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L'unità e la dis-unità d'Italia. Dialogo. (I)

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Respingo l'accusa di abuso del linguaggio scientifico: c'erano le virgolette :-)

Tu come molti altri dai secondo me un'importanza eccessiva al singolo dato del PIL pro-capite

In realtà è il contrario: sei tu che usi l'aumento di questo valore come prova di un pre esistente capitale sociale. Invece io dico che non basta il suo aumento, altrimenti il suo basso valore precedente  indicherebbe il contrario.

Devo convincermi che, essendo scienze sociali, non posso pretendere dimostrazioni matematiche; comunque, al riguardo del capitale sociale, mi sembrano molto più pertinenti ed interessanti i dati di Emanuele Felice che hai postato. Questi effettivamente "provano"qualcosa e iniziano a spiegare gli sviluppi seguenti.

Ultima cosa, chiedi misure del capitale sociale al tempo dell'unificazione. Se le trovo le posto

Se riuscissi ti sarei grato, perchè è un argomento che mi interessa molto (ancora di più le differenze di capitale sociale tra stati europei). Se mi spieghi dove cercarli, oltre ad esserti grato, non ti rompo più le scatole :-)

Ultima cosa, chiedi misure del capitale sociale al tempo dell'unificazione. Se le trovo le posto

Se riuscissi ti sarei grato, perchè è un argomento che mi interessa molto (ancora di più le differenze di capitale sociale tra stati europei). Se mi spieghi dove cercarli, oltre ad esserti grato, non ti rompo più le scatole :-)

Non e' esattamente capitale sociale, ma piuttosto capitale umano, comunque i dati sull'alfabetizzazione dal censimento del 1871 li ho pubblicati, si trovano con Google, ed e' ragionevole pensare che il Veneto fosse significativamente piu' alfabetizzato della media italiana anche prima dell'unificazione.

R.Putnam ha un solo indicatore che risale a prima dell'unificazione: le associazioni locali fondate prima del 1860, che ricava da un censimento del 1892. Tuttavia non riporta i dati per questo indicatore.  Putnam documenta quantitativamente che questo indicatore e' correlato con altri indicatori "civici", e mostra graficamente l'indicatore sintetico "civic traditions in the Italian regions (1860-1920)" da cui si vede che il Veneto ha tradizioni civiche superiori alla media italiana.  In maniera piuttosto indiretta posso dedurre che probabilmente anche l'indicatore "associazioni locali fondate prima del 1860" ha valori sopra la media per il Veneto.

Riguardo la stabilita' e la continuita' delle tradizioni civiche regionali R.Putnam scrive quanto segue:

MEASURING THE DURABILITY OF CIVIC TRADITIONS

[...]
Even a cursory comparison of Figure 5.2 with Figure 4.4 attests to the
astonishing constancy of regional traditions of civic involvement through
more than a century of vast social change. A more convenient way of
visualizing this continuity is provided in Figure 5.3, which arrays the
almost perfect correlation between our Civic Community Index for the
1970s and 1980s and our comparable measure of civic involvement a
century earlier.^131 Despite the massive waves of migration, economic
change, and social upheaval that have swept along the peninsula in the
intervening decades, contemporary civic norms and practices recapitulate
regional traditions that were well established long ago.^132
[...]
Where Italians a century ago were most actively engaged in new forms
of social solidarity and civic mobilization, exactly there Italians today are
the most thoroughly civic in their political and social life. And in these
very regions public life was distinctively civic nearly a millennium ago,
with an equally impressive flowering of community life, including tower
societies, guilds, neighborhood associations, and other forms of civic en-
gagement. The absence of adequate statistical records prevents us from
demonstrating this longer continuity with the same quantitative precision
that is possible for the more recent period, although Figure 5.1, Figure
5.2, and Figure 4.4 provide glimpses of this continuity in c. 1300, c.
1900, and c. 1970.
[...]
How important are these deep traditions of civic life for institutional
performance today? Figure 5.4 presents the correlation between institu-
tional performance in the 1980s and civic traditions in 1860-1920. The
pattern is stark: One could have predicted the success or failure of re-
gional government in Italy in the 1980s with extraordinary accuracy from
patterns of civic engagement nearly a century earlier.^133

Dalla stabilita' degli indicatori di tradizione civica sottolineata da R.Putnam, ritengo sia ragionevole estrapolare agli anni precedenti all'unificazione anche gli indicatori di capitale sociale misurati nei decenni successivi all'unificazione. Diversamente dagli indicatori civici, la ricchezza invece ha piu' variazioni storiche, R.Putnam scrive:

civic differences between the North and South over this millennium appear to have been more stable than economic differences.

Secondo R.Putnam le differenze civiche diventano predittive quando il resto (per esempio le istituzioni formali dello Stato unitario) diventa uguale o simile per le regioni considerate.

Ho fatto poi una ricerca con Google, cercando per es. "social capital" "economic growth" "economic performance", poi in qualche caso seguendo le referenze. Ho trovato un articolo di G.Tabellini che riporta altri dati utili a comprendere la situazione del Veneto prima dell'unificazione.

Culture and institutions: economic development in the regions of Europe∗
by Guido Tabellini (IGIER, Bocconi University)
ftp://ftp.igier.uni-bocconi.it/wp/2005/292.pdf

G.Tabellini trova che analizzando la storia e l'economia delle regioni europee c'e' una certa evidenza a favore di alcune tesi:

La storia anche remota e' un importante elemento predittivo dello sviluppo economico odierno (distant history appears to be an important determinant of current economic performance)

Istituzioni locali della storia passata sono importanti elementi predittivi anche nel descrivere il diverso sviluppo economico di regioni appartenenti ad uno stesso Stato (early political institutions emerge as an important determinant of current economic performance also in regional comparisons, and when controlling for national political institutions).

Le variabili storiche scelte da Tabellini per misurare la qualita' delle istituzioni locali sono correlate con le misure di cultura locale come fiducia e rispetto negli altri, fiducia nella propria auto-determinazione (the same historical variables are also correlated with measures of regional culture, such as trust and respect for others, and confidence in individual self-determination).

Questa tabella riporta le stime della qualita' delle istituzioni locali delle regioni italiane dal 1600 al 1850, quindi prima dell'unificazione italiana.  Il Veneto risulta avere un'eredita' storica migliore di tutte le regioni italiane eccetto la Liguria, grazie alle istituzioni della Serenissima (mentre le istituzioni asburgiche, non democratiche, vengono valutate al livello delle Due Sicilie). Ricordo che queste misure sono correlate nel lavoro di Tabellini con gli indicatori di capitale sociale, come ho scritto sopra.

Table 6 Constraints on the Executive (1600-1850) and first principal component

Regione                  1600  1700  1750  1800  1850       PC

LIGURIA                     5     5     5     2     3    2.049
TRI-VENETO                  5     5     5     1     1    1.420
LOMBARDIA                   3     3     2     2     1   -0.370
EMILIA-ROMAGNA              2     2     2     2     1   -0.994
PIEMONTE-VALLLE D'AOSTA     2     2     1     1     3   -1.061
TOSCANA                     2     2     1     1     1   -1.469
UMBRIA - MARCHE             1     1     1     1     1   -2.093
LAZIO                       1     1     1     1     1   -2.093
CAMPANIA                    1     1     1     1     1   -2.093
ABRUZZI-MOLISE-BASILICATA   1     1     1     1     1   -2.093
PUGLIA                      1     1     1     1     1   -2.093
CALABRIA                    1     1     1     1     1   -2.093
SICILIA-SARDEGNA            1     1     1     1     1   -2.093

L'articolo di Tabellini e' in generale interessante e ha delle tesi finali che non solo condivido assolutamente ma che in parte ho anche gia' espresso.

[...] if confirmed by future research, these findings suggest that the low labor productivity of economically backward regions will not go away soon. They also suggests that income transfers and public investment are not a solution, because they don’t address the source of the problem. Instead, economically and culturally poor regions are likely to benefit from investments in education, from cheap sources of finance (to facilitate the emergence of local entrepreuneurs), and from decentralization of administrative and political powers (to stimulate the accumulation of social capital). Finally, these findings reinforce the simple but often neglected idea that regions with lower productivity ought to pay lower real wages. A single national wage would concentrate unemployment in the poor regions (as it happened in Southern Italy and East Germany), self perpetuating the adverse cultural features that might be at the root of the low labor productivity in these regions.