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Fassina, leggi Krugman

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Sicuramente il somerso distorce molte statistiche ma qui parliamo di valore aggiunto ufficliale e di unità lavorative ufficliali, stipendi e contributi. La statistica UE in questo caso divide il valore aggiunto ufficliale (al costo del fattori) per la somma di tutti gli addetti, sia stipendiati sia i titolari "non pagati" che poi prelevano dagli utili. se non fossero conteggiate spese di personale "in nero" la produttività sarebbe piu alta. Se è piu' bassa vuol dire che forse si dichiara meno valore aggiunto.

Ritengo che si siano due ordini di fattori.

Il primo, costante in tutti i paesi, vede la produttività elevata di grandi complessi strutturati in modo che migliaia di addetti facciano il loro lavoro, specializzato. Nelle piccole e micro invece poche persone cercano di fare un po' di tutto (soprattutto per spendere meno in caso di crisi) e quindi mi sembra evidente che non si puo' avere la stessa produttività. Se oltre al proprio core business uno fa di tutto (sito internet, contabilità, pulizie, la fatturazione, la pubblicità, ..) non puo' pretendere una produttività stratosferica.

Il secondo riguarda il contesto quadro in cui l'impresa è inserita (non solo EU quindi ma Italia, Veneto, Sicilia, ... Trento) e le lavorazioni che fa. Come dicevo, in norvegia e danimarca ci sono microimprese con una produttività elevatissima (evidentemente sono microimprese che gestiscono singoli pozzi e piccole minere) ma noi cosa produciamo - quanto a valore aggiunto - rispetto a quanto sanno produrre i vicini?