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Fassina, leggi Krugman

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Concordo con la prima parte ma per il resto non si è capito niente.

Colpa mia evidentemente, cerco di spiegarmi meglio. I problemi della generazione in difficoltà li affronti risolvendo i problemi di cui sopra. Soluzioni su questo blog ne vengono offerte a gratis da parecchi anni. Soluzioni che pero' hanno effetti nel medio periodo.

Cosa dovrebbe fare un "giovane" a 1000 euro nel frattempo? (a proposito io ho 31 anni, sono ancora giovane o no?) Tu dici che non puo' fare a meno di indebitarsi perché ormai alcune spese sono "necessarie" (cellulare, computer, auto, look), a me sembra che le spese di base rispetto a 15 anni fa siano invece minori! Per esempio discount e grande distribuzione hanno abbassato il prezzo dei beni primari (cibo, abiti); liberalizzazioni nelle telecom hanno abbassato il costo della comunicazione; internet ti permette di accedere al job market globale; Ryanair ti permette di trasferirti ovunque in Europa tornando in Italia due volte al mese Ce ne sarebbero mille altre, ma il mio punto è che il costo in termini reali (quantità di beni che compri rispetto al prezzo che paghi) sia sceso, non salito. Quindi stringere la cinghia per un certo periodo di tempo puo' essere piu' facile e piu' rewarding che 20 anni fa.

Lasciando perdere l'aneddottica, io direi di distinguere due cose diverse: (1) se il reddito (in termini reali) dei "giovani" (diciamo under 30) è salito o sceso rispetto a 15 anni fa, contando pero' il costo di unemployment (se oggi trovo lavoro dopo un mese a 500 euro al mese e 20 anni fa lo trovavo dopo due anni a 1200, devi considerare il diverso PV) (2) se c'è stato uno spostamento tra il reddito mediano e quello di ingresso nel mondo del lavoro. Vorrei vedere un po' di dati, diciamo che il punto (2) mi sembra ragionevole, ma appunto si parla di ricchezza relativa (o disuguaglianza) piuttosto che di ricchezza assoluta.

Tu dici che non puo' fare a meno di indebitarsi perché ormai alcune spese sono "necessarie" (cellulare, computer, auto, look)

solo per precisare: mai detto.... , sono altri che parlano di debito e non entro nel merito, sono questioni tecniche che non sono in grado di affrontare.

Il tuo discorso prosegue con una serie di esempi su prodotti e supermercati. Avrai notato che il costo del singolo bene è diminuito ma le necessità moderne ne hanno aumentato il numero?
Come ho scritto prima sono aumentate le necessità, la società si è evoluta (tranne l'Italia, lo ripeto perché è bene ricordarlo, dove viviamo ancora con la testa nel XX secolo).

Cmq. venedo al pratico, negli altri stati d'Eu. mi sembra che i miei coetanei (ps. da poco passati i 30 anch'io) siano più ben inseriti e benestati di quanto lo sia io, a parità ovviamente di condizione sociale. 

Sul reddito e disocc. 
http://www.corriere.it/economia/11_agosto_24/disoccupazione-giovani-italia-ue_65def2ec-ce30-11e0-8a66-993e65ed8a4d.shtml
quindi non solo è diminuito il reddito ma con la cirsi è anche aumentata la disoccupazione.

Capisci il mio punto di vista quindi? 

E sentirmi dire "emigra all'estero" "trovati 3 lavori" o "quando ero giovane io i fossi li saltavo per lungo" mi fa girare i cabasisi.


Aggiungo un po' di carne al fuoco in questa interessante discussione sui consumi e quello che si consuma e quello che si vorrebbe o dovrebbe consumare. Poco tempo fa per perdere un po' di tempo mi sono guardato le serie istat 1970-2010 dei consumi delle famiglie a prezzi costanti.

Ebbene, per semplificare, i consumi procapite (a prezzi costanti) in Italia sono raddoppiati dal 1970 al 2010, ma il raddoppio effettivo e' avvenuto tra il 1970 e il 2000, dal 2000 in avanti il livello dei consumi pro capite e' praticamente costante.

Ammetto che un confronto temporale cosi' vasto su quella roba fittizia che sono i consumi "a prezzi costanti" va letto cum grano salis, ma il dato e' effettivamente interessante alla luce della discussione sopra.