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Fassina, leggi Krugman

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Da quel che ho capito (il testo è piuttosto tecnico), il divario reddituale è storicamente dovuto al capitale, la novità è che nell'ultimo secolo c'è anche una forte componente di reddito da lavoro.

ps: l'articolo in questione (se ho ben capito) espone l'utilità dell'uso dei dati delle autorità di tassazione per avere dati dettagliati sulla distribuzione del reddito, citando alcuni studi che (a quel che ho capito) indagano proprio su cosa causi la disparità (e spero anche su quali siano le conseguenze), ma l'unica cosa (controintuitiva) che sono riuscito a capire è che partecipare a una guerra mondiale (o attraversare una "grande depressione") probabilmente riduce la disparità tra i più pagati (top 1, 5 e 10 %) e la media. Inoltre c'è un esempio (che mi piacerebbe fosse approfondito da un esperto, in effetti) sugli USA in cui si vede che in alcune fasi gran parte della crescita economica (in termini di PIL) va a beneficio esclusivo di chi ha redditi più alti,una variante del pollo di Trilussa che mi fa pensare all'utilità di un indicatore di reddito medio che escluda le fasce più alte per valutare la desiderabilità delle scelte economiche (è utile, fermi tutti gli altri parametri, aumentare il lusso dell'1% più ricco? secondo me no, diventa utile per quanto alza il tenore di vita degli altri 99).

ma l'unica cosa (controintuitiva) che sono riuscito a capire è che partecipare a una guerra mondiale (o attraversare una "grande depressione") probabilmente riduce la disparità tra i più pagati (top 1, 5 e 10 %) e la media.

Perché dici che è controintuitivo? Se i top earners (''più pagati'' è improprio) hanno principalmente redditi da capitale è ovvio che episodi in cui il capitale viene distrutto (guerre) o comunque perde fortemente di valore (depressioni) riducono i redditi alti più dei redditi bassi, e quindi riducono la disuguaglianza.

Mi aspetto che qualcosa del genere sia successo anche nel periodo 2008-2009 (lo vedremo meglio quando i dati saranno disponibili) ma probabilmente meno di una volta, dato che ora i top earners hanno una maggiore componente di reddito da lavoro.

Dico che è controintuitivo (ma credo sia più corretto dire "paradossale") perché è il contrario del sentire comune, secondo il quale l'impoverimento collettivo e le situazioni difficili permettono un aumento della disparità (di solito ad opera di malvagi approfittatori).
Analizzando un po' meglio la cosa (come anche nell'articolo) è abbastanza ovvio che la distruzione di capitale abbia un impatto maggiore rispetto al maggior potere contrattuale dei "ricchi" (proprio nel senso di chi ha una ricchezza alle spalle che lo esenti da ricatti di tipo economico) dato ad esempio dalla maggiore disoccupazione o dagli effetti demografici del dedicare alla guerra i più produttivi.
Sarebbe interessante capire se in qualche modo l'aumento del reddito delle fasce più alte abbia delle conseguenze sul reddito degli altri o sulla stabilità economica e sociale (in fondo questi eventi distruttivi sembrano arrivare dopo periodi di crescita della disparità).

ps sul "più pagati": Oops, ho cercato a lungo un modo veloce di scrivere "coloro i quali hanno redditi maggiori" è alla fine ho lasciato il peggiore (soprattutto parlando del passato)