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Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica

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Io però andrei più cauto con il titolo: forse è più appropriato limitarlo alla popolazione di riferimento, ovvero i candidati all'immatricolazione.

Io, ma già si dovrebbe essere capito, andrei più cauto su tutto.

Sul punto a cui ti riferisci, ad esempio, leggiamo un'ipotesi che mi pare piuttosto debole:

Si presuppone che a tentare l'accesso sia la crema degli studenti italiani

Non vedo nessuna prova portata a supporto di tale ipotesi. Per quale motvio dovrebbe essere la crema degli studenti italiani a voler tentare l'accesso alle facoltà di medicina e chirurgia? A me pare, sempre aneddoticamente, che a provare a diventare medici siano più spesso i figli dei medici, o comunque di chi lavora in ambito sanitario, e non mi stupirei che questo fosse possibile provarlo anche non aneddoticamente, oppure persone provenienti da famiglie con basso livello di scolarizzazione, per le quali c'è un notevole incentivo familiare alla scelta di tale facoltà. In Sicilia, ma immagino con meno correlazione valga anche in altre parti del paese, aggiungerei poi anche tutti quelli che sognano di fare carriera politica e non hanno una propria clientela familiare su cui basare le proprie ambizioni.

Io se volessi valutare la crema degli studenti itailani in matematica, probabilmente andrei a guardare le conoscenze e le capacità degli iscritti in matematica, fisica ed ingegneria.

Sulla crema

Stefano 27/9/2011 - 15:25

A proposito della "crema degli studenti italiani", se posso portare la mia esperienza, purtroppo un 100 alla maturità non è una garanzia di eccellenza.

Negli ultimi anni ho fatto parte delle commissioni di maturità in licei classici e scientifici (Italia centrale). Nella mia esperienza, la maggior parte dei 100 assegnati alla maturità sono assolutamente inverosimili: c'è dentro una piccola minoranza di studenti davvero eccellenti e una maggioranza di studenti semplicemente buoni. Di solito va a finire più o meno così

Per chi ha una media inferiore all'otto, di solito si finisce con una correlazione sensata (sensata perchè c'è isomorfismo tra le tabelle di valutazione della maturità e quelle usate nel corso dell'anno scolastico) tra la media dell'ultimo anno e voto finale. In questi casi le prove di maturità vengono valutate con onestà e ragionevolezza. Superata la media dell'8, moltissimi insegnanti (interni o esterni non fa differenza) cominciano a spingere il più possibile verso il cento: nella valutazione delle prove si regala un punticino qua, uno là, fioccano i 15/15 e i 30/30 anche per prove appena buone (e a studenti cha raramente hanno visto un 9 nella loro carriera scolastica) eccetera.

Perchè lo fanno? Quando lo chiedo le risposte sono di questo tipo: "beh, ma dargli 96 o 97 sarebbe brutto"; "io sono dalla parte dello studente"; "merita 100 perchè ha sempre avuto la media dell'otto", o infine, la mia preferita: "beh, gli diamo un aiutino perchè vuole fare il test per medicina".

 

Negli ultimi anni ho fatto parte delle commissioni di maturità in licei classici e scientifici
...
Per chi ha una media inferiore all'otto, di solito si finisce con una correlazione sensata ... Superata la media dell'8 ... cominciano a spingere il più possibile verso il cento

Il fratello di un mio cognato ha fatto l'esame di maturità quest'anno. Aveva presentato domanda di iscrizione ad Oxford, per cui gli chiedevano minimo 85, ed altre università britanniche, per le quali gli chiedevano 80. Avvertiti i docenti, credo si tratti di un liceo scientifico, ad inizio dell'anno, gli è stato chiesto non di aiutare il ragazzo a prescindere dal merito, anzi, ma di far presente se si fossero presentate difficoltà a raggiungere tali vot finalii, nel qual caso si sarebbe tentato di fare qualcosa (i.e. invitarlo a studiare di più e meglio, prendere lezioni private, farsi interrogare più spesso, ..). Che io sappia nessun avvertimento durante l'anno scolastico, esame mi dicono più che decente, alla fine gli hanno dato 78. Se sai che il tuo alunno ha bisogno di almeno 80, e ti è stato chiesto di partecipare, non di aiutare immeritatamente, a far raggiungere quel voto, ed alla fine gli dai 78, secondo me non hai fatto bene il tuo lavoro, e non ci sono scuse, ed hai preso anche in giro il ragazzo e la sua famiglia. A quel punto era meglio dargli 60.

Ciliegina sulla torta, la scuola è in Calabria, il ragazzo ha dovuto ripiegare su una delle più quotate università italiane, un migliaio di chilometri a nord da casa, dove ha superato brillantemente le prove iniziali, per quello che contano.

 "beh, gli diamo un aiutino perchè vuole fare il test per medicina".

Aneddoticamente anche tu, confermi la mia impressione sulla crema.

Di solito va a finire più o meno così.

Posso chiedere qual è la fonte dei dati presentati nel grafico? A quale popolazione si riferiscono?

 

 

Posso chiedere qual è la fonte dei dati presentati nel grafico? A quale popolazione si riferiscono?

Chiedo scusa, avrei dovuto specificare: è un'approssimazione di una classe-tipo che ho costruito con i voti di 6 classi terminali di liceo (4 classico, 2 scientifico) in cui ho fatto il commissario alla maturità negli ultimi anni. Regione Umbria. Il grafico non pretende di avere un valore statistico. L'ho aggiunto solo per illustrare visivamente la tendenza all'appiattimento dei migliori verso il 100 che ho sempre visto. Mi rendo conto che è un campione piccolo, ma i numeri che vedo affissi alla fine delle sessioni di maturità e i racconti di colleghi mi fanno pensare che questa sia la norma, nella mia regione.

Grazie per la risposta. Ho chiesto perchè non è facile ottenere quel genere di dati amministrativi purtroppo. Sarebbe interessante analizzare la cosa su scala più larga.

Re: Sulla crema

Pietro 28/9/2011 - 10:56

bhe alla fine puoi avere ragione... ma quando mai si vedono voti che vanno da 1 a 10 durante l'anno?

a me davano al massimo 8 o 9, il 10 non esisteva proprio.

A mia memoria l'8 era già un voto rarissimo; tanto per dire, lo prendevi se facevi un compito perfetto...

Le eccellenze dovrebbero risultare essere pochissime. Se no che eccellenze sono? :^)

Comunque, negli ultimi anni i criteri di attribuzione dei voti sono cambiati: è vero che una quindicina di anni fa non si vedevano quasi mai dei 10 e raramente dei 9. Oggi si chiede agli insegnanti, giustamente, di usare tutta la scala. Il 10 corrisponderebbe ad una performance nella prova non solo perfetta, ma anche con elementi di originalità, approfondimento personale, o altri indizi di -appunto- eccellenza.

 è vero che una quindicina di anni fa non si vedevano quasi mai dei 10 e raramente dei 9. 

Io oltre 20 anni fa presi un 10 in storia al Liceo.

C'era un preside che riteneva una docente di storia inadeguata, per via di problemi fisici (era praticamente cieca), un giorno entra in classe, e pretende di presenziare e partecipare alle interrogazioni orali. Sfortuna sua volle che scelse me, che sugli argomenti di quel semestre e specialmente di quella interrogazione (Repubblica di Venezia durante il Rinascimento) mi ero letto una decina di libri l'estate precedente, perché ne avevo letto uno e mi aveva incuriosito. L'interrogazione fu impressionante, i miei compagni a bocca aperta, quando mi facevano una domanda non solo rispondevo a quella, ma alle venti possibili domande successive, facendo correlazioni economiche, sociali e culturali, citando autori, alla fine finì con il preside che mi voleva dare 10, e la professoressa che diceva che non me lo poteva dare, e continuava incredula a farmi domande, alla fine si impose il preside, e si dovette imporre con un ordine perentorio, e mi presi il mio 10 (ed il preside cambiò opinione sulla docente!).

Poi ne presi due all'esame di maturità un paio d'anni dopo, ma dai docenti esterni.

E infatti non si vede mai un giocatore prendere un 10 in pagella sulla Gazzetta.

Mi ricordo di una volta quando quei buffoni di Tuttosport appiopparono un dieci al pur grandissimo Zoff, giustificandolo con la totale assenza di errori nella partita in questione. Solo che dall'altra parte c'era tipo l'Ascoli, mica il Brasile di Pele e Garrincha...

Sul punto a cui ti riferisci, ad esempio, leggiamo un'ipotesi che mi pare piuttosto debole:

Si presuppone che a tentare l'accesso sia la crema degli studenti italiani

Non vedo nessuna prova portata a supporto di tale ipotesi.

Leggi il punto 4. delle premesse: oltre il 20% degli studenti si è diplomato con il massimo dei voti.

Io se volessi valutare la crema degli studenti itailani in matematica, probabilmente andrei a guardare le conoscenze e le capacità degli iscritti in matematica, fisica ed ingegneria.

Assolutamente, i migliori sono ad ingegneria, senza alcun dubbio (ovviamente scherzo).

Tornando seri: purtroppo per ingegneria non esistono testi di ingresso a livello nazionale che abbiano numeri anche lontanamente significativi (l'unico sarebbe ingegneria edile - architettura, ma ha numeri risibili). Che i migliori studenti con capacità in matematica e fisica si iscrivino ai corsi di laurea da te indicati è probabile: che quelli siano il meglio degli studenti italiani in senso assoluto è discutibile.

A scanso di ulteriori equivoci (vedo che molti commenti si sono concentrati su questo punto): ho scritto crema perché si intende che la quasi totalità degli studenti provengono da un liceo e abbiano voti alti. Ad ingegneria, ad esempio, c'è una bella percentuale di studenti che proviene dagli ITIS, che di solito (a torto o a ragione) non sono considerati il meglio dell'istruzione superiore in Italia. In uno dei primi anni di corso (attenzione: informazione aneddotica) venne fatta una statistica tra gli studenti del mio corso (ingegneria elettronica) dalla quale si scoprì che circa il 50% degli allievi provenivano da istituti tecnici o professionali.

Utlizzando questo tipo di indagine credo che una platea migliore non sia analizzabile.

Dobbiamo anche considerare che Medicina costa ed è lunga. Mooolto lunga.

Quindi una sorta di scrematura naturale, che seleziona chi è molto bravo, chi è molto motivato e chi è ricco, avviene.

 ho scritto crema perché si intende che la quasi totalità degli studenti provengono da un liceo e abbiano voti alti. Ad ingegneria, ad esempio, c'è una bella percentuale di studenti che proviene dagli ITIS, che di solito (a torto o a ragione) non sono considerati il meglio dell'istruzione superiore in Italia

Se ci limitiamo alla matematica, a torto direi!

Io ho fatto il classico, ed il primo anno di università ad ingegneria ero una mosca bianca, quasi tutti i colleghi con cui studiavo avevano fatto l'ITIS in varie città siciliane, e, come ci si potrebbe aspettare, non ce n'era uno meno bravo e capace di me in matematica. Sempre aneddoticamente quindi, io andrei a cercare la crema degli studenti di matematica all'uscita dalle superiori tra gli studenti dell'ITIS, non certo tra quelli che hanno frequentato i licei ...

Io ho fatto il classico, ed il primo anno di università ad ingegneria ero una mosca bianca, quasi tutti i colleghi con cui studiavo avevano fatto l'ITIS in varie città siciliane, e, come ci si potrebbe aspettare, non ce n'era uno meno bravo e capace di me in matematica. Sempre aneddoticamente quindi, io andrei a cercare la crema degli studenti di matematica all'uscita dalle superiori tra gli studenti dell'ITIS, non certo tra quelli che hanno frequentato i licei ...

Su questo punto con me sfondi una porta aperta: il liceo classico dà una preparazione veramente inadeguata alla matematica (almeno era così ai miei tempi, 13 anni fa). Infatti, io sconsiglio il liceo classico anche a chi vuole fare Medicina e Chirurgia.

Per il discorso "mosca bianca": in quello stesso sondaggio aneddotico risultarono 3 persone su 350 provenienti dal liceo classico (e due di sicuro abbandonarono).