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Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica

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Buongiorno a tutti, è il mio primo commento, vi seguo da un po' e siete molto istruttivi, sempre.

La mia storia in due righe : diploma scientifico 50/60 nel '94, laurea in ingegneria vecchio ordinamento (5 anni, ma ne ho impiegati molti di più) con 104/110. Insomma, non un cervellone ma nemmeno un troglodita. Passione smodata per la matematica, voto basso al liceo perchè mi hanno fatto odiare storia, italiano e filosofia (di cui mi sono riappropriato da "adulto", la letteratura come libertà).

Si presuppone che a tentare l'accesso sia la crema degli studenti italiani: gente che ha avuto voti di diploma alti o altissimi e che provengono dai licei.

Ai miei tempi c'era un test d'ingresso a Ingegneria (sempre la Federico II di Napoli), facoltativo, giusto per misurare le proprie capacità e orientarsi alla scelta; molto utile a mio avviso. Pur non essendo "crema", sono arrivato 15°; praticando l'understatement già da ragazzo, mi dicevo che questo risultato non valeva molto, in quanto chi già era convinto di iscriversi (perchè sicuro di sé, perchè supportato dalla famiglia, etc.), il test non lo ha fatto per nulla.

Ma, soprattutto, più del 40% degli studenti "napoletani" hanno totalizzato 0 o meno. Ecco, questo è un dato simbolico: 5 anni di elementari (almeno due delle domande possono essere risolte con la quinta elementare), 3 di medie, 5 di superiori per non sapere nulla, assolutamente nulla di matematica e fisica.

Dura realtà, ma sono dati e fatti, riscontrati da me durante gli anni del liceo.

Segnalerei anche un fenomeno inverso: compagni di università a Ingegneria bravissimi dal punto di vista tecnico ma con una povertà espressiva disarmante. Se il sistema dell'istruzione deve migliorare, non deve farlo a discapito dell'italiano.

Sembra urgente l’adozione di misure che mirino quanto meno ad attenuare l’ingiustizia sociale di questa realtà. Almeno dove i voti contano anche per le scelte di vita e professionali, come negli esami di stato finali.

Contrariamente al mio orientamento politico "sinistro", credo che i test obbligatori siano un'ottima cosa; lo andavo dicendo anche nel mio unico anno da rappresentante di corso di laurea, e mi sa che i miei compagni di lista non l'hanno presa molto bene ^_^

Per quel che riguarda il divario fra scuole del Nord e quelle del Sud posso raccontare un aneddoto: avevo una fidanzata calabrese...

Eh no, così non vale! Perchè qualcuno più su ha detto:

Gli aneddoti son traditori.

e quindi se non possono essere usati per "scagionare" il Sud, allora neanche per accusarlo; soltanto fatti e numeri, please, altrimenti ne ho anche io di aneddoti da raccontare: sono venuto a lavorare qui in Veneto e il primo shock l'ho avuto la prima volta che ho ascoltato qualche collega laureato usare il dialetto durante le riunioni...ma per favore!

Quindi atteniamoci ai fatti senza far degenerare il post in una sterile diatriba Nord/Sud; il problema è appunto migliorare il sistema e fare in modo che tutto il paese cresca.

Come si vede resta confermata l'evidenza di studenti del nord nettamente meglio preparati di quelli del sud.

La cosa che mi consola, stando ai dati, è che i miei nipoti, napoletani, vivono qui in Veneto e potranno avere un'istruzione migliore.

Buona giornata

Vincenzo