Titolo

Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica

5 commenti (espandi tutti)

Sono un nuovo iscritto, vi seguo da un po', la molla è stata l'argomento a me molto caro sulla didattica della scienza, in particolare di Fisica e Matematica.

Confermo l'Analisi di NfA sull'ignoranza generale di Matematica, ma soprattutto Fisica, della media dei nostri studenti. Sono uno degli esaminatori (e degli scrittori) dei test propedeutici (quindi se non si supera si matura un debito formativo che va saldato sostenendo e superando di nuovo il test oppure superando l'esame di matematica/fisica giudicato come "di base", pena l'impossibilità a iscriversi al secondo anno) e di selezione delle facoltà scientifiche,  da quest'anno anch'essi nazionali (quelli di medicina dovrebbero esserlo da molti anni invece, no?) e comprendevano 12 mila persone che hanno eseguito il test completo.

Proprio ieri sono arrivati i primi risultati statistici, la facoltà di Trento è arrivata al primo posto per quanto riguarda il test di scienze comprendente matematica, fisica, chimica, e biologia. Pur essendo un test per le facoltà scientifiche (quindi si suppone gente che la matematica la dovrebbe masticare abbastanza) la media dei risultati è stata di 7.44 su 25 (la sufficienza impostata sul 12/25), cioè un 3/10!!
Per Fisica è andata pure peggio: 3.81 su 15 domande (per noi è già un successo perchè il trend è positivo rispetto all'anno scorso!) ovvero 2.5/10! Dato che ho personalmente redatto i test di Fisica, li ho tarati su un livello difficile (in modo che ci fosse una buona distribuzione dei voti e solo l'eccellenza sarebbe stata premiata con 15/15) ma nella media dei test esteri, il risultato è stato piuttosto deludende, con questa gaussiana centrata in 3.5 in un test di 15 domande in 1h su esercizi che al massimo richiedevano UN conto matematico.
I test di Matematica e Fisica proposti sono, forse, leggermente più difficili delle domande raccolte in quel documento google.
Al contrario Chimica e Biologia hanno avuto risultati di circa 7 risposte giuste su 15, ovvero un 5-.

C'è una evidente disrepanza inoltre fra le scuole del "nord" e del "sud", quando ho tempo mi piacerebbe fare una media voti in funzione della latitudine ma a titolo di esempio l'università di Cosenza ha avuto un punteggio medio, per i suoi 695 partecipanti di 23.34, mentre a Trento il punteggio medio si assesta a 37 su 75 domande totali per i 248 studenti.
Per quanto riguarda la Matematica e la Fisica a Cosenza il punteggio medio è stato di 5.4/25 e 3.16/15 rispettivamente mentre a Trento quasi doppio, con una media di 10.17/25 e 5/15.

Ah un ultima cosa.

Subito dopo il test, c'è stato un corso di recupero di 7 lezioni per coloro che non avevano passato il test agli inizi di settembre.

La mia classe aveva una media di 8.35/25 (qualcosa sotto la media per Milano), nel test che si è tenuto dopo queste lezioni la loro media si è alzata a 10.71/20 (promozione col 9/20) e solo 5 persone su 24 hanno fallito l'esame.

In 7 lezioni in due settimane, sull'intero programma di 5 anni di superiori, dei ragazzi che totalizzavano una media di 3.3/10 sono passati a una media di 5.3/10. In altri termini l'80% delle persone che avevano fallito l'esame sono state promosse dopo solo 7 lezioni di ripetizione.

A voi le conclusioni

A voi le conclusioni

Le conclusioni non possono che confermare che la didattica a scuola si attesta su livelli differenti in rapporto alle discipline insegnate. E' più probabile che gli studenti italiani siano zucconi in qualche materia e refrattari all'apprendimento della matematica oppure che essa venga insegnata in modo inadeguato, naturalmente fatte le debite eccezioni?

Finché il reclutamento degli insegnanti consisterà nello smaltimento delle file, comprese quelle invereconde (in ossequio a tale intento, la Gelmini si sta adoperando in ogni modo anche per inserire nell'ingresso al canale abilitante un imbuto dal collo strozzato, costruendo persino grotteschi scogli burocratici, fatti di scadenze inventate per impedire agli aspiranti di mettersi in regola, per ridurre il loro numero, prescindendo dal merito, cosa che nessuno dei predecessori aveva mai osato prima del filibustiere in carica), finché essi saranno sottratti ad una valutazione, insomma finché non si restituirà la scuola agli studenti, difficilmente le cose potranno cambiare.

Il primo passo per innescare un circolo virtuoso di portata rivoluzionaria potrebbe essere l'introduzione di una effettiva libertà di scelta della scuola. Ma questo in Italia è un argomento pruriginoso e tabù, riguardo al quale un dibattito laico, sereno e razionale è inficiato dall'orchestrazione di campagne orientate a manipolare l'opinione pubblica.

E' più probabile che gli studenti italiani siano zucconi in qualche materia e refrattari all'apprendimento della matematica oppure che essa venga insegnata in modo inadeguato, naturalmente fatte le debite eccezioni?

Bisogna comunque scremare il bias degli studenti che non si sono preparati adeguatamente e con un breve "ripassino" hanno potuto incrementare notevolmente le loro prestazioni rinverdendo le nozioni già ben presenti e radicate.

Purtroppo non è facile eliminare quest'effetto, anche per i test di selezione (quant'è colpa che lo studente non sa ripassare e quanto è che non sa la matematica?), figuriamoci per quelli propedeutici (quant'è colpa che lo studente non sappia la matematica e quanto è che ha preso sottogamba un esame comunque non fondamentale per la sua carriera).

Personalmente sì, credo che spesso la matematica sia insegnata in modo eccessivamente arzigogolato da gente che spesso non ha le competenze (i famosi "abilitati", per non parlare di quelli laureati in biologia e chimica, che magari hanno fatto un solo esame passato col 18) e la voglia di farlo. Ovviamente non sono argomenti facili e di facile appeal per gli studenti quelli di matematica e fisica, il problema didattico non è banale come si possa pensare, se il carico di lavoro è molto e molto variegato (come credo sia nelle scuole italiane), fatte le considerazioni di sopra, uno studente potrebbe lasciare la matematica come ultima ruota del carro precludendone quindi uno studio sistematico davvero indispensabile per questa materia come per poche altre.

Insomma, anch'io devo confesso in matematica non brillavo affatto alle superiori (lottavo per il 7 in pagella), eppure eccomi qua, con un alle porte di un dottorato in fisica nucleare teorica, una dozzina di esami di matematica avanzata sostenuti, molti dei quali con lode. Non avevo un metodo di studio adatto alla matematica, in parte è stata colpa dei professori di matematica, in parte è stata colpa mia che, vedendo un naturale intuito, studiavo a singhiozzo per prepararmi meglio in materie più "study dependent".

Forse il primo passo sarebbe rendersi conto che non si può pretendere tutto dagli studenti, che la matematica è una materia che va lasciata respirare, e non soffocata dallo studio di Latino, Storia, Geografia, Filosofia...etc...

Si insegnano 40 argomenti lungo il corso dell'anno, che in realtà sono sempre i soliti 4 rigirati come un calzino e ridotti a una sequela di formule da fare invidia al manuale dell'ingegnere. Bisogna capire che la matematica è una materia in cui è importante fare meno, ma farlo bene, perchè una volta che in matematica CAPISCI qualcosa, è tuo per sempre, se impari il meccanismo di 100 cose, al test successivo fallirai clamorosamente.

Questo ancora prima di rivoluzionare le politiche di assunzione, anzi diciamo contemporaneamente a questo, perchè per far capire anche una sola cosa, ci vuole un professore che sudi davanti alla lavagna, per insegnare il meccanismo di 100, basta il solito stanco e annoiato professore che ripete il libro. E se ex abrupto (tipico all'italiana) si cambia il programma ministeriale snellendono di 100 volte ci sarà il solito stanco e annoiato professore che ripete il libro snellito e nel tempo che gli avanza legge la gazzetta ringraziando il ministro dell'istruzione.

Si insegnano 40 argomenti lungo il corso dell'anno, che in realtà sono sempre i soliti 4 rigirati come un calzino e ridotti a una sequela di formule da fare invidia al manuale dell'ingegnere.

Questo è un punto focale, secondo me: è ciò che distinguo un buon insegnante da un insulso impiegato. Se un docente ti fa apparire la matematica come una sequela di "rime senza poesia" da mandare giù a memoria allora appartiene sicuramente alla seconda categoria.