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UEFA, ¿por qué?

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Vorrei proporvi una riflessione su un tema collaterale.

Da molti anni a Radio24 il peraltro garbatissimo Gigi Garanzini (da sempre contrario alla moviola in campo) conduce (alternandosi con Carlo Genta) la bella trasmissione "A tempo di sport". Sul tema della moviola in campo l'ho stimolato in due occasioni (al telefono in onda e in un incontro pubblico sulle radio) ogni volta con scarso successo.  

Ieri sera l'ho sentito snocciolare in onda una classica argomentazione dei fautori della sua posizione che trovo particolarmente irritante dal punto di vista della logica.

La tesi, in soldoni, è la seguente: "Perché prendersela con gli arbitri, perché accanirsi contro i loro errori? Fatta salva la buona fede, in fondo gli arbitri sbagliano come sbagliano gli attaccanti, pensate agli errori di Eto'o nelle partite chiave contro Milan e Juventus". 

L'argomentazione è tanto assurda quanto frequente da sentire.

Il motivo è così evidente, da passare quasi per pedanti a spiegarla, lo faccio solo appunto per la frequenza con cui capita di sentirla: chi è sconta gli errori dei componenti di una squadra? Giustamente la squadra stessa: se Matri realizza l'occasione che ha ed Eto'o no, è giusto che la Juve batta l'Inter". L'errore dell'attaccante è totalmente internalizzato e influenza l'esito della partita in un senso coerente rispetto ai meriti dei suoi veri protagonisti: i giocatori.

L'errore dell'arbitro invece viene totalmente scontato sul campo da una (a caso) delle due squadre e influenza l'esito della partita in modo totalmente incoerente rispetto ai meriti dei protagonisti, creando due esternalità (una positiva per chi beneficia dell'errore e una negativa per chi ne viene danneggiato).

Ecco perché i vertici del calcio devono combattere con qualsiasi mezzo per ottenere una riduzione degli errori arbitrali e non fare nulla contro gli errori di portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti.

Ma tutti insieme dobbiamo combattere contro le fallacie della logica dei giornalisti sportivi.

 

"Perché prendersela con gli arbitri, perché accanirsi contro i loro errori? Fatta salva la buona fede, in fondo gli arbitri sbagliano come sbagliano gli attaccanti, pensate agli errori di Eto'o nelle partite chiave contro Milan e Juventus".

Ma come può sfuggire al buon Garanzini che l'Inter, se esistessero delle scarpe correttive che impediscano ad eto'o di sbagliare gol, le comprebbe immediatamente?

Io capisco che si possa discutere su come e quando utilizzare la tecnologia al fine di non snaturare il "ritmo" della partita, ma che non la si voglia utilizzare completamente la trovo una posizione molto naive.