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Fassina, leggi Krugman

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La prima è che per produrre beni ad alto valore aggiunto occorre avere manodopera adeguata (...)

Appunto, ma in italia abbiamo scelto di sotto-investire nell'istruzione. E non c'e' indicazione che si voglia invertire la china, anzi.

La seconda è relativa all'eccessivo peso delle microimprese in Italia

Ancora d'accordo, anche se bisogna notare che anche la media e grande industria italiana non eccedono certo in innovazione. Un esempio su tutti la Fiat, che infatti soffre le pene dell'inferno perche non fa modelli nuovi. Ma per l'appunto mi sembra che questo abbia poco a che fare con lo statuto dei lavoratori, a meno che tu non voglia sostenere che le imprese restano micro soprattutto per non superare la fatidica soglia dell'articolo 18. Se no uno dovrebbe poi spiegare come mai in un paese con protezioni altrettanto forti come la Francia le microimprese incidano di meno...

In francia le protezioni sono universali oppure calibrate su una determinata soglia occupazionale?
E' una domanda vera, nel senso che non lo so.

Ma se sono universali, come vagamente immagino, ecco la probabile risposta.

In francia le protezioni sono universali oppure calibrate su una determinata soglia occupazionale?
E' una domanda vera, nel senso che non lo so.

Ho cercato di rispondere sotto. Sulla soglia non sono sicuro, ma i contratti di prova (nouvelles embauches mi pare) che hanno due anni prima di trasformarsi in contratti a tempo indeterminato, sono limitati alle imprese sotto i 20 dipendenti. In Germania invece la soglia per il diritto di reintegro oscilla tra i 5 ed i 10 dipendenti.

anche la media e grande industria italiana non eccedono certo in innovazione

Questo "decadimento" è però recente (post anni 80...ad occhio) prima la Fiat, ma anche la Piaggio, la Benetton, la Ferrero sono state aziende innovative nei prodotti e nel marketing.

Questo "decadimento" è però recente (post anni 80...ad occhio) prima la Fiat, ma anche la Piaggio, la Benetton, la Ferrero sono state aziende innovative nei prodotti e nel marketing.

Beh, sono comunque gia' 20-30 anni. Comunque anche gli stipendi di una grande impresa come la Fiat sono molto piu' bassi dei livelli dell'industria automobilistica francese o tedesca.

Quando prima del noto referendum sindacale Marchionne e' andato in TV promettendo, in cambio del si', un adeguamento salariale verso le condizioni francesi o tedesche, io come molti ho pensato che potesse essere la strada giusta. Hanno vinto i si', ma mi sembra proprio che la Fiat non stia cercando di mettersi nelle condizioni per rispettare le promesse fatte, visto che si ostina a continuare a produrre modelli scarsi e/o a basso valore aggiunto (e infatti sta perdendo quote di mercato). Degli investimenti promessi neanche l'ombra, mentre ora Marchionne cerca di spostare l'asticella piu' in la' attaccando i contratti collettivi ed il diritto di reintegro, tutte cose presenti nel modello tedesco o francese a cui, parole sue, dovevamo aspirare. Ci sarebbe da trarne qualche amara conclusione.