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UEFA, ¿por qué?

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Una doverosa premessa è che non sono tifoso né simpatizzante del Barcelona e che, anzi, in gioventù fui merenghista (tifoso del Real Madrid). Lo dico perché il calcio è la palestra in cui tutti, ma proprio tutti, sfogano la propria voglia di partigianeria e la partigianeria si manifesta in tanti modi. Aggiungo che negli anni novanta ho anche fatto l’arbitro in Federazione per cinque anni quindi conosco bene le difficoltà del mestiere di arbitro.

Tu proponi tre (presunte) evidenze:

  1. Il Wall Street Journal pubblica un articolo in cui attacca il Barcelona: l’evidenza è in realtà che il giornalista che firma l’articolo, Jonathan Clegg, è un giornalista inglese che dirige la redazione sportiva londinese dell'edizione europea del giornale. Cercare di condizionare gli arbitri alla vigilia di match importanti è un malcostume diffuso in tutto il mondo (i giornali spagnoli fecero l’impossibile prima della semifinale con l’Inter dell’anno scorso). Il Regno Unito non fa certo eccezione. D’altronde nell’articolo le uniche evidenze portate sono scoperte dell’acqua calda: intanto  il fatto che al Barcelona mediamente siano fischiati meno falli rispetto alle altre squadre. Per chiarire: è cosa abbastanza normale per una squadra più tecnica degli avversari faccia meno ricorso a falli e a scorrettezze; succede ovunque, solo per chi non abbia mai seguito il calcio ciò può costituire una stranezza. La stessa cosa vale nel confronto con il Real: Mourinho pratica un gioco in cui il contatto fisico ha un ruolo fondamentale, non a caso anche quando allenava l’Italia le sue squadre finivano spesso in 10, non è strano che il Real subisca più ammonizioni o espulsioni del Barca quindi.
  2. Ho guardato e riguardato il fimato su Youtube e ti assicuro che, dal mio punto di vista, il contatto tra piede di Pepe e polpaccio di Alves è assolutamente solare e che, se fossi stato il commissario di campo ed un arbitro non avesse espulso un giocatore dopo un’entrata di questo genere, gli avrei dato un voto decisamente insufficiente. Dopodiché non escludo che il parastinchi abbia totalmente preservato Alves ed è probabile che il disperarsi a terra sia stato solo un modo per enfatizzare il fallo dell’avversario. Tuttavia stupirsi di ciò significa forse non aver mai visto un incontro, dico uno solo, del nostro Campionato, dove ogni contatto, anche molto ma molto più lieve di quello di Pepe comporta almeno 30 secondi di agonia a terra, l’intervento della barella e poi, dopo un paio di minuti persi e una sorsata d’acqua della borraccia, un rientro baldanzoso in campo.
  3. Sceneggiate dei giocatori del Barcelona: anche qui si tratta di esasperazioni di falli effettivamente subiti. Potrei raccogliere un filmato del genere in ogni giornata del Campionato italiano. Invocare la prova televisiva per chi esaspera un contatto effettivamente avvenuto intanto andrebbe fatto per tutti, non solo per il Barcelona e sicuramente il Barcelona non sarebbe la squadra più colpita, ma poi c’è un problema più generale. Ti renderai infatti conto quanto l’eventuale ammonizione di un giocatore per “eccesso di lamenti” esponga l’arbitro a polemiche infinite. Come fa l’arbitro a quantificare se davvero il giocatore si è fatto male o meno? Certo il tifoso in poltrona lo stabilisce perché un minuto dopo il presunto dolore atroce lo stesso giocatore sgambetta senza problemi, ma l’arbitro non può ammonire il giocatore un minuto dopo perché sgambetta, lo deve ammonire subito e quale possibilità diagnostica ha? E anche se ciò si potesse fare teoricamente a fine partite come farei a escludere con certezza che effettivamente la botta è stata molto dolorosa ma il giocatore si è ripreso molto rapidamente?

Tu dici di ritenere che il Barcelona sia il cocco dell’UEFA ma l’anno scorso, come già rilevato, il Barcelona fu pesantemente danneggiato dall’arbitro contro l’Inter (un gol dell’Inter in netto fuorigioco, due rigori solari non concessi e perfino l’annullamento al 92’ del gol decisivo per un dubbio fallo di mani). Ho l'impressione che purtroppo siamo alle solite: le polemiche vacue tra squadre grandi, mirate solo a mettere pressione sull’arbitro successivo finiscono solo per mascherare quello che è invece uno squilibrio di condizioni economiche tra squadre e squadre. Quando con tanta veemenza da parte del Real o della stampa inglese si perseguono argomentazioni così deboli mi viene sempre il dubbio che l’obiettivo sia in realtà nascosto. Il fatto che l’UEFA, con le sue regole sul “fair play” finanziario, cerchi di attaccare le grandi concentrazioni economiche e restituire al campo la contesa calcistica mi pare al contrario in realtà un’opera meritoria contro la quale però sicuramente molti grandi interessi sono al lavoro. Il fatto che, da una parte le squadre inglesi e dall’altra la squadra di Florentino Perez, non perdano occasione per attaccare i vertici UEFA è un fatto che solo una lettura un po’ più smaliziata potrebbe ricondurre a ben altro che ammonizioni ed espulsioni.

P.S. Chiudo con un’altra cosa che non c’entra nulla: due anni prima di trasformare il rigore citato nell’articolo, Platini giocò un’altra finale di Coppa dei Campioni che la Juve perse contro l’Amburgo 1-0. A cinque minuti dalla fine dell’incontro Platini superò il portiere tedesco Stein che lo abbrancò e trascinò a terra con placcaggio da rugby. Il fallo fu talmente evidente che perfino uno dei giornalisti più torinisti che si conoscano, Gianpaolo Ormezzano, ebbe a commentare l’episodio così: “Era un rigore sacro e santo che è di più di sacrosanto”… Come al solito quando si parla di calcio si racconta solo un pezzo della storia per far tornare i conti…

All'improvviso la ragionevolezza. Grazie, grazie, grazie!

P.S. Hai ragione anche su Stein vs. Platini ad Atene, ma sono cose che succedono e loro giocarono meglio. Te lo dico da platinista e bimbo juventino che quel 25 maggio 1983 passo' la notte a piangere. Mai sconfitta fu piu' bruciante. Per il resto io provo un misto di tristezza e commiserazione per chi parli di quella partita all'Heysel con i toni da bar sport normalmente dedicati alle partite normali. Il silenzio e' la sola scelta dignitosa, davvero.

Condivido pienamente sia il commento su Atene che sull'Heysel e ti linko il mio racconto della sera del 29 Maggio, giusto perché è sempre bene ricordarci di cosa stiamo parlando...

http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=457