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Fassina, leggi Krugman

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Caro omonimo, una cosa è dare in Italia "100" in pensioni a 16 milioni di pensionati, con un importo medio da fame, altro è dare cifre simili (ma leggeremente inferiori) che sono prevalemente di vecchiaia e con importi medi decisamente ragguardevoli. In Italia vice il "meglio poco ma per molti" (un po' come i docenti, tanti e pagati male, con i peggiori stipendi del mondo) e non credo che per capirci serve meno idelogia in chi parla ma meno in chi ascolta :-. Vi ripegate sempre dietro le cifre grosse che quadrano (anche se a stento) dimeticando che questo "quadrare" in un paese squilibrato, è insultante. 

 

Caro Francesco, io non mi riparo dietro le cifre, cerco solo di fornire un quadro razionale a questa discussione. Insomma, per discutere sarebbe bello che uno fosse capace di distinguere le proprie (legittime) preferenze dai dati di fatto. Uno e' liberissimo di preferire il sistema anglosassone, ma non puo' concludere meccanicamente che il welfare pesante di stile "continentale" sia un disastro certo quando paesi come la Francia e soprattutto la Germania se la cavano discretamente con welfare ancora piu' pesanti (ancorche' molto probabilmente piu' equamente distribuiti) del nostro.

Vedi, siamo tutti d'accordo che il paese sia squilibrato, e pure che sia inevitabile per mere questioni di longevita' media, iniziare ad alzare l'eta pensionabile, solo che sembra si abbiano due idee diverse su come si debba agire per riequilibrarlo. Tra parentesi, non mi sembra nemmeno che tu abbia le idee chiare su cosa farci con queste pensioni. Due post sopra auspichi una riforma che riduca il prelievo previdenziale complessivo in busta paga, nell'ultimo invece sembri auspicare un prelievo inalterato ma  una riduzione dei beneficiati con il conseguente aumento degli importi delle pensioni (ma se non sbaglio in un sistema contributivo puro questo non potrebbe accadere, no?). Quale delle due?

Ah, mi tocca ripeterlo, confrontando la spesa pensionistica italiana con quella di altri paesi europei, bisognerebbe sempre considerare che in Italia circa il 10% della spesa pensionistica copre prestazioni assistenziali che in altri paesi sono classificati sotto altre voci. Questo 10% fa circa l'1.6-1.7 del PIL, a fronte di una differenza nella spesa pensionistica totale di circa il 2% del PIL, se non erro. Ovviamente sarebbe cosa giusta scorporare le prestazioni assistenziali da quelle pensionistiche, e' probabile che ne risulterebbe un welfare piu' equilibrato, ma fino a quando le cose stanno cosi' i confronti per essere omogenei dovrebbero comparare il totale della spesa sociale (sanita, pensioni, assistenza e disoccupazione) e non solo le pensioni.