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L'unità e la dis-unità d'Italia. Dialogo. (I)

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Tommaso, il problema del metodo è complicato, molto. A volte qui se ne discute, ma è uno di quei temi su cui occorre andare molto cauti.

In generale, raccomando vivamente di non perdere tempo a leggere "filosofia della scienza", specialmente nella sua versione italiota, che è demenziale. Trattasi, come diceva il grande Feynman, o di filosofi o di scienziati falliti che, pur non avendo mai fatto ricerca per davvero, passano il tempo a speigarci come dovrebbe essere fatta. Aria fritta. Se proprio vuoi divertirti, leggi Feyerabend ... almeno lui non si prende troppo sul serio.

Infine, gli economisti studiano problemi sociali, ossia il comportamento umano nelle sue relazioni con la natura e gli altri uomini. Il nostro metodo [che è banalissimo: individualismo metodologico e vincoli materiali, ossia l'assioma secondo cui gli esseri umani "decidono" o "pensano di decidere" le proprie azioni e lo fanno perseguendo un fine individuale di tipo "egoistico", ossia che cercano di ottimizzare delle soddisfazioni la cui origine è esogena ad essi, per gran parte e che fanno questo tenendo conto dei vincoli materiali che la natura ed il mondo "esterno all'individuo" impone a tale azioni] è oramai IL metodo di tutte le scienze sociali. Differiscono le applicazioni, i dati usati, le ipotesi ancillari, ma il metodo mi sembra, giustamente, estendersi sempre di più a tutte le scienze che si occupano dell'uomo nelle sue relazioni con la natura e con gli altri uomini.

P.S. Coloro ai quali la mia ultima apodittica affermazione non è gradita o sembra sbagliata o presuntuosa non hanno evidentemente inteso il metodo delle scienze sociali in generale e quello dell'economia in generale ... :-)

P.P.S. Per i nerds, Foundations of Social Theory di James Coleman (un sociologo, non un economista) potrebbe essere una lettura da consigliare, ma diventa così ripetitivo e noioso dopo un po' che neanche io da giovane son riuscito a finirlo!

Stavo rispondendo stamattina ma poi ho perso il ritmo e mi si e' cancellato il commento. Ma avrei detto le stesse cose di Michele. E avrei anche io citato Feynman - ma per dire che il luo libretto/conferenza sulle leggi in fisica e' un capolavoro. Avrei anche detto di non leggere Hausman, che e' il piu' serio degli epistemologi dell'economia di professione, ma non ha alcuna comprensione di cosa sia l'economia (crede che sia General equilibrium theory - conosce nulla del lavoro empirico e del lavoro econometrico).

Infine, poco modestamente avrei consigliato la lettura del Cap. 1 delle mie note uncdergraduate, qui.

 

 

Feynman - [...] il suo libretto/conferenza sulle leggi in fisica e' un capolavoro

Credo sia:

Feynman: The Character of Physical Law (1964)

E' anche disponibile in pdf.

Suo avevo letto "il senso delle cose" che mi era piaciuto molto, ma in casa dovrei avere anche qualcos'altro, mi metto subito alla ricerca :)

Bello! Posso stamparmelo e provare a studiarmelo? Se mai ci riuscirò, temo.

Se è un problema tanto complicato vorrà dire che mi accontenterò di thread come questo che, pur non fermandosi esplicitamente sull'argomento mi aiutano a capire come si fa ricerca seriamente, è un pò come apprendere a bottega e spero siano sempre più frequenti :)

P.S.: Guala mi ero illuso che avesse fatto ricerca economica dato che ha preso un PhD alla LSE, riguardando mi sono accorto che anche lì ha studiato filosofia.

Davvero e' una perdita di tempo. Anch'io avevo questi dubbi alla tua eta' e il mio relatore mi disse le stesse cose che ti stiamo dicendo noi, e aveva ragione. Poi se davvero ti piace la disciplina, col tempo capirai meglio, dopo averla imparata. Leggiti le note di alberto, piu' che sufficienti. 

Aggiungerei a quanto detto michele che l'individualismo metodologico poi non e' un'approccio piu' di tanto controverso, in un certo senso e' una tautologia. Non ho capito mai chi si scandalizza.