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UEFA, ¿por qué?

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Premetto che sono un sostenitore dell'introduzione della moviola in campo perché nella discussione metacalcistica cui ti riferisci sto con quelli che considerano insensato, per soli motivi di principio, rinunciare all'ausilio di mezzi tecnici che potrebbero ridurre il numero di errate decisioni arbitrali. Spesso però la spiegazione che chi la pensa come me dà dell'opposizione di FIFA e UEFA all'introduzione della moviola è di tipo complottista, ovvero l'ipotesi per la quale l'arbitro in carne e ossa è più malleabile dall’alto. Nella realtà esiste una ragione molto più pratica ma che è, a mio parere, anche più realisticamente quella che davvero porta gli organismi internazionali a questo conservatorismo.
Un principio di ogni manifestazione sportiva è infatti che il regolamento sia lo stesso dall'inizio alla fine. Questo significa che difficilmente l'UEFA potrebbe accettare che, ad esempio, solo dagli ottavi di Champions in poi ci sia la moviola in campo. Rischierebbe di essere il viatico per la Superlega europea (un campionato disputato tra una dozzina di squadre BIG) che le federazioni minori cercano di scongiurare da anni. Diversamente però introdurre la moviola in tutta la Champions vorrebbe dire avere in tutti gli stadi di squadre che vi partecipano le stesse risorse tecnologiche: diverse angolazioni di ripresa, telecamere mobili per il fuorigioco, telecamere sui pali per la rilevazione dei gol. Tutte cose che al Bernabeu ci sono già ma che per lo stadio di Thorshavn rischiano di essere un onere insostenibile. Non a caso Platini, che da sempre è appoggiato dalle federazioni minori (non a caso gli europei si faranno in Polonia e Ucraina) è contrario alla moviola mentre ha introdotto i giudici di porta i cui costi sono sostenuti dall'UEFA e non dalle federazioni.
Tutto ciò premesso l'argomento di questo post erano le simulazioni e le simulazioni sono l'ambito in cui la moviola ci aiuta di meno. Non a caso sugli episodi di cui parla il post, pur avendoli visti e rivisti, non mi pare ci sia uniformità di vedute. Nella valutare la simulazione l’arbitro fa riferimento non solo alla vista ma all’udito, alla postura dei giocatori, alla reazione emotiva dei giocatori coinvolti, tutte cose su cui il mezzo tecnico ci aiuta poco.