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Fassina, leggi Krugman

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Peccato che i dati contraddicano quanto i tuoi conoscenti credono.

Credere, in genere, non implica nient'altro che rivelare le proprie priors.

I dati dicono che ad indebitarsi è stato mezzo mondo e che il default rate è uniforme across income groups, infatti è leggermente più alto fra quelli di reddito maggiore. 

P.S. La Spagna (e l'Irlanda) hanno vissuto due esperienze identiche a quella USA per quanto riguarda il settore delle costruzioni ed i mutui ipotecari. Eppure in entrambe il reddito cresceva MOLTO più del normale ed i salari pure. Anzi, in Spagna la diseguaglianza si abbassava nel periodo (non conosco cosa sia successo in Irlanda). 

Peccato che i dati contraddicano quanto i tuoi conoscenti credono.
Credere, in genere, non implica nient'altro che rivelare le proprie priors.

la cosa interessante, da un punto di vista politico, è che questi miei conoscenti sono quasi tutti di area Tea Party e sostengono che siccome l'indebitamento è stato causato dall'impoverimento, a sua volta causato dalla perdita di posti di lavoro nel settore manifatturiero dovuta alla concorrenza cinese, allora ci vogliono misure protezionistiche. E dietro c'è un ragionamento che più superfisso a somma zero non si può. 

 

beh, che i tea partiers non siano generalmente delle aquile non è una gran novità.

Se però vincono le elezioni (anche grazie a questo senso comune diffuso sulla crisi e le sue cause) e ci riportano agli anno Trenta con i blocchi doganali, le tariffe  e le politiche beggar thy neighbor, possono pure essere i fratelli scemi di Forrest Gump, ma il problema c'è.

I dati dicono che ad indebitarsi è stato mezzo mondo e che il default rate è uniforme across income groups, infatti è leggermente più alto fra quelli di reddito maggiore.

questo depone nettamente a favore dell' errore colossale da parte di prestatori e regolatori: nella valutazione del rischio si sono sbagliati senza preferenze! il successivo, cosiddetto contagio finanziario, anche in settori distinti e lontani dall'immobiliare americano, non è stata altro che  paura fottuta: se si sono sbagliati a quel modo i migliori, le banche e gli speculatori fino a quel momento  più ricchi e abili, allora bisogna ridiscutere tutti i parametri prudenziali.

i rating bancari interni, ad es., per ora sono tutti accantonati, basilea 3 non si sa se è prudente o sconsiderata, in famiglia è meglio rinviare qualunque spesa eccecc

 

 

 

 

Dove ha preso i dati del default rate rispetto agli income groups? L'unica cosa che son riuscito a trovare è questo grafico del WSJ che, però, mi pare punti in un altra direzione.

http://online.wsj.com/article/SB125511860883676713.html?mod=WSJ_hps_LEAD...

Le statistiche bisogna saperle leggere ...

Fai il seguente esercizio: compara il del+def rate alla percentuale di famiglie in ogni income group. Trattasi di semplice "nuvola di punti" su piano cartesiano.

Poi dimmi se hai la stessa impressione che il grafico che ci mostri vuole darci o se, invece, non scopri che il del+def rate è, roughly, constant across income groups.  In fact, slightly decreasing up to the very poorest group ...

Detto altrimenti: il titolo del grafico prova che neanche al WSJ sanno di cosa parlano. Capita ...

P.S. La letteratura empirica (seria, non di quotidiano) che mostra come il default rate nell'ultima crisi sia, infatti, più alto fra gli households di income medio-alto, è abbondante. No, do not ask me to report the titles, I have no time. Si trova in rete con un minimo di pazienza. O si chiede a lui.

In effetti a prima vista sembra che il grafico WSJ riporti il default rate condizionale al reddito. My bad. Grazie del link!

Scusate, non riesco a capire la vostra interpretazione del grafico. Quello che appare non è forse che la percentuale di default rate + delinquency rate è maggiore (7%) nella fascia sotto i 30.000 (che rappresenta il 20% del totale) rispetto a tutte le fasce superiori? Non riesco a capire che calcolo propone Michele (Boldrin). Domanda vana, immagino: 'sta discussione ha un anno :)