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Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica

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La questione non è così lineare.

I"programmi ministeriali" teoricamente non esistono più, perché esistono solo gli obiettivi, quali sono definiti dalla legge sull'autonomia scolastica, che, essendo tale, dovrebbe lasciare alle scuole la possibilità di far da sé sui contenuti (e di autogestirsi il 20% del monte ore annuale).

In realtà la mia impressione è che questi obiettivi siano così vincolanti e dettagliati che di fatto i programmi esistono ancora. Nella mia pratica di insegnante nel pubblico, io ho continuato negli anni a redigere sempre gli stessi programmi e programmazioni, anche perché i libri di testo (che siamo obbligati ad adottare - sia pure scegliendoli liberamente) sono tutti perfettamente uniformi. C'è che dice che gli insegnanti semplicemente continuino a fare da soli quel che hanno sempre fatto, incapaci di uscire dal seminato. E' possibile.

In ogni caso, e per farla breve, il centralismo ministeriale che fa delle singole scuole i terminali di un'unica immensa aula scolastica in cui alla cattedra c'è il ministero, è una delle cause della scarsa qualità dell'istruzione in Italia. Lasciassero più libertà agli insegnanti, sarebbe assai meglio, anche in vista dei test.