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Fassina, leggi Krugman

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Dico che è controintuitivo (ma credo sia più corretto dire "paradossale") perché è il contrario del sentire comune, secondo il quale l'impoverimento collettivo e le situazioni difficili permettono un aumento della disparità (di solito ad opera di malvagi approfittatori).
Analizzando un po' meglio la cosa (come anche nell'articolo) è abbastanza ovvio che la distruzione di capitale abbia un impatto maggiore rispetto al maggior potere contrattuale dei "ricchi" (proprio nel senso di chi ha una ricchezza alle spalle che lo esenti da ricatti di tipo economico) dato ad esempio dalla maggiore disoccupazione o dagli effetti demografici del dedicare alla guerra i più produttivi.
Sarebbe interessante capire se in qualche modo l'aumento del reddito delle fasce più alte abbia delle conseguenze sul reddito degli altri o sulla stabilità economica e sociale (in fondo questi eventi distruttivi sembrano arrivare dopo periodi di crescita della disparità).

ps sul "più pagati": Oops, ho cercato a lungo un modo veloce di scrivere "coloro i quali hanno redditi maggiori" è alla fine ho lasciato il peggiore (soprattutto parlando del passato)