Titolo

Uno spettro si aggira per l'Europa (e per l'Italia): l'abuso del diritto

6 commenti (espandi tutti)

Un eccellente articolo, davvero. E' sempre più problematico interloquire con l'Agenzia delle Entrate, che sembra avere come unica mission quella di "tassa che ti passa", e ci sono capitato anche io in questo tritacarne.

Vicende personali a parte, non mi stupisce poi che i ricorsi tributari siano in aumento, e che fra accoglimenti totali in primo grado, accoglimenti parziali in primo grado, appelli, la percentuale a favore del contribuente sia intorno al 56 % . Ovvero il Fisco ha torto in più di un caso su due, che è una enormità, addirittura nel quasi 40 % dei casi la ragione del contendere è a favore del contribuente in toto e in primo grado!

Fa quindi ridere la pagina della Agenzia delle Entrate che afferma:

Nel valutare l’opportunità di instaurare un contenzioso tributario occorre comunque ponderare sia tempi che costi; infatti, la proposizione di un ricorso comporta, nella maggior parte dei casi, costi aggiuntivi rappresentati dall’obbligo di farsi assistere da un difensore e dal rischio, per chi perde, di essere condannato al pagamento delle spese.

 

Fa ridere, ma anche piangere, perchè è invalso il (pessimo) uso di usare alla fine la formula "spese compensate" anche se l'Amministrazione ha torto marcio, dando così l'incentivo perverso a procedere comunque, perchè tanto non si paga. (A proposito degli incentivi di Michele Boldrin).

E quindi non mi stupisce che una volta mi son sentito dire da un dirigente di una multinazionale "chiudere lo stabilimento è d'obbligo, rimarremo solo la parte commerciale, e formalmente come dipendenza della sede tedesca, perchè in Italia fra sindacati, tasse astruse e contenziosi continui è impossibile lavorare". Gli avevano appena notificato una cartella ICI stratosferica, perchè lo stabilimento, risalente agli anni '70, era stato definito "immobile di pregio architettonico", con rivalutazione, mora, interessi, etc., etc.

Un poco di certezza del diritto, del tipo fino a qua fai quel che vuoi, oltre ti impallino, ma se sbaglio pago io a te, non sarebbe tanto male.

P.s.

Nota personale: nell'aggiornamento del mio personalissimo database ad oggi Marco Esposito vs Agenzia delle Entrate siamo 3 a 0, con una partita ancora aperta, basata sulla famosa "inversione dell'onere della prova" e con l'Agenzia delle Entrate che nega di aver ricevuto quello di cui io accludo ricevuta con timbro e data. Vincerò, ma a me chi paga il tempo perso ?

 

Intervengo per dire che la norma sulla condanna alle spese è stata modificata e ora il giudice deve adeguatamente motivare in caso di compensazione. Sta iniziando inoltre a diffondersi un orientamento  giurisprudenziale (della Corte di Cassazione) che, in caso di vittoria del contribuente, ammette la condanna dell'AF al risarcimento del danno, quand'anche esso sia costituito dalle sole spese legali (quindi in caso di compensazione si può agire contro l'AF per ottenere tale risarcimento).

Segnalo, infine, proprio per restare in tema, che con ordinanza del 3 novembre scorso la Corte di Cassazione ha ritenuto elusiva l'operazione di una banca che, invece di acquistare un immobile direttamente dalla società vendirice, ha acquistato le quote della società immobiliare proprietaria del medesimo, senza versare l'IVA (nella specie, indetraibile) che avrebbe gravato, invece, sulla cessione diretta.

Quindi, tra due comportamenti egualmente leciti, la banca avrebbe dovuto scegliere quello più oneroso. Tanto più che, se poi vuole che quell'immobile sia gestito da una società terza deve in essa conferirlo, pagando ulteriori imposte.

Probabilmente, se si fosse trattato di IVA detraibile, non sarebbe stato contestato alcun abuso...

1. Grazie dell'informazione, ne terrò conto adesso in fase di definizione del giudizio (udienza fra otto mesi).

Segnalo, infine, proprio per restare in tema, che con ordinanza del 3 novembre scorso la Corte di Cassazione ha ritenuto elusiva l'operazione di una banca che, invece di acquistare un immobile direttamente dalla società vendirice, ha acquistato le quote della società immobiliare proprietaria del medesimo, senza versare l'IVA (nella specie, indetraibile) che avrebbe gravato, invece, sulla cessione diretta.

Questa mi sembra una forzatura indegna di uno stato civile. La prossima volta la banca farà acquistare le quote della società da dieci società schermo diverse, ma questa è una furbata degna dell'inciviltà del pronunciamento della Corte.

No, la prossima volta la banca non acquisterà alcun immobile, ma trasferirà tutto il trasferibile in un altro paese. E non solo la banca...

Magari!

La banca, che probabilmente è controllata da una fondazione, che è controllata un po' dalla provincia, un po' dal comune, un po' dalla regione ecc... ecc... comprerà quell'immobile, che magari è del filgio del cugino dell'assessore, pagandolo il più possibile, riversando i costi sui correntisti che "c'hanno" fiducia nella banca del territorio...

Segnalo, infine, proprio per restare in tema, che con ordinanza del 3 novembre scorso la Corte di Cassazione ha ritenuto elusiva l'operazione di una banca che, invece di acquistare un immobile direttamente dalla società vendirice, ha acquistato le quote della società immobiliare proprietaria del medesimo, senza versare l'IVA (nella specie, indetraibile) che avrebbe gravato, invece, sulla cessione diretta.

Nel caso specifico la società immobiliare aveva chiesto il rimborso dell'IVA a credito ?