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L'unità e la dis-unità d'Italia. Dialogo. (I)

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ma non mandarono maestri e funzionari.

mah... e i famosi prefetti? d'altra parte mandare maestri e funzionari senza cambiare i meccanismi di governo locale è inutile.

Seguendo il dibattito sul Veneto ho trovato un dettaglio significativo (sempre ne Il Veneto nella storia delle regioni Einaudi): un deputato veneto (e pure conservatore) condannava, negli anni '80 del 19. secolo, in piena epidemia di pellagra, la prassi dei comuni che non rinnovavano la condotta dopo i tre anni di prova al medico condotto se questo si azzardava a sostenere che la pellagra era causata dall'alimentazione e quindi dai bassi salari. Se maestri, medici condotti ecc. erano alla mercé delle oligarchie locali (vedi tutta la letteratura socialista sulle maestre comunali apostole dell'alfabetizzazione vessate dai sindaci reazionari), hai in bel trasferire fisicamente capitale umano.

 


Salvatore, non per difendere gli indifendibili piemontesi, ma il capitale umano da fuori tipicamente genera rivolte culturali, tipo rivolte anti-colonialiste. Senza domanda interna per capitale umano mi par che offrirlo da fuori non possa essere soluzione.

Per chiarire, io non ce l'ho affatto coi Piemontesi.  L'annessione del Sud non l'avevano neanche in programma. L'ordine pubblico era un macello, e dovettero mandare soldati. Non c'erano strade, e pensarono di far ferrovie. Non avevano i mezzi per fare di più, e per giunta avevano  problemi di budget e improbabili ambizioni coloniali che portavano tasse. Per inciso, parlare di 'responsabilità dei deputati meridionali' in questo contesto è fuorviante: semplicemente non c'erano idee migliori in giro. Fu per primo Pareto non prima del 1890, dal suo esilio in Svizzera, a tuonare (lo stile era molto alla Boldrin) che la smettessero con ferrovie e missioni in Africa e cominciassero a educare il popolo ignorante. 

Sul fatto che 

il capitale umano da fuori tipicamente genera rivolte culturali, tipo rivolte anti-colonialiste

ho qualche dubbio, specialmente quando si parla di personale che migliora servizi essenziali alla popolazione, da salute e istruzione a uffici pubblici che si possano definire tali. 

Salvatore io personalmente ho re-imparato la lezione (che mi ero auto-impartito) lasciar stare sui motivi storici della diseguaglianza Nord-Sud.

Non sono d'accordo gli storici, come possiamo arrivarci noi ? Ritorno all'unica cosa misurabile e certa: esiste.

E' colpa dei piemontesi, di Crispi, di Cavour, dei meridionali che sono genericamente inferiori, o culturalmente inadatti, o disadattati, o hanno elites di merda (quello continua ancora oggi), o quello che ognuno preferisce e/o argomenta, con maggiore o minore capacità, con più o meno dati, con più o meno interpretazioni logiche mi sembra tempo perso, perchè non ho la capacità di stabilire una gerarchia fra le varie voci.

Ritorno al mio modo di vedere: as is.

ma l'età comunale finisce intorno al Quattrocento, poi nascono gli stati territoriali e le signorie che liquidano la dialettica delle istituzioni comunali da cui dipendevano anche le tradizioni civiche, come fanno a sopravvivere sotto traccia per quattro secoli?

Ma come fai a ritenere che lo spirito civico non possa sopravvivere sottotraccia per quattro secoli, se qui succedono le stesse cose che succedevano cent'anni fa...

vedi tutta la letteratura socialista sulle maestre comunali apostole dell'alfabetizzazione vessate dai sindaci reazionari

http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Rigore_Morale_e_Solidariet%C3%A0

P.s. Ho corretto. Grazie a Brusco qui sotto.

Ma come fai a ritenere che lo spirito civico non possa sopravvivere sottotraccia per quattro secoli, se qui succedono le stesse cose che succedevano cent'anni fa...

 

perché sono empirico e materialista. Le idee esistono se ci sono meccanismi e sitituzioni che le conservano e le trasmettono, e che incentivano (o no) a comportarsi in un certo modo. A parte che "spirito civico" e "capitale sociale" sono termini molto vaghi. I Comuni hanno reinventato da capo le istituzioni urbane, l'assemblea poplare, le magistrature che si occupano di urbanistica, sanità, annona (lo dice Mumford ne La città e la storia); la militanza politica, sociale e religiosa dei vari ceti crea legami, forme associative e valori... ma l'età comunale è anche una di scarsa certezza del diritto (com'era il detto "legge fiorentina dura da sera a mattina"), di scontri violenti (dai Ciompi a Romeo e Giulietta), di spirto di parte acceso. Non esattamente quello di cui si parla oggi in termine di coesione sociale.