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Fassina, leggi Krugman

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e per ritornare al tema debito/diseguaglianza:

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002602.html

La vulnerabilità alla povertà non misura la povertà di oggi, ma quella di domani. Sono vulnerabili le famiglie che hanno una probabilità superiore alla media nazionale di sperimentare, nel futuro  (tipicamente nei dodici mesi successivi all’intervista), un episodio di povertà....
Mancano, in Italia, sistematiche analisi quantitative della vulnerabilità economica – così come appena definita. Alcune stime preliminari  hanno prodotto risultati molto netti che, se confermati, suggeriscono dimensioni insospettate del fenomeno. (6) Dal 1985 al 2001 si stima che circa la metà della popolazione abbia un rischio elevato di cadere in povertà (Tabella 1). Sorprendentemente, il gruppo dei vulnerabili, è composto non solo da famiglie povere, ma soprattutto da famiglie non povere. Il 40 per cento circa delle famiglie non povere è vulnerabile.

per cui se il rischio di povertà è così alto e diffuso e il credito al consumo pure,

Per quale motivo allora tutti i centri commerciali (e non solo) offrono l'aquisto a rate di qualsiasi cosa

(beh, nella metro a Roma si vedevano gli annunci di Findental, il prestito per pagarsi il dentista...per non dire delle offerte per consolidare il debito tipo Rata Bassotta),

allora il rischio di insolvenza cresce, anche se magari l'ammontare complessivo del debito privato rimane uguale. E l'insolvenza generalizzata si porta appresso le banche.