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Uno spettro si aggira per l'Europa (e per l'Italia): l'abuso del diritto

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Visto che insiste, allora mettiamo i puntini sulle i.

La giurisprudenza italiana non dice affatto che occorre "snaturare la ratio delle norme utilizzate".

La sentenza 8772/08 della Cassazione, ad esempio, conclude con queste testuali parole:

    In definitiva,  deve  essere  formulato  il  seguente principio di diritto
cui dovra'   attenersi   il  Giudice  di  rinvio:  "non  hanno  efficacia  nei
confronti della  amministrazione  finanziaria  quegli atti posti in essere dal
contribuente che  costituiscano  "abuso di diritto", cioe' che si traducano in
operazioni compiute  essenzialmente  per  il  conseguimento  di  un  vantaggio
fiscale;
ed  incombe  sul  contribuente  fornire  la  prova della esistenza di
ragioni economiche  alternative 
o  concorrenti  di  carattere  non  meramente
marginale o teorico".         
      

Il principio di diritto formulato dalla Cassazione definisce come abuso di diritto quelle "operazioni compiute essenzialmente per il conseguimento di un vantaggio fiscale".

Non l'ho scritto io, quindi non se la prenda con me, ma il principio enunciato è questo, e parla solo di operazioni compiute essenzialmente per il conseguimento di un vantaggio fiscale, non di altro.

Poi c'è l'inversione dell'onere della prova, che ormai non manca mai.                       

Quindi principi di questo genere confermano pienamente ciò che è scritto nel sottotitolo di questo articolo: L'Amministrazione Finanzaria "cavalca la tigre" e, non di rado, "abusa" dell' "abuso". Il principio viene ridotto a una sorta di "questione morale" per cui, alla fin fine, ogni risparmio di imposta è abusivo.      

Questo proprio perchè la giurisprudenza nostrana NON dice quello che dice lei, ma parla solo di "operazioni compiute essenzialmente per il conseguimento di un vantaggio fiscale". Cosa che si presta, appunto, ad "abusi" del principio - comunque discutibile - dell'abuso di diritto.

SE sono inefficaci nei confronti dell'amministrazione finanziaria quegli atti posti in essere dal contribuente ... che si traducano in operazioni compiute essenzialmente per il conseguimento di un vantaggio fiscale, allora, come da titolo, qualunque risparmio di imposta è abusivo. Inclusa l'applicazione della cedolare secca o di qualsiasi altro regime agevolato.

Quindi, invece di dire che sbaglio io, farebbe meglio a preoccuparsi delle barbarie - paradossi inclusi - che sta producendo il nostro sistema giuridico, per il quale l'abuso di diritto non è quello che sostiene lei (certamente più ragionevole) ma una cosa diversa.

La tesi di Roberto Arnaldo non è peregrina, ma non può essere accolta.

Esempio. Esiste una legge che attribuisce alle s.r.l. agricole una serie di agevolazioni fiscali (credo sia ancora in vigore).

Ebbene, l'Amministrazione Finanziaria contestò a una s.p.a. la semplice operazione di trasformazione in s.r.l. agricola, ritenendo che essa non avesse altro scopo che beneficiare del trattamento fiscale favorevole, pur essendo esso espressamente previsto da quella legge!

E' evidente, qui, l'abuso dell'abuso, perchè quella legge non faceva altro che incentivare le imprese ad adottare quella forma giuridica. Se è lo stesso legislatore, insomma, a ritenere lecito il risparmio d'imposta, come fa poi a contestare l'abuso di forme giuridiche?

Come ho scritto, l'abuso dovrebbe (meglio, potrebbe) coprire "buchi" normativi, che qui non sussistono.

Stesso ragionamento va fatto per la cedolare secca. E' lo stesso legislartore a incentivare quel comportamento fiscale e quindi non se ne può dolere se poi tutti lo adottano.


Ebbene, l'Amministrazione Finanziaria contestò a una s.p.a. la semplice operazione di trasformazione in s.r.l. agricola, ritenendo che essa non avesse altro scopo che beneficiare del trattamento fiscale favorevole, pur essendo esso espressamente previsto da quella legge!

ma l'spa si occupava di agricoltura come attività principale? 


continuo a pensare che sia un assurdità equiparare la cedolare secca al possibile abuso di diritto,certo in Italia la questione fiscale e non solo è un gran casino,pero' non esageriamo.

SE sono inefficaci nei confronti dell'amministrazione finanziaria quegli atti posti in essere dal contribuente ... che si traducano in operazioni compiute essenzialmente per il conseguimento di un vantaggio fiscale, allora, come da titolo, qualunque risparmio di imposta è abusivo. Inclusa l'applicazione della cedolare secca o di qualsiasi altro regime agevolato.

Scusate l'ingenuita', ma allora perche' e' stata fatta la legge sulla cedolore secca? Solo per poter accusare poi chi se ne avvale? O solo per chi aderendovi andrebbe a spendere di piu'? Ma allora si potrebbero accusare gli altri di non aderirvi! Ora, seriamente, nell'ordinamento italiano il contribuente puo' scegliersi quale tassa pagare? Cioe', io posso decidere di aumentare l'imponibile IRPEF invece che pagare la cedolare?

 

Alessandro N. 

 

Puoi certamente scegliere di non aderire alla cedolare secca e continuare come prima, cioè con la normale Irpef progressiva.

 si chiama clausola di salvaguardia ed è già in uso da diversi anni. quando un nuovo regime fiscale viene introdotto con l'intenzione dichiarata  di gravare meno, il contribuente può cmq scegliere quello precedente, se è evidentemente in una situazione particolare per cui ciò è per lui vantaggioso.

fino ad ora, non ne avevo mai sentito parlare in termini di abuso. è scritta nelle leggi, pari pari e dovrebbe bastare. ma ci capisco poco e rischio di avvitarmi.