Titolo

Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica

1 commento (espandi tutti)

In realtà la maggior parte dei licei classici hanno ovviato a questo problema ampliando notevolmente l'offerta didattica: nel momento in cui le scuole  hanno cominciato a ricevere finanziamenti in proporzione al numero degli iscritti, questa lacuna è diventata particolarmente evidente, e le scuole sono intervenute prontamente, pena la propria fine.

Va anche detto che il Classico, d'élite o no che sia, non può essere responsabile della debacle matematica di questi dati: percentualmente, solo una parte relativamente piccola degli studenti proverrà dal Classico, se gli studenti che si sono presentati si suddividono tra le varie scuole con la stessa proporzione della popolazione scolastica complessiva -e anche se a medicina, forse, ci vanno soprattutto liceali.

Da sempre poi, e paradossalmente, al Classico si fa tanta scienza quanto allo Scientifico. In verità io credo che il problema sia proprio di metodologia di fondo. Non so se essere d'accordo con Giorgio Israel su questo punto (Israel non sembra conoscere molto la moderna didattica), ma, di fatto, e in qualsiasi materia, la scuola italiana privilegia ancora l'accumulo di nozioni, anche minime ed accessorie, all'approfondimento attivo. In matematica e scienza, ciò è particolarmente esiziale.

In altre parole: nella scuola italiana "tanto e male" è quasi sempre preferito a "poco e bene" -che è la premessa per il "tanto e bene".

Io insegno lettere classiche ma non avverto uno iato con le discipline scientifiche. Mi piacerebbe contribuire ad una cultura completa, in cui umanesimo e scienza esatta sono facce della stessa medaglia. Per ora è una chimera, nel pubblico.