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Fassina, leggi Krugman

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Re(6): Fassina

marcospx 14/10/2011 - 17:49

Corrado, non volevo certo dire che sono "povere stelle". Chiunque esprima un'opinione pubblica o faccia politica ha piena responsabilità di ciò che dice e fa. Dico solo che molte istanze che pongono sono quanto meno istanze legittime, indipendentemente da tutte quelle che a me e a te possono sembrare cazzate plateali.

Sulla violenza: ne parlavo non tanto per dire che c'è il rischio di vetrine rotte e scontri con la polizia (ci sono sempre stati, sempre ci saranno, sempre saranno da condannare e incrociamo le dita). Parlavo di "violenza", però, riferendomi all'atteggiamento mentale dei molti che mai andrebbero a manifestare con casco e protezioni di gomma, ma pure gustificano reazioni estreme in virtù della drammaticità della situazione. Mi frega poco di quelli che sfasciano i bancomat. Penso a quelli che inneggiano al default, alla fine della democrazia rappresentativa, alla distruzione delle banche, al ritorno al baratto.

E poi: il fatto che questo tipo di democrazia a breve potrebbe davvero non funzionare più, a me non pare un'idea folle (e questo ben al di là della palese indecenza dell'attuale classe politica italiota). Ed è idea cui, la si condivida o no, occorre dar risposta. Cosa che al momento non riusciamo a fare, o ci rifiutiamo di farlo. Perchè fare i pifferai è sempre più facile, come dici tu. E però poi mi chiedo anche sino a che punto ci si possa rifugiare nell'idea che la realtà e complessa e bisogna studiare (cosa di cui sono intimamente straconvinto, intendiamoci). A volte ho il sospetto che non saper fornire risposte coerenti e al contempo sufficientemente semplici da risultare convincenti & politicamente sostenibili... beh, non sia solo questione di marketing. O di non saper suonare il piffero.

Veramente con "violenza" io temevo cose ancora più gravi, tipo un ritorno agli anni di piombo e alla contestazione violenta, purtroppo il paese ha una triste tradizione in questo senso.

Per quanto riguarda il resto non capisco cosa intendi.

Sì, ci sono delle istanze reali dietro gli indignados, ma quello che chiedono loro non è di soluzione alle loro stesse istanze.

Quindi? Devo dargliele per buone perchè il problema esiste o perchè non ne ho un' altra disponibile?

Gli oncologi, quando non hanno la soluzione per un cancro, mica ti riempiono di sanguisughe. Sanno già che non funzionerebbe.

In Lombardia si dice "chi vusà puseé la vacca l'é sua" ed è quello che sta succedendo: siccome protestano, siccome sono la "voce" dei giovani, hanno spazio in varie trasmissioni senza contraddittorio alcuno, anche quando palesemente sbagliano non solo la soluzione ma anche l'analisi della situazione.

Bhe la "voce" di questi giovani (almeno di quelli italiani che ho sentito io) dice cose molto vecchie e molto preoccupanti.

Dice che non vuole competere , che non vuole pagare i debiti , che non vuole rimboccarsi le maniche, per carità tutto legittimo se mi spiegano con che soldi vogliono farlo.

Perchè i pasti gratis non esistono.

Re(8): Fassina

marcospx 14/10/2011 - 20:11

Corrado, non mi stupisce che tu non capisca cosa intendevo, perchè qualunque cosa intendessi l'ho scritto veramente male! ;D  Del resto, ammetto di non avere le idee chiarissime.

Intendiamoci: sono sostanzialmente d'accordo con quanto scrivi (tranne che sul "rimboccarsi le maniche": su quello non sono affatto sicuro che sia così, anche se capisco il tuo punto di vista). E' però la voragine che si apre tra ciò che leggo qui e ciò che leggo e sento dire altrove che mi spaventa e mi fa sentire impotente. L'apparente impossibilità e inutilità di una dialettica tra quelli che sembrano universi distinti. Quello di chi vuole il pasto non solo gratis, ma pure biologico e a chilometro zero... e quello di chi, per quante ragioni possa avere, rischia di essere relegato o relegarsi al frustrante ruolo del grillo parlante, se non della Cassandra.

(Bon, la mia giornata di lavoro & nFA è finita. Grazie per la chiacchierata e buona serata!)

Bhe allora siamo in due ad essere preoccupati ;-)

e quanto successo oggi non fa che aumentare la preoccupazione