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Champagne per tutti! E non serve nemmeno lo scontrino.

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Attenzione: in Italia per "accertamento" si intende una procedura precisa e formale, particolarmente per quanto riguarda l'opposizione o la richiesta in adesione che il contribuente può decidere di presentare. Sono le "verifiche" della GdF ad essere randomizzate, o condotte secondo parametri diciamo così indiziari.

La circolare riporta:

"Se un accertamento non ha solido fondamento, non va fatto e se da una verifica non emergono fatti o elementi concreti da contestare, non è corretto cercare a ogni costo pseudoinfrazioni formali da sanzionare solo per evitare che la verifica stessa sembri essersi chiusa negativamente."

Per come interpreto io la circolare, Befera dice: se a seguito di una verifica appare tutto a posto, non bisogna accanirsi nel cercare il cavillo che consenta di avviare un accertamento. Mi pare quindi che la circolare non si riferisca alla decisione sul fare o meno la verifica, ma piuttosto alla decisione, visti gli esiti di questa, se protrarre nel tempo l'attività ispettiva della GdF e se avviare un accertamento o chiudere lì. Ciò secondo me implica che i punti #1 e #2 spiegati nell'articolo rimangano validi, mentre l'obiezione al punto #3 non sia applicabile. La randomizzazione delle verifiche rimane sacrosanta, è il livello-soglia minimo di irregolarità apparente riscontrata per chiudere la verifica con un "nulla di fatto" che verrebbe elevato dall'applicazione della circolare.

Attenzione: in Italia per "accertamento" si intende una procedura precisa e formale, particolarmente per quanto riguarda l'opposizione o la richiesta in adesione che il contribuente può decidere di presentare. Sono le "verifiche" della GdF ad essere randomizzate, o condotte secondo parametri diciamo così indiziari.

Esatto. Forse sarebbe anche il caso di ricordare che gli accertamenti in Italia sono spesso esecutivi, con tutto quel che ne consegue quando gli accertamenti sono "fatti a cavolo" (do we remember cartelle pazze? Un esempio, fa i tanti). Se per davvero Tremonti si fosse impegnato ad evitare che alle persone vengano confiscate le auto a causa di errori dell'Agenzia delle Entrate, avrebbe fatto una cosa sacrosanta. Come altri hanno sottolineato, purtroppo, è solo vuota propaganda pre-elettorale.

Occhio che contribuenti.it e' molto meno autorevole di Topolino.

PS: il primo link e' bacato.

Attenzione: in Italia per "accertamento" si intende una procedura precisa e formale, particolarmente per quanto riguarda l'opposizione o la richiesta in adesione che il contribuente può decidere di presentare. Sono le "verifiche" della GdF ad essere randomizzate, o condotte secondo parametri diciamo così indiziari.

Esattamente.

Attenzione Autori, perchè con questo articolo state prendendo un granchio colossale: gli "accertamenti" non sono i controlli, ma - in buona sostanza - i procedimenti amministrativi con i quali viene rilevato, verbalizzato e sanzionato qualche illecito.

Praticamente, se mi si concede il paragone, c'è la stessa differenza tra un poliziotto che ferma una macchina per strada (controllo) e lo stesso poliziotto che affibbia qualche multa al medesimo automobilista dopo aver riscontrato irregolarità (è questo l'accertamento!).

Pertanto la frase:

"Se un accertamento non ha solido fondamento, non va fatto"

è assolutamente sacrosanta, a meno che non piacciano verbali elevati senza valide ragioni, cioè ingiustificati. A voi piace ricevere una multa per eccesso di velocità se avete rispettato i limiti? A me no. I controlli non c'entrano assolutamente niente: rimanendo nell'ottica del paragone, Befera non sta dicendo di non usare gli autovelox a piacimento, ma (dopo) di comminare sanzioni solo se si è effettivamente rilevato un eccesso di velocità. Cioè, in altre parole, di non multare anche chi rispettava i limiti pur di giustificare l'utilizzo dell'autovelox.

I problemi in merito a questa vicenda sono altri:

1) che ci sia bisogno di emanare circolari per ricordare queste cose. Da ciò si evince che non sono poi così rari comportamenti in cui gli accertamenti vengono fatti senza validi motivi, cosa particolarmente odiosa ed incivile in quanto "fondata" sulla posizione di forza dello stato nei confronti dei cittadini.

2) che queste cose le dicano adesso perchè ci sono le elezioni: sono - putroppo - scarsamente credibili.

Grazie Diego, Piero, e kasparek.  Si, se le definizioni sono queste allora abbiamo fatto confusione tra controlli e accertamenti. Me ne scuso.

Ma data questa definizione di accertamento non si capisce come sia possibile un accertamento senza solido fondamento! Dice infatti il documento:

L’avviso di accertamento deve essere sempre motivato, a pena di nullità

Lo strumento quindi gia' c'e'. Perche' dire "non fate l'accertamento" piuttosto che "ti sanziono se mi fai emettere un avviso di accertamento nullo?"

Restano comunque in piedi tutti e tre gli effetti, anche il #1: la possibilita' di non poter procedere con un accertamento anche se il fondamento e' qualcosa meno che "solido" (qualunque cosa questi significhi) indebolisce, ex-ante, gli incentivi a fare un controllo.

Infine:

Se per davvero Tremonti si fosse impegnato ad evitare che alle persone vengano confiscate le auto a causa di errori dell'Agenzia delle Entrate, avrebbe fatto una cosa sacrosanta. Come altri hanno sottolineato

Su questo non c'e' alcun dubbio (dal mio punto di vista questo fa parte di "abusi" e "vessazioni" da parte del fisco). Ma stiamo gia' parlando di un'altra questione. Invece di fare i proclami e le omelie sull'etica del controllore del fisco dovrebbero rimuovere questi scempi da stato di polizia fiscale.

la possibilita' di non poter procedere con un accertamento anche se il fondamento e' qualcosa meno che "solido" (qualunque cosa questi significhi) indebolisce, ex-ante, gli incentivi a fare un controllo.

Il problema è che qui soggetti diversi hanno incentivi diversi (come dire che a monte degli incentivi che giustamente tu discuti c'è tutta una cascata di problemi di agenzia or "political economy"):

a) la Guardia di Finanza ha interesse ad "accertare" il più possibile così poi si possono fare dichiarazioni roboanti ai giornali su quanta evasione è stata recuperata (malcostume già evidenziato in questo sito, da Lusiani se ricordo bene, ma potrei sbagliare). Purtroppo (o per fortuna) quando poi si va in commissione tributaria solo una piccola parte dell'accertato diventa effettivamente un incasso per lo stato; questo perché la commissione spesso rileva che l'accertamento era illegittimo o peggio. Nel frattempo però il contribuente onesto ha dovuto assumere un commercialista per dimostrare che è effettivamente onesto e si tratta della solita cavolata dell'Agenzia delle Entrate (e il commercialista l'ha anche dovuto assumere in fretta, perché col titolo esecutivo se uno non paga subito, partono gli ufficiali giudiziari, senza neppure passare dal Via, e ti portano via la macchina o ti ipotecano la casa).

b) il ministro ha incentivi contrastanti: da un lato vuole incassare (per cui vorrebbe che la guardia di finanza si concentrasse solo sui casi in cui c'è speranza per lo stato di vincere in commissione tributaria) dall'altro gli fa comodo che l'agenzia delle entrate faccia ca... pasticci, così il suo ex-studio può lucrare su costose consulenze. Ergo in fondo gli conviene non fare nulla ma siamo in campagna elettorale e una finta promessa a contribuenti esasperati può sempre aiutare.

c) ai commercialisti (entro certi limiti) e ai sindacati / associazioni artigiane / di piccoli impenditori / di commerciani, fa comodo che l'amministrazione non sia efficace in modo da creare lavoro per i commercialisti stessi e per i CAF che alle varie associazioni fanno riferimento.

d) le grandi imprese hanno interesse a che il sistema sia burocratico e vessatorio perché questo in realtà facilita l'elusione: un apparato fortemente burocratizzato si focalizza su dettagli formalistici e non di sostanza, per cui chi può permettersi una consulenza seria (esempio) riesce a farla sotto il naso all'agenzia delle entrate.

Morale: beh, qui tutti sono abbastanza intelligenti da trovarsela da soli.

Giulio, perdonami se insisto su questo punto:

Restano comunque in piedi tutti e tre gli effetti, anche il #1: la possibilita' di non poter procedere con un accertamento anche se il fondamento e' qualcosa meno che "solido" (qualunque cosa questi significhi) indebolisce, ex-ante, gli incentivi a fare un controllo.

Condivido l'idea che la circolare possa disincentivare l'effort nell'eseguire le verifiche. Ma non vedo come possa disincentivare, nel senso di ridurre in numero, le verifiche randomizzate (il vostro punto #3).

Se interpretata come ho scritto sopra, e se effettivamente foriera di un qualche effetto, la circolare produrrà meno accertamenti a parità di controlli. Date le risorse disponibili al controllore, che sono fisse e stabilite altrove (dalla politica), quali usi di risorse alternativi ai controlli random sono a sua disposizione che possano meglio identificare atti di evasione? È vero, ci sono gli accertamenti basati su parametri (incluso il "redditometro"), ma anche quelli saranno avviati solo se hanno "solido fondamento". In altre parole, gli incentivi ex ante verrebbero ridotti allo stesso modo per tutti gli strumenti di verifica che possono avviare una procedura di accertamento.

In pratica, a me sembra, al controllore non rimane che continuare a fare ispezioni a campione con la stessa intensità, ottenendo un minor numero di falsi positivi, che è l'obiettivo dichiarato della circolare di Befera, ed anche un minor numero di veri positivi che è la conseguenza del combinato dei vostri effetti #1 e #2.

Con tutti i caveat del caso, riesco perfino a vedere un' interpretazione sensata della circolare:

Se l' accertamento richiede molte piu risorse della verifica, evitare di accanirsi su infrazioni irrisorie puo' portare ad un maggior numero di verifiche.

Detto questo, credo anche io si tratti solo di pubblicita' elettorale.

Se l' accertamento richiede molte piu risorse della verifica, evitare di accanirsi su infrazioni irrisorie puo' portare ad un maggior numero di verifiche.

Questo e' vero, ma l'obiettivo non e' fare piu' verifiche bensi' recuperare piu' imponibile evaso. Queste due cose sono correlate (nel senso che piu' verifiche fanno recuperare piu' gettito) sia perche' controllando di piu' trovo piu' evasori sia perche' piu' controlli costituiscono un deterrente piu' forte all'evasione.

Ma da quello che capisco (soprattutto dal modo in cui viene scovata l'evasione totale) infrazioni irrisorie ex-ante (dopo il controllo e prima dell'accertamento, cioe') spesso nascondo infrazioni corpose ex-post. Questo e' infatti esattamente quello che un astuto evasore fa: riesce a evadere un sacco lasciando nessuna o poca traccia.

Insomma, bisognerebbe avere dati sulle distribuzioni del gettito recuperato da accertamenti con e senza "solido fondamento".

Scusami, Diego, avevo letto di fretta il tuo primo commento: ho scritto pensando che secondo te #1 non ci sarebbe stato.

Concordo. Dato che il controllo e' uno dei pre-requisiti per un accertamento, controllo random non va contro la circolare.

Ma data questa definizione di accertamento non si capisce come sia possibile un accertamento senza solido fondamento! Dice infatti il documento:

L’avviso di accertamento deve essere sempre motivato, a pena di nullità

Lo strumento quindi gia' c'e'. Perche' dire "non fate l'accertamento" piuttosto che "ti sanziono se mi fai emettere un avviso di accertamento nullo?"

I problemi sono:

1) che i casi di nullità indicati nel link riguardano questioni formali e non sostanziali, che credo siano quelle oggetto di questa discussione.

2) più importante: la nullità non è "automatica", ma occorre fare ricorso per vederla riconosciuta. E sappiamo che i ricorsi costano tempo, soldi (molti, in quanto per queste cose occorre appoggiarsi a professionisti - senza considerare che con le ultime tremontiane innovazioni (solve et repete) gli accertamenti sono immediatamente esecutivi ed il pagamento NON viene sempre sospeso anche in caso di ricorso). Pertanto, chi si ritrova di fronte ad un accertamento "immotivato", spesso e volentieri paga perchè fare ricorso gli costa di più, ed anche se conviene farlo questo è comunque dispendioso. Vedersi affibbiati verbali infondati e magari sentirsi dire "se non le sta bene faccia ricorso" (magari dovendo intanto comunque pagare, per poi eventualmente riavere i soldi indietro chissà quando) non corrisponde alla mia idea di correttezza.

Insomma, io nel complesso continuo a non vedere il problema: si dice solamente ai funzionari interessati di non elevare verbali a casaccio ma solo quando sussistono i solidi presupposti, che è esattamente ciò che mi aspetto da ogni pubblico ufficiale (dal vigile urbano al finanziere) in un paese civile.

E francamente plaudo anche alle possibili sanzioni per chi non si comporta con tale correttezza.

C'è da preoccuparsi, per me, del fatto che ciò non sia così scontato: putroppo si sentono tante storie di "angherie" indegne di un paese civile, magari fomentate/giustificate dalla caccia alle streghe chiamata "lotta all'evasione" (con innovazioni come solve et repete, inversione dell'onere della prova, ecc.).