membri. In questo scenario il principio che lo sfruttamento di queste discrepanze sia vietato mi pare sensato, per lo meno come misura transitoria (fino a una maggiore integrazione fiscale, almeno).

L'estensione di questo principio ai difetti normativi (che sono colpa del legislatore) o peggio a ogni caso è invece inaccettabile (ma succede fuori d'Italia?)