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Fassina, leggi Krugman

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Prendi due ditte identiche: la ditta A si puo' facilmente disfare dei dipendenti come e quando vuole, mentre per la ditta B e' estremamente difficile. A parita' di altre condizioni, tu pagheresti gli stessi stipendi ai dipendenti di A e B?

Ti hanno gia' risposto sotto. In Italia i dipendenti di A sono pagati meno di quelli di B. Ovvero, i contratti co.co.co vengono mediamente usati per abbattere il costo del lavoro e non per introdurre la flesibilita' dove serve.

Io non mi stupirei se le restrizioni in Italia fossero molto maggiori. Cosa dice sul licenziamento l'equivalente francese dello Statuto dei Lavoratori? 

E invece mi pare proprio che le norme francesi siano molto simili. In Francia esistono fondamentalmente tre forme di contratto:

i) Quelli a tempo indeterminato, con tanto di diritto di reintegro per il licenziamento senza giusta causa.

ii) Una nuova forma di contratti di prova, accessibili solo dalle aziende sotto i 20 dipendenti, che prevedono il diritto di licenziamento nei primi due anni ma che allo scadere del secondo anno si trasformano automaticamente in contratti a tempo indeterminato (nota: Ichino ha depositato in parlamento una proposta di legge simile).

iii) I contratti a tempo determinato, utilizzabili solo a fronte di particolari esigenze di flessibilita' (tant'e' che gli abusi vengono spesso sanzionati dalla legge tramite conversione in posti a tempo indeterminato). Sono generalmente accompagnati da stipendi leggermente piu' alti delle corrispondenti figure a tempo indeterminato, e godono di una buona protezione pagata sotto forma di contributi ad un fondo di indennita' per i contratti TD. Allo scadere del contratto si ha infatti diritto ad un'indennita di disoccupazione intorno ai 2/3 dello stipendio originale fino ad un massimo di due anni.

Per la cronaca, il diritto di reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa esiste anche in Germania. Inoltre, sia in Francia che in Germania esiste una normativa molto rigida che regola i licenziamenti collettivi (mi dicono piu' rigida che in Italia ma non so bene).

E in Italia non c'e' solo quello, ma anche uno dei sistemi legali piu' lenti e inefficienti del mondo occidentale. Non so se capiti in Francia, ad esempio, che una ditta si trovi costretta a reintegrare un dipendente licenziato, e pagare stipendi arretrati e risarcimenti vari, dopo una batttaglia legale durata anni (vedi qui).

Mi sembra che in Germania serva l'approvazione del consiglio di fabbrica (controllato dai dipendenti) per rendere operativo un licenziamento prima che la magistratura sia arrivata a sentenza definitiva. Sull'efficienza comparata del sistema legale invece non ho molti dati, ma ammettendo che sia vero quello che tu dici (mi sembra anedotticamente ragionevole) sarebbe perlomeno curiosa la scelta di riformare/abbandonare un diritto del lavoro che in Francia e Germania funziona invece che riformare un sistema legale che non funziona. Non trovi?