Titolo

L'unità e la dis-unità d'Italia. Dialogo. (I)

5 commenti (espandi tutti)

Boldrin, ovviamente io non posso sapere quanto i lettori di nFA ti invadano la tua posta elettronica, ma per una volta che il thread va che e' una bellezza, nel senso che nessuno dice parolacce, la discussione e' interessante...perche' ci devi creare l'invettiva per forza? Con tutto rispetto, ma una parte dei famigerati dati non viene anche "confrontata" sul campo dalla viva voce, dai racconti, dalle esperienze personali, dai ricordi di famiglia? Scusa se sono troppo elementare, ma ho riletto tutti i post e secondo me questa volta non e' proprio cosi' come tu la vedi...per una volta tanto i lettori sembrano disciplinati e i vari apporti interessanti, tanto che il professor Federico risponde e approfondisce...insomma noi poveri mortali dobbiamo sentirci sempre sotto esame ed a scuola? Mi sembra che questa volta hai esagerato un po'. Scusami se mi permetto di criticarti, lo faccio solo per riguardo alla forma del post, mi guardo bene dal criticarne il contenuto.

Cara Giuliana

forse non ti rendi conto, ma scrivere

Con tutto rispetto, ma una parte dei famigerati dati non viene anche "confrontata" sul campo dalla viva voce, dai racconti, dalle esperienze personali, dai ricordi di famiglia?

è un insulto. Le stime che ti ho citato sono il frutto di almeno tre-quattro anni di lavoro collettivo sul tema, più anni di addestramento precedente. E' il nostro lavoro per cui siamo, in misura diversa, pagati dallo stato. Perchè diavolo dovremmo confrontare i nostri risultati con racconti o esperienze o ricordi di famiglia del tutto casuali e non verificati? Se qualcuno non crede ai risultati, rifaccia stime analoghe (e migliori), o trovi un errore nella logica economica. Questo è il metodo scientifico e tutto sommato la storia economica è una disciplina scientifica, con tutti i suoi limiti

Saluti

 

 

"forse non ti rendi conto (...)  e' un insulto

La ringrazio per aver isolato il mio pensiero e, visto che non intendevo assolutamente insultarLa , dal momento che la sua chiacchierata con Boldrin, da cui deriva l'articolo di questo thread, mi interessa moltissimo e approvo il suo modo di operare, chiedo scusa perche' quello che volevo dire non si riferiva ai suoi dati ne alla sua forma di rispondere a tutti i lettori. Mi sono espressa inappropriatamente.

Giuliana Allen

Allen, nei forum, come nei films, occorre che qualcuno faccia la bad cop perché un altro faccia la good cop ... è una questione di vantaggi comparati e di divisione del lavoro, credimi.

Ma il punto non è questo: dovresti leggere con maggiore attenzione alcuni commenti (ho ben detto che non parlo per tutti ...) e vedrai che la tendenza ad ideologizzare e mandare "in vacca" il dibattito con idee preconcette serpeggia e cerca spazio. Non v'è alcuna invettiva, tanto che non ho proprio menzionato nessuno né ho messo il mio commento in replica ad alcuno. Ho solo preavvisato che, personalmente, ignorerò tali commenti o, al massimo, li sbeffeggerò.  Ripeto: non è vero che occorre prendere tutte le affermazioni seriamente. Quelle campate in aria e prive di supporto vanno gettate nella pattumiera, senza pietà. Cheap bullshit is destroying the little that hard scientific work has been able to build. Ogni tanto è bene rifiutarsi di ascoltarlo perché produce (quello sì) solo sgradevole e socialmente dannoso rumore.

E non è proprio una questione di poveri o ricchi mortali. È questione di professionalità e rispetto per gli altri: quando non si sanno le cose si possono imparare, quando le proprie idee preconcette vengono contraddette dai fatti le si può abbandonare in cambio di idee meno sbagliate. Rispetto significa anche non dibattere a vanvera argomenti solidi e sudati. Sostenere tesi platealmente infondate senza neanche provare a documentarle è maleducazione della peggiore, a casa mia. La maleducazione, spesso, non sta nei toni ma nei contenuti. Altro vizietto italico: confondere la sostanza con la forma.

Funziona così fra chi prende la ricerca scientifica seriamente e non per far punti VDB nell'eterno campionato della baruffa ideologica politica. Gli esami, graziaddio, non finiscono mai. Per nessuno. È il bello della ricerca.

Cara Giuliana, permettimi di contestarti quando dici:

Con tutto rispetto, ma una parte dei famigerati dati non viene anche "confrontata" sul campo dalla viva voce, dai racconti, dalle esperienze personali, dai ricordi di famiglia?

la cosa che rende questo post interessante è proprio che si basa su dati. Sull'argomento in questione troppi dibattiti si sono svolti su racconti ed aneddoti, che vengono usati come base per le teorie più svariate (e strampalate).

Anch'io mi son riletto i commenti e, come te, non ci ho trovato cose strane ma, dato che su queste cose non sono molto sveglio, e che la premessa al post è stata:

che l’uso politico (leggesi: a fini di parte nella battaglia politica corrente) della storia e dei fatti storici (...) irrita assai entrambi i firmatari.

mi becco la reprimenda ed aspetto impaziente la seconda parte.