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Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica

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Scusate il parziale OT, ma solo a me le domande di biologia e chimica sembrano difficilissime?

Mi pare che nel testo e nei commenti ho scritto chiaramente che secondo me quelle domande sono semplicemente non corrette: non è una questione di essere difficili o facili, altrimenti il criterio dovrebbe essere "Diamo domande quanto più difficili possibile". Il criterio deve essere l'adeguatezza alla platea a cui sono rivolte: quindi devono essere quanto meno in linea con i programmi dei licei, cosa che mi sembra non accada.

Non sono sicuro di essere d'accordo. I test misurano quanto uno studente sia adatto a quella facoltà. Se i licei (le scuole, in realtà) hanno programmi sbagliati e risultati sono scarsi, credo bisognerebbe cambiare i licei, e non i test.

La scuola deve confrontarsi col mondo reale, non aspettarsi che sia il mondo a venirle incontro.

I test misurano quanto uno studente sia adatto a quella facoltà. Se i licei (le scuole, in realtà) hanno programmi sbagliati e risultati sono scarsi, credo bisognerebbe cambiare i licei, e non i test.

Esatto. Sono d'accordo. Prendendo come spunto l'organizzazione liceale svizzera (o almeno ticinese), il liceo dura 4 anni (perchè la media inferiore ne dura altrettanti, non 3 come in Italia) ed è diviso in due bienni.

Il primo è uguale per tutti e quindi non c'è distinzione tra scientifico, umanistico, linguistico etc. Un solo liceo in cui nei primi due anni tutti studiano le stesse cose, tra cui diritto e (udite-udite) economia. Lo trovo rivoluzionario. Futuri avvocati che devono fare matematica ed economia. Futuri medici e chimici che devono fare diritto e filosofia. Tutti che devono sapere inglese, francese e tedesco.

Poi ci soni due anni di specializzazione, in cui si seguono 5 indirizzi diversi: fisica e matematica, biologia e chimica, scianze umane ed economiche, arti, sport.

Un esempio qui e qui

Il risultato è che lo studente arriva all'univertità scelta (medicina o lettere, fisica o chimica) molto piu' preparato (ma deve scegliere prima che strada fare) e non ci sono esami di ammissione all'università. Il voto nella specializzazione scelta al liceo basta come filtro. Francamente ritengo che il voto dato in due anni di studi specifici valga di piu' di un test del kaiser come quello di cui parliamo qui.

E nessun studente liceale elvetico si sognerebbe di annunciare un tunnel tra Ginevra ed il Gran Sasso. :-)

 

In Germania gli studenti vengono indirizzati anche prima. Il problema è che in italia si dice: "ma non è troppo presto? un giovane a quell'età non può sapere cosa vuole nella vita!".
Secondo me a 15 anni si può già ben capire le attitudini di un giovane, che lui le capisca è difficile.

Il test di medicina è ampiamente alla portata di un liceale, anche se deve passare l'estate a studiarsi quello che il suo professore non è riuscito a fare durante l'anno.

Il carico di studio è comunque inferiore a quello che richiede un esame medio del corso di medicina (per lo meno per quegli esami che ho visto io).

I test misurano quanto uno studente sia adatto a quella facoltà

I contenuti del test vengono comunque ri-spiegati nel primo anno del corso di laurea in Medicina.

 

In Germania gli studenti vengono indirizzati anche prima. Il problema è che in italia si dice: "ma non è troppo presto? un giovane a quell'età non può sapere cosa vuole nella vita!".
Secondo me a 15 anni si può già ben capire le attitudini di un giovane, che lui le capisca è difficile.

Stesse obiezioni anche qui, con un fondo di verità. Non tutti siamo uguali e non tutti quindi hanno la stessa maturità, o età evolutiva, alla stessa età anagrafica. Per questo perdere un anno non dovrebbe essere un dramma. Qui le alcune scelte sono anche prima, nelle media inf. Anche loro 4 anni, con un primo biennio uguale per tutti ed il secondo diversificato. Normale per chi dopo seguirà una formazione professionale (che ha come sbocco eventuale un sistema universitario particolare ) e potenziato (impegnativo) per chi ha i numeri per andare al liceo e la voglia di farlo, naturalmente, per poi approdare alla normali università e politechnici. È previsto naturalmente di poter saltare da un sistema all'altro, con un anno particolare di studio, esami, e nel caso, stage. Il tutto funziona abbastanza bene, senza che esista alcun ministero federale dell'educazione (solo i 26 dipartimenti cantonali che si coordinano tra loro).

Il tutto funziona abbastanza bene, senza che esista alcun ministero federale dell'educazione (solo i 26 dipartimenti cantonali che si coordinano tra loro).

Potrebbe essere una delle chiavi dell'efficienza. In Italia, paese quanto mai eterogeneo, i primi passi mossi verso il decentramento (solo a livello teorico e solo per alcuni aspetti) hanno già suscitato un vespaio. Altro che secessione, basterebbe il guinzaglio un po' più lungo. Si possono nutrire dubbi sul fatto che il centralismo abbia prodotto un livellamento verso il basso?

http://www.lagazzettadeglientilocali.it/pf/testo_news_rs/18470/Le+region...

È previsto naturalmente di poter saltare da un sistema all'altro

La stessa cosa è possibile anche nel sistema tedesco (credo previo corsi integrativi).

Anche in Italia si può passare da liceo a tecnico a professionale e viceversa. E si perde un anno.

Ciò che (secondo me) differenzia è che nella scuola tedesca conta molto nella scelta della scuola anche il giudizio della scuola (i voti), mentre in Italia la scelta è lasciata allo studente, anzi, alla famiglia. 

 

Precisavo perchè spesso il sistema tedesco viene immaginato come un sistema "chiuso" (il "sistema" ti mette li e tu non puoi farci niente) così non è (in effetti è un mio straw man, scusa :-) ).

Comunque, ai miei tempi, nella licenza di scuola media (o diploma o come cavolo si chiamava) i docenti dovevano indicare anche l'indirizzo di studi consigliato (solita roba all'italiana: ti chiedevano che scuola volevi fare e poi lo scrivevano).

I test misurano quanto uno studente sia adatto a quella facoltà. Se i licei (le scuole, in realtà) hanno programmi sbagliati e risultati sono scarsi, credo bisognerebbe cambiare i licei, e non i test.

La scuola deve confrontarsi col mondo reale, non aspettarsi che sia il mondo a venirle incontro.

Tutto corretto, se non fosse che i programmi dei licei li redige lo stesso ente (il MIUR) che poi prepara i test di Medicina e Chirurgia: c'è decisamente qualcosa che non va. Vanno adeguati i licei? Che lo facciano: ma non possiamo chiedere ad uno studente ciò che non gli insegniamo.

La questione non è così lineare.

I"programmi ministeriali" teoricamente non esistono più, perché esistono solo gli obiettivi, quali sono definiti dalla legge sull'autonomia scolastica, che, essendo tale, dovrebbe lasciare alle scuole la possibilità di far da sé sui contenuti (e di autogestirsi il 20% del monte ore annuale).

In realtà la mia impressione è che questi obiettivi siano così vincolanti e dettagliati che di fatto i programmi esistono ancora. Nella mia pratica di insegnante nel pubblico, io ho continuato negli anni a redigere sempre gli stessi programmi e programmazioni, anche perché i libri di testo (che siamo obbligati ad adottare - sia pure scegliendoli liberamente) sono tutti perfettamente uniformi. C'è che dice che gli insegnanti semplicemente continuino a fare da soli quel che hanno sempre fatto, incapaci di uscire dal seminato. E' possibile.

In ogni caso, e per farla breve, il centralismo ministeriale che fa delle singole scuole i terminali di un'unica immensa aula scolastica in cui alla cattedra c'è il ministero, è una delle cause della scarsa qualità dell'istruzione in Italia. Lasciassero più libertà agli insegnanti, sarebbe assai meglio, anche in vista dei test.